DVD – "L'aquila a due teste", di Jean Cocteau

                                                                        
Titolo originale
: L'aigle à a deux tetes
Anno: 1948
Durata: 87'
Distribuzione: RaroVideo
Genere: Drammatico
Cast: Edwige Feuillère, Jean Marais, Silvia Montfort , Jean Debucourt, Jacques Varennes, Yvonne de Bray, Maurice Nasil
Regia: Jean Cocteau
Formato DVD/video:  4:3 full frame  1.33:1
Audio: italiano, francese Dolby Digital 2.0 dual mono
Sottotitoli: Italiano
Extra: Intervista a Sergio Bassetti (docente di Filmologia); intervista a Angela Prudenzi (critico cinematografico); credits; netta traccia CD-ROM bio-filmograifa di Jean Marais; bio-filmografia di Ewige Feullière
Booklet: 16 pag.

 

 

IL FILM

Diceva Jean Cocteau parlando del suo cinema "La forza di un film è il suo verismo. Voglio dire che le cose non sono raccontate, ma mostrate. Esse esistono dunque sotto forma di fatti, anche se questi fatti appartengono al dominio dell’irreale, di ciò che il pubblico non è abituato a vedere". In questa fessura tenue e l'aquila a due testeallo stesso tempo così profonda tra ciò che si muove sullo schermo luminoso del cinema e ciò che vi prende forma veramente si agita e vive la poetica di Jean Cocteau (regista, poeta, romanziere, fotografo, dialoghista, attore). Figura complessa e assoluta del panorama intellettuale del primo mezzo secolo del 900', nato nel 1889 e scomparso nel 1963. Difficile da inquadrare in un solo spazio artistico. Cocteau fu poeta surrealista, condivise le battaglie di Apollinaire e Massine, visse l'amicizia di Picasso. Pittore e fotografo, immortalato a sua volta in un ritratto da Amedeo Modigliani. Trovò poi nel cinema la palestra per rimettere in discussione molte delle sue certezze e delle sue scritture. Iniziò con i bagliori del cinema sonoro surrealista (l'intervista di Sergio Bassetti nella sezione extra di questo dvd chiarisce il rapporto di Cocteau con la musica) di Les Anfants Terribles, poi La Bella e la Bestia, trasposizioni da suoi lavori teatrali.  Così come questo L' aquila a due teste.  Ispiratosi liberamente a episodi della vita di Ludwig II di Baviera e di Elisabetta d’Austria (la famosa Sissi cinematografica), L’Aquila a due teste nasce per il teatro, presentato per la prima volta nel 1946 al teatro Hébertot, con Edwige Feuillère nella parte della regina, Jean Marais in quello dell’anarchico e Silvia Montfort in quella di Edith de Berg: gli stessi interpreti che Cocteau richiamerà per il film. E Cocteau lo porterà sullo schermo nel 1948. Una storia che intreccia il fantasma della morte e la passione dell'amore, come in molti lavori del poera. Dove però ciò che viene rappresentato non sempre appare per quello che è. In un paese senza nome, la regina (Edwige Feuillère) vedova dell'amato re ucciso dieci anni prima si rifugia nel castello di Krantz lontana dagl intrighi della corte.l'aquila a due teste L’anarchico-poeta Stanislas (Jean Marais) per fuggire dalla caccia delle guardie si rifugia prorpio nel castello di Krantz. Il loro incontro sarà sorprendente. Un amore folgorante, intenso e folle che li porterà ad affrontare le minacce di un colpo di stato ordito alle spalle della regina con il coraggio di chi non teme la propria morte. Cocteau riesce nell'impresa di filmare il proprio teatro con la spregiudicatezza di chi può essere superiore, per coscienza e autocritica, ad un inevitabile piattezza. Niente nel suo cinema riesce ad essere privo di un'esagerata e plateale teatralità. A cominciare dai suoi attori. E dal suo modo di farli interagire con lo scenario.  Ma questo è  il segreto del suo inconfondibile tocco: una sensibilità frutto della soprendente alchima tra il poeta, genio indiscusso, e il passionale neofita della macchina da presa. Rimanendo, però, sempre fedele a se stesso. Amato e difeso dai ribelli della Nouvelle Vague, acclamato in tarda età dal cinema francese, ma forse mai capito fino in fondo. A districare la tela del drammaturgo francesce è Angela Prudenzi, critico cinematografico, che apre le porte del mondo poetico del regista analizzando alcune delle tematiche e delle scelte che hanno caratterizzato la carriera e la vita di Cocteau. 

IL DVD

La RaroVideo, fedele alla sua missione, edita L'aquila a due teste con la volontà di dare al film di Cocteau sergio bassettitutto il valore che gli spetta. La parte video e audio è curata come sempre. Il bianco e nero è stato trasposto mantenendo i toni della pellicola e non trascurando i molti accenti espressionisti presenti nella fotografia originale. L'audio è buono anche se compresso in Dolby 2.0. La colonna sonora è la protagonista però degli EXTRA. Grazie all'interessante intervista di venti minuti a Sergio Bassetti (nella foto a destra), docente di Filmologia ed esperto di musica per film. Scopriamo il mondo del compositore George Auric, autore delle musiche del film, ma soprattutto collaboratore in molte altre pellicole del regista. Indiscusso punto di riferimento della musica per film non solo per il cinema francese ma anche americano (Vacanze Romane, Rififi, Buongiorno tristezza!). Il rapporto tra i due, le scelte di Cocteau, la carriera di Auric e molto altro. La seconda intervista è dedicata alla carriera e alla poetica di Cocteau e a far da cicerone nell'immaginario del drammaturgo è la critica cinematografica Angela Prangela prudenziudenzi (qui a sinistra). Tra surrealismo, l'accostamento ad un altro grande protagonista dell'arte come Pierpaolo Pasolini, le scelte artistiche e l'approccio tecnico, in venti minuti la riflessione critica della Prudenzi ci avvicina al mondo di Jean Cocteau. La RaroVideo azzecca la scelta di affidare a due esperti la parte EXTRA del DVD, ma se si vuole muovere una critica le due interviste andavano arricchite con un montaggio di materiale d'archivio. Nessun filmato o immagine, musica o riferimento a fare da sponda agli interventi, pregnantissimi 40 minuti totali di analisi davanti alla camera.  

 

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