DVD – "Nomad – The Warrior", di Sergej Bodrov e Ivan Passer

nomadTitolo originale: Nomad
Anno: 2005
Durata: 107'
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Distribuzione: Bim/QM QMedia
Genere: storico/avventuroso
Cast: Kuno Becker, Jay Hernandez, Jason Scott Lee, Mark Dacascos, Ayanat Ksenbai, Doskhan Zholzhaksynov
Regia: Sergej Bodrov, Ivan Passer
Formato DVD/Video: 2.35 PAL
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0
Sottotitoli:
Extra:

 

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IL FILM
Il volere di Nursultan Äbi?ul? Nazarbaev in persona, presidente del Kazakhstan, sta dietro la realizzazione di Nomad, favolistica ricostruzione filmica della nascita dello Stato kazako, risalente al XVIII secolo. Il favore del poco democratico leader (in carica ininterrottamente dal 1991 e recentemente rieletto), evidentemente non proprio soddisfatto dell'immagine del suo popolo diffusa nel mondo dal fenomeno-Borat, ha fatto sì che la Kazakhfilm, l’industria cinematografica nazionale dello Stato post-sovietico, non badasse a spese, garantendo, insieme alla francese Wild Bunch e all'americana Weinstein Company, un budget di quasi quaranta milioni di dollari. Produzione esecutiva affidata a Milos Forman, alla regia viene chiamato Ivan Passer, altro maestro della nová vlna cecoslavacca da tempo trapiantato negli Usa (Alla maniera di Cutter), poi sostituito in corsa dal veterano Sergej Bodrov (Il prigioniero del Caucaso). Montaggio russo-hollywoodiano (Ivan Lebedev e Rick Shaine), fotografia svizzero-danese (Ueli Steiger e Dan Laustsen), musica italiana (di Carlo Siliotto, candidata ai Golden Globes), cast non meno singolare, che vede muoversi, in mezzo allo stuolo di comprimari, comparse e figuranti indigeni, attori che a Hollywood detengono solidi curricula come volti esotici buoni per tutte le occasioni: Jason Scott Lee, Mark Dacascos e i più giovani Kuno Becker e Jay Hernandez.
 

Nomad battaglia

La formula è insomma quella della superproduzione internazionale da esportazione, puntualmente infiocchettata con la candidatura all'Oscar 2007 come miglior film straniero. E in linea con questi presupposti lo script di Rustam Ibragimbekov (più volte cosceneggiatore di Nikita Mikhalkov) si adagia sui topoi classici del genere epico-avventuroso, specialmente di provenienza orientale. Attorno alla metà del XVIII secolo, mentre le tribù nomadi kazake, divise tra loro, sono sul punto di soccombere all'invasione dei feroci Giungari, una profezia annuncia la nascita imminente di un bambino che un giorno le riunirà in un unico popolo e le condurrà alla vittoria. L'Eletto, all'oscuro della profezia, viene cresciuto e addestrato come un guerriero, nell'attesa del giorno fatidico in cui il destino dovrà compiersi, nel segno di Gengis Khan.

Sergej Bodrov fa le prove generali per Mongol: un po' Braveheart (modello dichiarato), un po' La città proibita, senza dimenticare Il Signore degli anelli, Nomad – The Warrior si dipana così tra combattimenti cavallereschi, dispendiose scene di massa (tutte girate con attori in carne e ossa e non realizzate digitalmente) e suggestivi tramonti sulla steppa. La parte sentimentale è affidata agli affetti tormentati del protagonista, Mansur (ispirato alla figura autentica di Ablai Khan), cioè l'amore per una splendida fanciulla in pericolo e il legame con un amico fraterno. Da qui vengono gli unici "brividi" del film, quando l'emergere di una personalità adulta in Mansur sembra scontrarsi con l'investitura ricevuta: il fattore umano in conflitto con il bene collettivo – come dire: grandi poteri, grandi responsabilità. Ma la crisi rientra in fretta e il film procede nel mare tranquillo dell'intrattenimento spettacolare che, senza entusiasmare né tuttavia annoiare, conduce lo spettatore in porto al sicuro da sballottamenti.

 

Ayanat Ksenbai in NomadIL DVD
Nomad – The Warrior arriva in Italia direttamente in dvd, a cinque anni dall'uscita in patria, senza essere passato per la sala. C'è poco da dire sugli aspetti tecnici del disco, edito da Bim e QM Media, che non contiene altro se non la traccia video, di qualità discreta, e una traccia audio in italiano in Dolby Digital 2.0. Stona la mancanza dell'audio originale, in un'opera pensata e realizzata per la valorizzazione della cultura del Kazakhstan. Peccato anche per l'assenza di contenuti extra, per un film dalla lavorazione avventurosa che sarebbe stato interessante approfondire.