DVD – "Orfeo Negro", di Marcel Camus

Titolo originale: Orfeu Negro
Anno: 1959
Durata: 105'
Distribuzione: San Paolo
Genere: Drammatico
Cast: Breno Mello, Marpessa Dawn, Lourdes De Oliveira, Ademar Da Silva, Lea Garcia, Alexandro Costantino, Waldetar De Souza
Regia: Marcel Camus
Formato DVD/Video: 1,66:1 Wide Screen
Audio: Dolby Digital 2.0 stereo in italiano e in portoghese
Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti
Extra: selezione scene, credits dvd

IL FILM


"S'unirono la Donna, la Morte e la Luna
Per
uccidere Orfeo con tanta sorte

Che uccisero Orfeo, l'anima della strada,
Orfeo, il generoso, Orfeo, il forte.
Ma le tre una cosa non sanno:
Per uccidere Orfeo, non basta la Morte.
Tutt
o ciò che nasce e che visse deve morire,

Solo non muore nel mondo la voce di Orfeo."


Questo è il coro conclusivo dell'Orfeo Negro, così come è stato scritto dallo scrittore Vinicius de Moraes, nel romanzo "Orfeo da Conceiçao" da cui è tratto il film di Marcel Camus. Una trasposizione del mito di Orfeo ed Euridice nelle favelas di Rio de Janeiro
durante il celebre carnevale.
Orfeo – un giovane tranviere, bravo ballerino e cantante – si innamora di Euridice, una contadina fuggita dal paese perché perseguitata da un misterioso individuo simbolicamente raffigurante la morte. Nonostante che Orfeo sia fidanzato con Mira e che questa sia gelosissima, tra i due sboccia l'amore. Sono i giorni folli del carnevale, e l'uomo travestito da Morte tenta ancora di afferrare Euridice. Nel tentativo di salvarla, accidentalmente, Orfeo ne provoca la morte. Ritrovato il cadavere all'obitorio, porta Euridice sulla collina, dove abita. Lo raggiunge Mira infuriata, che lo spinge nel burrone, con Euridice in braccio. Un ragazzino, amico di Orfeo, prende la chitarra del ragazzo e canta. Punto di forza impagabile del film è la musica. Il tema "Mana do carnival" di Luiz Bonfa è un classico. Bellissima anche "Felizitàd", di Jobim. Tutto il film è pervaso da musica, la musica frenetica del carnevale di Rio.
 "L'amore per chi ama è sempre una cosa nuova, inattesa…". Camus vede nel cinema la lingua scritta della realtà, vede nel cinema la liberazione dalla prigione simbolica del linguaggio verbale, dalla sua asfittica convenzionalità, per cercare la fisicità del ritmo, della danza, del mito. Il cinema, come per Pasolini, è la ricerca dell'immediato, del primitivo, del primigenio. Il cinema, grazie alla sua immediatezza, alla sua corporeità, alla transnazionalità, permette un possesso del reale nel suo carattere infinito: dà l'illusione di andare oltre i codici. Arte irregolare, onirica, barbarica, pregrammaticale, corporea. Nei ritmi, tra i corpi che ballano senza tregua, il cinema si fa "mostro ipnotico", strato di immaginario puro. Lontano dal neorealismo e dai suoi piani sequenza, spesso troppo naturalistici, quasi a voler rincorrere la realtà nel suo evolversi; lontano anche dal "cinema di poesia", Camus appartiene (anche in tutti gli altri suoi film meno riusciti) al primitivo, al povero. Il suo cinema ha la fissità ieratica dei primi piani, l'ossessione di campi e controcampi, l'esigenza di lunghe panoramiche, l'incedere per frammenti. Cinema che oscilla fra la tendenza onirica e una tendenza documentaria: tra il recupero di una visione arcaica e la fascinazione feticista del corpo come luogo di passione, come fondamento di una nuova estetica. Orfeo Negro è l'ossimoro della classicità: per Camus, come per lo stesso Pasolini, la Grecia mitologica rifiuta ogni idealizzazione, ogni immagine di olimpica freddezza e di squilibrio razionale. Il film è attraversato da un effetto di lontananza cronologica, espresso dall'ambientazione e da quel potenziale cromatismo che il cinema non risparmia. Camus non mira alla riproduzione meccanica del reale, è assai lontano dal naturalismo. È "ossessionato" dalla ricerca di un "realismo", frizionato dal mitico e dal realistico. Vuole appropriarsi della poeticità già inscritta nel reale; quella struggente ambiguità delle cose che le parole e nomi (anche quelli di persona) riducono a mere convenzioni. Nascere è facile, difficile è seguitare a vivere, rinascere continuamente. Sarà questa la croce del mito al cinema…

Il DVD


Ottimo prodotto quello della San Paolo. Se pur scarno e spartano dal punto di vista dei contenuti speciali, il dvd regala una piacevole risoluzione cromatica e soprattutto una pressoché perfetta riproduzione audio. Tra gli extra, troviamo solo la possibilità di selezionare le 16 scene del film e nient'altro. Ma il film di Camus, Oscar nel 1959 come Miglior film straniero e Palma d'Oro a Cannes 1960, è riportato all'originale splendore, grazie al Wide Screen e al Dolby Digital 2.0 stereo. Consigliata è la visione in lingua originale portoghese con sottotitoli in italiano, perché il pur ottimo doppiaggio è sicuramente deficitario dal punto di vista della musicalità della lingua madre. A proposito della musicalità, va sottolineata la stupenda colonna sonora di Jobim e Luiz Bonfà. Orfeo Negro da il titolo anche a uno degli standard di bossanova, trascritto in chiave jazz, più suonato e famoso del mondo. Infine, si ricorda che il film è sottotitolato e doppiato sia in italiano e sia in portoghese. In più, nel dvd sono presenti anche i sottotitoli in italiano per non udenti.


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