DVD – "The Roommate – Il terrore ti dorme accanto", di Christian E. Christensen

the roommateDa Attrazione fatale a Inserzione pericolosa (con cui, tra l’altro, il film di Christensen condivide numerosissimi spunti di sceneggiatura) gli atti persecutori e le morbose conseguenze che ne derivano hanno già da tempo messo in campo tutte le possibili declinazioni dell’ossessione pericolosa; fondere, aggiornandoli, i ferri del mestiere delle varie Glenn Close con le più fresche aspirazioni collegiali è un’operazione qui mal riuscita, dato che l’adattamento delle fosche tinte dei primi risulta compresso, monco e privo di vera tensione rispetto alla banalizzazione delle seconde. Da Sony Pictures

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IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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Titolo originale: The Roommate
Anno: 2011
Durata: 88’
Distribuzione: Sony Pictures
Genere: thriller
Cast: Leighton Meester, Cam Gigandet, Minka Kelly, Danneel Harris, Matt Lanter, Billy Zane, Alyson Michalka,Katerina Graham, Frances Fisher, Elena Franklin, Tomas Arana, Cheryl Wilson, Heather Rose
Regia: Christian E. Christensen
Formato Dvd/video: 2,40:1 Anamorfico
Audio: italiano, inglese, catalano, spagnolo (Dolby Digital 5.1)
Sottotitoli: italiano, inglese, spagnolo
Extra: Commento del regista, Scene eliminate

 
 
 

 

 
IL FILM
Di hitchcockiano, questo thriller, ha solo il nome della protagonista "cattiva", Rebecca (Leighton Meester). Per il resto, si tratta di una storia e un'ambientazione che nulla fanno per rivisitare i cliché (e ci sono davvero tutti) di un teen-thriller: l'amicizia/identificazione/gelosia/invidia tra due giovani e belle studentesse, la caratterizzazione speculare dell’una, l'introversa meno appariscente Rebecca, rispetto all'altra, quella socievole e solare, Sara; firmata e viziata la perfida di Beverly Hills, vintage e altruista la bellezza di provincia. Il tutto sullo sfondo di un college di Los Angeles che, nonostante l'usura dell'ambientazione, avrebbe potuto fornire al regista e allo sceneggiatore spunti più originali e soluzioni appena the roommatemeno rozze, dato il tocco glamour e patinato ma non superfluo di una fotografia accattivante (Phil Parmet) e l’aggiornamento in chiave soft-girlish delle notti brave a L.A. che contornano e animano la vicenda, complice la colonna sonora pop: We are the people degli Empire of the sun accompagna, in montaggio alternato, le ragazze, con duplice funzione diegetica/extradiegetica, mentre la vittima fa jogging e la carnefice comincia il rito della doppia identificazione con la compagna di stanza e la sua sorellina morta; un tema, quest’ultimo, forse a torto lasciato allo stadio embrionale e che invece, opportunamente sviluppato, avrebbe potuto lasciare spazio a un approfondimento psicologico interessante, così come la “traccia” erotica, chiaramente frenata, probabilmente per non intorbidire una sceneggiatura (di Sonny Mallhi) e un cast che si dichiarano immediatamente volti a un pubblico tardo-adolescenziale; qualche dettaglio (la scena al museo, con la mostra dell’artista Richard Prince, celebre per le sue immagini ri-fotografate e la passione per le segrete perversioni della middle-class americana) e alcune idee purtroppo mal contratte in poche scene clou (nelle docce, in biblioteca, nella toilette femminile di una discoteca) avrebbero potuto mitigare lo sfacciato riferimento telefilmico, visto il cast di teen-stars che va dalla Gossip Girl Blair Waldorf (Leighton Meester) al vampiro cattivo di Twilight (Cam Gigandet) passando per Friday Night Lights e Parenthood di Minka Kelly, in sé non dannoso, ma pericolosamente appiattito da una sceneggiatura prevedibile, che raggiunge il culmine in alcune battute-sentenza del professor Roberts, interpretato da Billy Zane (Titanic), e a tratti incredibile, nel senso etimologico del termine: non che la verosimiglianza al cinema possa e debba essere sempre eletta a criterio valutativo (guai se così fosse!) ma, quando le discrepanze saltano all’occhio in modo così palese, è inevitabile interrogarsi su ciò che non funziona, e la risposta è davvero molto semplice: da Attrazione fatale a Inserzione pericolosa (con cui, tra l’altro, il film di Christensen condivide numerosissimi spunti di sceneggiatura) gli atti persecutori e le morbose conseguenze che ne derivano hanno già da tempo messo in campo tutte le possibili declinazioni dell’ossessione pericolosa; fondere, aggiornandoli, i ferri del mestiere delle varie Glenn Close con le più fresche aspirazioni collegiali è un’operazione qui mal riuscita, dato che l’adattamento delle fosche tinte dei primi risulta compresso, monco e privo di vera tensione rispetto alla banalizzazione delle seconde. Deve averlo intuito la distribuzione italiana, che ha relegato il film alla sola uscita in dvd; che la produzione abbia puntato sul facile richiamo dei giovani volti degli attori, più che sulla validità del prodotto, lo dimostrano, del resto, proprio le scelte distributive e, soprattutto, gli incassi di The roommate negli USA (solo nella prima settimana 15 milioni di dollari, con un budget di 16) ottenuti sulla scia dei già sostanziosi successi che gli attori-beniamini avevano riscosso nelle varie serie tv.
 
 
IL DVD
The Roommate mantiene ciò che promette: sceneggiatura piatta e a tratti involontariamente comica, scarsa tensione e, soprattutto, bei volti che gli adolescenti fanno a gara a riconoscere, dato che si tratta di divi delle serie tv americane di successo, sparpagliati qua e là (vedi la breve apparizione di Nina Dobrev, The Vampire Diaries). Considerata la palese volontà di confezionare un prodotto telefilmico, allora, sarebbe valsa la pena di sfruttare il cast fino in fondo, magari per i contenuti extra del dvd, dove invece non c’è traccia di interviste agli attori (tra i quali, chi se la cava meglio è la Blair di Gossip Girl, Leighton Meester, nel ruolo della disturbata Rebecca) e che invece propongono il commento del regista, il danese Christian E. Christensen, più alcune scene alternative o eliminate. Buoni audio (Dolby Digital 5.1) e video, sottotitoli disponibili in italiano, inglese e spagnolo.
 
 

 

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