DVD – "Music box – Prova d'accusa", di Constantin Costa-Gavras

music boxTitolo originale: Music box
Anno: 1989
Durata: 124’
Distribuzione: Multimedia San Paolo
Genere: drammatico
Cast: Jessica Lange, Armin Müller-Stahl, Frederic Forrest
Regia: Constantin Costa-Gavras
Formato DVD/Video: 2.35:1 anamorfico
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Audio: italiano Dolby Sorround 2.0 mono, inglese Dolby Sorround 2.0 mono
Sottotitoli: italiano, italiano non udenti
Extra:
 
 
IL FILM
“Fidati del tuo cuore e finirai per spezzartelo”: non è strumento di conoscenza il sentimento d’amore di una figlia verso il proprio padre, non illumina i lati oscuri della Storia, che si fa beffe della presunzione umana – figlia del bisogno di certezze e non di verità – di poter conoscere fino in fondo l’animo altrui. La certezza che possiede Ann Talbot è di essere stata allevata da un padre amorevole, un immigrato ungherese che si è guadagnato onestamente da vivere, crescendo una solida e rispettabile famiglia americana: un figlio che ha combattuto in Vietnam, una figlia affermato avvocato, un nipote che lo adora. La verità può essere il rovesciamento speculare di quella certezza. Forse Mike Laszlo non è un contadino fuggito dall’Ungheria durante la guerra, forse era un membro delle Croci Frecciate, un criminale di guerra collaboratore dei nazisti che ha ucciso a sangue freddo centinaia di persone innocenti.
Lo scambio di persona è la spiegazione ovvia con cui la figlia avvocato assume serenamente la difesa del padre e su cui s’innesta il dibattito processuale, sempre oscillante tra l’accumulo di indizi e testimonianze e la loro confutazione, secondo quella struttura classica del thriller giudiziario che ben si presta alla vocazione di Costa-Gavras per la rappresentazione caustica di un mondo irrimediabilmente malato, dove la verità deve essere difesa senza sosta perché possa emergere davanti agli occhi di tutti come una prova inconfutabile, al di là di ogni ragionevole dubbio.
music boxIl meccanismo di ricostruzione della memoria frantuma la facciata irreprensibile dell’imputato, ma soprattutto l’identità di una donna che scopre sulla propria pelle il tradimento di un’intera esistenza. Il recupero di quell’identità è il viaggio nel paese d’origine mai visitato, ma conosciuto solo attraverso i racconti del padre, è il suono di una lingua madre che restituisce il senso vero e doloroso del passato. La figlia ingannata compirà l’unica scelta possibile, con l’inflessibilità che sempre Costa-Gavras richiede agli innocenti e ai depositari della verità. Perché il male, quando è svelato come tale, è assoluto, e nessuna attenuante che ne smorzi l’immagine può essere concessa: è possibile solo lo scontro di due opposti in questo cinema, sincero nella sua avversione appassionata contro ogni forma d’ingiustizia quanto monolitico nel linguaggio. Nell’ansia di processare la storia, di indignare il pubblico ponendo i propri scomodi interrogativi, Costa-Gavras finisce a volte per sacrificarne altri non meno interessanti, umanamente e cinematograficamente. Come la domanda se i “mostri”, nazisti o comunisti, siano davvero anche capaci di quei sentimenti umani di cui, in qualche modo, possono aver dato prova; possibilità o realtà che, rispetto a quella della protezione loro offerta presso le nostre democrazie, è ancora più difficile da capire, o da accettare.
 
 
IL DVD
Il video è nel suo corretto formato cinematografico malgrado la fascetta riporti erroneamente 1.66:1. Il lavoro svolto da Multimedia San Paolo (dal master originale) a vent’anni dall’uscita del film è più che soddisfacente, soprattutto per quanto riguarda la definizione. Le scene in esterni o più illuminate appaiono perfette, ma anche in quelle in interni i livelli di contrasto e luminosità sono buoni. Il comparto audio è composto da due tracce in dolby surround 2.0 di buona fattura; quella italiana è concentrata maggiormente sul canale centrale, quella in lingua originale è più aperta e risulta più coinvolgente sia nelle voci che nelle musiche. I menù non sono altrettanto curati e mancano completamente gli extra.