DVD – “La tratta delle bianche”, di Luigi Comencini

la tratta delle biancheAnno: 1952
Durata: 110’
Distribuzione: Medusa H.E.
Genere: Drammatico
Cast: Eleonora Rossi Drago, Ettore Manni, Silvana Pampanini, Marc Lawrence, Vittorio Gassman, Enrico Maria Salerno, Tamara Lees, Antonio Nicotra, Barbara Florian, Silvio Gigli, Sophia Lazzaro, Maria Zanoli, Duilio D'amore, Manuel Serrano, Franco Bologna, Bruna Rossini, Ignazio Balsamo, Gianni Bonos, Gondrano Trucchi, Mara Berni, Mirella Bonini, Clara di Stefano, Rossana Galli, Ileana Lauro, Brunetta Sessartini, Edward Fleming
Regia: Luigi Comencini
Formato DVD/video: 4/3 , 1.33:1
Audio: Italiano Dolby Digital 1.0, Italiano Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: Cast artistico, Cast tecnico, Presentazione
 
 

 

IL FILM
Un drammone sociale e sentimentale, interpretato dalle stelle del cinema italiano anni ’50. È così che si presenta a noi spettatori del ventunesimo secolo La tratta delle bianche, il quarto lungometraggio di Luigi Comencini. Il film in questione è datato 1952. Appena un anno dopo, il regista lombardo avrebbe diretto Pane, amore e fantasia, pellicola che lo avrebbe consacrato padre della commedia all’italiana.
la tratta delle biancheSono ancora gli inizi, quelli in cui Comencini cerca la propria strada cinematografica e, dopo una commedia interpretata da Totò, L’imperatore di Capri (1949), il regista decide di esplorare la tragedia della prostituzione e i suoi risvolti sociali. Lo fa con Persiane chiuse (1950) e ci riprova subito dopo con La tratta delle bianche. In entrambi i film, il ruolo da protagonista è affidato a Eleonora Rossi Drago, volto noto del grande schermo nazionale nel ventennio ’50-’60. L’attrice genovese ha un certo talento drammatico e ben si presta a parti del genere. Rispetto a Persiane chiuse, però, La tratta delle bianche è un’opera corale, che mette in evidenza la capacità interpretativa dei diversi attori che vi hanno lavorato: Vittorio Gassman, Marc Lawrence, Ettore Manni, Silvana Pampanini, Enrico Maria Salerno, Tamara Lees e una Sophia Loren, che allora si faceva chiamare Lazzaro, negli anni degli esordi e dei piccoli ruoli. Tutte queste star di casa nostra conferiscono un valore aggiunto ai molti personaggi – alcuni ben caratterizzati, altri appena abbozzati – della storia scritta da Antonio Pietrangeli.
Manfredi (Lawrence) organizza traffici di belle e giovani donne, reclutate nel contesto sociale del sottoproletariato genovese. Oppresse dalla povertà, circondate da uomini che vivono ai margini della legge, le ragazze sono attirate con la promessa di una vita facile e agiata grazie al mondo dello spettacolo. In realtà, vengono spedite in America e avviate alla prostituzione. Una di queste è Alda (Rossi Drago) che, grazie all’amore del giovane e squattrinato Carlo (un esordiente Manni, allora studente universitario notato da Comencini proprio per questo film), riesce a sottrarsi al giro. Manfredi, però, non la manda giù. Con la complicità di Michele (un sempre convincente Gassman), coinvolge Carlo e altri proletari in un furto e poi li denuncia. Il giovane finisce in prigione e Alda cerca di trovare i soldi per pagare l’avvocato. L’occasione è data da una singolare maratona di ballo: una faticosissima prova di resistenza fisica, che dura quindici giorni e promette lauti premi, organizzata da Manfredi come pretesto per adescare ragazze. Diversi i personaggi che prendono parte alla gara, tutti con storie più o meno tribolate alle spalle.
Sono i poveri gli autentici protagonisti di questo affresco sociale tratteggiato da Comencini. Nonostante la riuscita fotografia di una Genova polverosa che grida miseria dalle sue borgate, il regista non si sofferma più di tanto sull’ambientazione. Gli interessa piuttosto analizzare le reazioni tipiche di chi tenta di sottrarsi alla fame, in modi più o meno onesti, attraverso le vicende dei suoi personaggi: il viscido Manfredi, che approfitta delle altrui tragedie; il furbo ed egoista Michele, che tradisce i compagni; l’idealista e impetuoso Carlo; l’ingenua e dolce Linuccia, che balla per salvare il padre dalla galera e si innamora di Giorgio; la tenace Alda, pronta al sacrificio per amore; l’avvenente Lucia (Pampanini), ragazza povera ma ambiziosa, che sceglie di mettere da parte le illusioni e si avvia consapevole allo sfruttamento, pur non dimenticando il suo unico amore.
Gli intrecci sentimentali di questo film tradiscono una certa ingenuità e un lieve patetismo tipico dei fotoromanzi. Lo stesso possiamo dire di alcune scene eccessivamente didascaliche, in cui si tendono a sottolineare con le parole sensazioni ed emozioni che potrebbero essere rese con più forza solo attraverso lo sguardo degli ottimi interpreti. È questo il caso della scena in cui Alda si sforza di continuare a danzare, con il volto rigato dalle lacrime; o la scena in cui Lucia, spogliandosi dei suoi miseri vestiti e guardandosi allo specchio con un abito costoso ed elegante, che esalta la sua bellezza, decide di intraprendere la strada della prostituzione. Altra pecca è la visione semplicistica, con punte più o meno velate di moralismo, che sottende al film, in cui si contrappongono i buoni ai cattivi: da una parte i poveri sfruttati e dall’altra gli sfruttatori, senza tenere in considerazione le molteplici sfumature che stanno nel mezzo. Del resto, si tratta di una pellicola girata nel 1952, che risente indubbiamente del clima morale imperante nell’Italia dell’epoca. Nonostante i difetti riscontrati, La tratta delle bianche è un’opera di notevole impatto visivo, soprattutto nelle scene della maratona di ballo e in quella del giudizio popolare nei confronti degli sfruttatori, dove emerge prepotente la cifra stilistica del regista. Interessante è poi notare come certe situazioni, così diffuse ai giorni nostri, fossero già tipiche dell’Italia anni ’50, con giovani donne disposte a tutto pur di ottenere un briciolo di attenzione dallo show business.

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la tratta delle biancheIL DVD
Di ottimo livello il DVD prodotto dalla Medusa Home Entertainment. Nonostante sia un film in bianco e nero, l’immagine si mantiene costantemente nitida e il formato video in 1.33:1 valorizza la fotografia di una Genova livida di borgata e del suo porto dall’atmosfera noir. L’audio risulta lievemente ovattato, ma non si può pretendere di più da un lungometraggio del ’52. Limitata al target nazionale la scelta della lingua: italiano 1.0 e 5.1. Disponibili i sottotitoli in italiano per non udenti. Poveri i contenuti extra: cast artistico, cast tecnico e presentazione. Quest’ultima è una sorta di trailer allungato, che si usava al tempo, accompagnato da una voce fuori campo tesa a sottolineare ed esaltare le tematiche affrontate nella pellicola e i suoi messaggi, tutti dal tono marcatamente moralistico.