DVD – "Passi di morte perduti nel buio", di Maurizio Pradeaux

La NoShame, etichetta attenta alla rivalutazione del cinema dimenticato, presenta Passi di morte perduti nel buio, testimonianza di un modo di fare cinema in Italia e non solo negli anni settanta, consacrato al semplice sfruttamento. Il regista Pradeux punta a riecheggiare la commedia di Risi, Monicelli, Steno e il genere thriller alla Dario Argento

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Titolo internazionale: Death Steps In The Dark
Regia: Maurizio Pradeaux
Soggetto e sceneggiatura: Arpad De Riso, Maurizio Pradeaux
Fotografia:
Aldo Ricci
Montaggio: Enzo Alabiso
Produzione: Aldo Ricci, Ugo Rossetti per Salaria Film, R.C.R. Cinematografica (Roma), D. Dimitriadis Film (Atene)
Musiche: Riz Ortolani
Interpreti:
Leonard Mann (Leonardo Manzella), Robert Webber, Vera Krouska, Nino Maimone, Barbara Seidel, Imelde Marani, Albertina Capuani, Nazzareno Macri, Luigi Romano, Bartolillo Palma, Susy Jennings

Durata: 91'
Origine: Italia, 1976
Distribuzione: NoShame Italia
Formato video: 2.35:1
Audio: italiano Dolby Digital 1.0 mono
Extra: trailer.
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IL FILM

Sconsigliato ai non amanti del trash. Consigliato a tutti quelli che vogliono approfondire il lato oscuro del cinema italiano. Non è la frase di lancio per una recensione, ma la schietta verità su un film talmente al di là delle consuetudini filmiche da destare lo stupore integrale per le scelte registiche, di scrittura e messa in scena, che in più momenti producono l'effetto di diminuire l'attenzione dello spettatore. Sarebbe fin troppo facile affermare che la tensione è inesistente e che la commedia è supportata da una serie di volgarità superflue, come la battuta sulle impronte digitali lasciate in bagno: "uno sbaffo di merda, segno che qualcuno si è pulito il culo con un dito. Succede nelle migliori famiglie". E il finale da urlo con il protagonista Luciano che manda affanculo "Baffetta". La commediola pecoreccia è accompagnata da innumerevoli nudi, ma del tutto naturali; il che forse deve farci pensare sul grado di autocensura che oggi coglie ogni cineasta. Tuttavia i corpi qui sono usati come merce d'attrazione, inutile farsi illusioni, e lo stesso vale per il sangue abbondante ma non troppo, senza vero orrore, splatter innocuo che alimenta l'ennesima risata a denti stretti. Che uno dei personaggi di colore, la bella modella Ulla, sia appellata "negra" dal commissario Robert Webber, disturbato da acidità di stomaco (altre gags), deve immediatamente suggerirci riferimenti significativi su quell'epoca: gli anni settanta così affascinanti per la loro tronfia maleducazione e, diciamolo, il cattivo gusto. Il fumo, l'alcol, la droga si consumavano senza i sensi di colpa attuali. È un mondo che affiora nell'espressività diretta delle inquadrature sia che ci ricordino le commediacce piccanti di Banfi e company, tendenza a primi piani su culi e tette, sia che facciano il verso al thriller di stampo "argentiano" con dei movimenti notevoli della mdp e solita predilezione per la camera a mano in vicinanza del climax e dell'assassino di turno. Curioso che l'allucinazione paranoide del serial killer faccia capolino soltanto nel finale con sequenze psichedeliche, mentre nel corso del film compare più volte solo un primissimo piano di un occhio. Ma che vorrà dire… ? Attenzione al doppiaggio, davvero indigesto, tra interpreti nostrani e non. Ci sembra di riconoscere l'onnipresente Oreste Lionello che doppia un prete pochissimo morigerato. Scopa e fuma più di tutti gli altri messi insieme… Il regista Pradeaux, debuttante con Ramon il messicano nel 1966, è autore di un interessante altro film "di passi": Passi di danza su una lama di rasoio; dopo una lunga parentesi distributiva ha girato nel 1988 Thrilling Love, editato anche in versione pornografica.

Il DVD.
Questa versione digitale deriva da una rimasterizzazione dal negativo originale del film, per cui la qualità video è sempre impeccabile con colori vivaci, suggestive tonalità cromatiche. Il formato sembra leggermente deformato, pur derivando dalla corretta proporzione su schermo. Le scene più buie sono egregie e mantengono il contrasto regalandoci in ogni momento la percezione del più piccolo dettaglio inquadrato. Si può notare raramente qualche fenomeno di pixel, e soltanto su schermi ad alte risoluzioni. L'audio è chiaro e pulito. Purtroppo l'edizione è basica. Gli extra, infatti, consistono esclusivamente nel trailer originale che mette dentro l'ottanta per cento delle scene più importanti del film, con un montaggio apprezzabile, senz'altro più del film.

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