DVD – "Latitudine Zero", di Ishiro Honda

cover_DVDUn classico della fantascienza giapponese in un’edizione speciale a due dischi: l’occasione ideale per riscoprire il film più ottimista del regista di “Godzilla”, che eleva l’utopia a unica speranza per un mondo corrotto e si compiace della messinscena di un regno incantato. Distribuisce Passworld

cover_DVDLATITUDINE ZERO

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Titolo originale: Ido Zero Daisakusen/Latitude Zero: Battle in the Ocean

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RIFF AWARDS 2020

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Regia: Ishiro Honda

Soggetto: Ted Sherdeman

Sceneggiatura: Shinichi Sekizawa, Ted Sherdeman

Produzione: Tomoyuki Tanaka per Toho Eiga

Interpreti: Joseph Cotten, Cesar Romero, Akira Takarada, Richard Jaeckel, Patricia Medina

Musiche: Akira Ifukube

Regia effetti speciali: Eiji Tsuburaya

Durata: 105’ (versione internazionale); 89’ (versione giapponese)

Origine: Giappone, 1969

Distribuzione: Passworld/Eagle

Formato DVD/Video: widescreen 2.35:1 (16/9)

Audio: Dolby Digital 5.1 e mono 1.0 in italiano; inglese mono; giapponese mono

Sottotitoli: italiano (selezionabili solo dal menù e obbligatori su inglese e giapponese)

Extra: Gallerie fotografiche (cast, foto di scena a colori, foto di scena in bianco e nero, modellini ed effetti speciali con note di approfondimento, mostri e creature); Manifesti cinematografici versione internazionale; Trailer internazionale; Cover DVD giapponesi; Flyer; Fotomontaggi promozionali; Manifesti cinematografici giapponesi; 2 trailer giapponesi; 20 trailer film di fantascienza Toho; 2 poster da collezione; booklet di 8 pagine

 

 

 

 

 

IL FILM

Latitudine Zero è uno dei film più amati dai fans di Ishiro Honda e del fantastico giapponese, e i motivi non tardano a saltare all’occhio: pur iscrivendosi nel periodo ormai terminale dell’epoca d’oro Toho, la pellicola rappresenta infatti un investimento notevole e dalle chiare aspirazioni internazionali, come testimonia il cast che può vantare nomi  come Joseph Cotten e Cesar Romero e il fatto che le riprese siano state effettuate in presa diretta in inglese (la versione internazionale – peraltro più lunga – è dunque quella originale). Le molteplici fonti di ispirazione che si possono tracciare per l’idea sviluppata da Ted Sherdeman possono spaziare dal classico di Jules Verne “20.000 leghe sotto i mari” (all’epoca già entrato nell’immaginario cinefilo grazie alla trasposizione Disney del 1954) a, più in generale, i grandi racconti utopistici che hanno costellato la storia della letteratura e del cinema. Latitudine Zero è infatti il punto dove la linea dell’equatore si interseca con quella internazionale del cambiamento di data e il film immagina che proprio lì, nelle profondità dell’oceano, esista il regno di Utopia, dove gli uomini vivono in pace, refrattari ai sentimenti dell’avidità e della sopraffazione reciproca, silenziosi osservatori (e, alla bisogna, consiglieri) del rozzo mondo di superficie. In questa regione fantastica si ritrovano per caso due scienziati e un giornalista, guidati dal capitano MacKenzie, a capo del sottomarino Alpha, e coinvolti nella lotta al perfido Malic, che intende distruggere il pacifico regno.

equipaggio_AlphaIl film pone in essere molti dei temi cari a Honda, e sviluppa le sue tesi attraverso la dicotomia bene/male ravvisabile nei personaggi di MacKenzie e di Malic, a loro volta riflesso di quella cultura dei blocchi contrapposti che in quel periodo divideva il mondo tra Est e Ovest (più volte tirata in ballo nel film). In un simile quadro generale il regno di Utopia si staglia come realtà inafferrabile, refrattaria a essere compresa dal razionalismo che giudica ormai inevitabile la cultura dello scontro (si veda la continua incredulità del giornalista Perry Lawton, che nel fare appello alla logica ritiene impossibili le regole sulle quali si basa la civiltà sottomarina). Il fantasy di Honda, quindi, rovescia la prospettiva pessimista mostrata in Godzilla e Matango e si pone stavolta in un’ottica antirazionalista e positivista, eleva l’utopia a unica speranza per un mondo corrotto e si compiace della messinscena di un regno incantato, dove persino il cattivo di turno è un criminale da fumetto, perennemente sopra le righe e più simile ai grandi mitomani alla dottor Moreau o ai cattivi di James Bond. In tutto questo gli effetti speciali giocano ovviamente un ruolo determinante, regalando scene spettacolari grazie ai curatissimi modellini e non dimenticando i caratteristici mostri che strizzano l’occhio a un pubblico di giovanissimi risultando inevitabilmente più goffi e meno curati, al pari dei costumi, vicini a un certo gusto eccessivo tipico della fantascienza anni sessanta.

D’altronde il tema della percezione del reale e della confusione tra la sostanza delle cose e la percezione che si ha delle stesse (già al centro del citato Matango) trova nel finale una sua interessante sottolineatura. Un film veramente d’altri tempi, affascinante e prezioso.

 

MalicIL DVD

Dopo alcuni mesi di pausa la Passworld riprende finalmente a editare i classici della fantascienza nipponica e per l’occasione presenta Latitudine Zero in una elegante edizione a due dischi. La confezione è un amaray con copertina in cartone rigido e fascetta che riproduce i manifesti giapponese e americano: all’interno troviamo una riproduzione del poster nipponico e di una fotobusta italiana, insieme al booklet con le schede del cast tecnico e artistico, sinossi e alcune foto dei modellini. I due dischi presentano il film nelle sue due versioni principali, quella originale internazionale (più lunga) e quella invece doppiata in giapponese (la voce di Joseph Cotten è di Kosei Tomita, il dottor Inferno di Mazinga Z). Il video della versione originale in inglese si presenta purtroppo afflitto da grana e da un lieve – sebbene fastidioso all’occhio più esperto – effetto di trascinamento delle immagini; meglio la versione giapponese, nonostante in entrambi i casi la definizione non raggiunga livelli ottimali: considerando la natura di Edizione Speciale si poteva pretendere di più. In entrambi i casi il formato è ovviamente l’originale TohoScope 2.35:1 con un master nuovo e privo di graffi. Su entrambe le versioni è parimenti presente l’audio italiano in mono e in un nuovo remix 5.1 non particolarmente potente, ma discreto: il suono risente degli anni che il film si porta sulle spalle, ma per fortuna non è metallico o distorto come ci era capitato di sentire sugli ultimi film di Godzilla distribuiti dalla casa romana. Ricchissima invece la sezione degli extra, con un eccellente apparato iconografico, che esplora anche gli effetti speciali e mostra il lavoro dei tecnici sul set (di particolare fascino la spiegazione relativa all’eruzione sottomarina che si vede nei primi minuti del film). Tra manifesti, foto varie e flyer c’è sicuramente di che divertirsi. Da segnalare anche la galleria dei trailer Toho, che comprende le pellicole fino a questo momento distribuite dalla Passworld, ma anche i titoli a catalogo ancora inediti (Il re dei mostri, Ghidorah il mostro a tre teste, Il figlio di Godzilla, Godzilla furia di mostri, Frankenstein alla conquista della Terra e Kong uragano sulla metropoli): trattandosi di titoli molto interessanti per gli appassionati speriamo di vederli al più presto in DVD.

 

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