E’ morta Alice Munro

La «maestra del racconto contemporaneo», da sempre voce per figure femminili complesse è stata alla base di molto cinema, dalla Julieta di Almodovar a Away From Her di Sarah Polley

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Alice Munro

Lunedì 13 maggio ci ha lasciati Alice Munro, scrittrice canadese che nel 2013 ha vinto il premio Nobel per la Letteratura. Aveva 92 anni e ormai da quasi un decennio soffriva di una malattia neurodegenerativa. La scrittrice, considerata “maestra del racconto contemporaneo” è stata la prima canadese ad aver vinto il riconoscimento.

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Alice Munro era nata nel 1931 a Wingham, una cittadina di Ontario. Una borsa di studio le permise di iscriversi all’università, che abbandonò quando si sposò e divenne una casalinga. Si ritagliò momenti durante i quali scrivere racconti brevi, che vennero prima pubblicati su riviste e solo nel 1968 pubblicati in volume. Da lì in poi la sua ascesa fu rapida e non tardarono ad arrivare numerosi premi. Tra le sue raccolte di racconti ricordiamo opere quali Il sogno di mia madre, In fuga e La vista da Castle Rock, che le hanno permesso di ricevere numerosi riconoscimenti. In particolare, l’autrice si concentra sulle figure femminili: donne ingenue, ambizione, ma anche deluse e corrotte. La Munro le descrive con tutte le loro sfumature e contraddizioni. Non mancano però anche argomenti quali: la vita, la morte o il lutto, che vengono raccontati sempre dal punto di vista della donna. 

La vita delle ragazze e delle donne è l’unico romanzo scritto dall’autrice e si concentra sulla vita di Del, una bambina che lentamente si avvicina all’adolescenza, fase di sperimentazione e cambiamento. Come si può riscontrare già da queste poche righe è evidente che uno dei fattori importanti per la scrittrice è l’inesorabile trascorrere del tempo, che si intrufola nelle vite dei personaggi, riportando alla mente ricordi passati. La scrittrice gioca molto con le dinamiche temporali, che si fanno spazio nelle storie familiari e di quotidianità. Le scelte compiute sono dettate dall’imprevedibilità del caso e mosse da sentimenti spesso impulsivi.

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La scrittura di Alice Munro, soprattutto in tempi recenti, ha tallonato anche il cinema. Pedro Almodovàr si è ispirato alla raccolta In fuga per il suo film Julieta. L’opera della Munro è un trittico narrativo con al centro le vicende della protagonista Juliet. Anche lei, vittima dello scorrere del tempo, viene accompagnata negli anni dalla penna sensibile delle Murno.

In Fatalità si racconta di una Juliet ancora giovane, segue Fra poco in cui la donna diventa madre e si conclude con l’abbandono della figlia in Silenzio. Almodóvar non tradisce il suo linguaggio, ma lo rilegge fino a farlo divenire una riflessione sulla caducità del suo stesso cinema, mai fino a quel momento così tanto alla “prova del tempo”. Nonostante dal libro traspaia un senso di mistero e inquietudine, Almodovar gli ha donato nuova vita tinteggiandolo di giallo e mélo.

Away from Her – Lontano da lei di Sarah Polley è invece tratto da The Bear Came Over the Mountain. La regista, mediante l’utilizzo di flashback costruisce un sensibile ritratto della solitudine, sempre più incalzante a causa del morbo d’Alzheimer della protagonista. Un lungometraggio dalla fotografia minimal e curata, che rispecchiano lo stile della scrittrice, sempre delicata nel raccontare i drammi familiari dei suoi personaggi. La storia è lenta, un amore commovente che si consuma nei ricordi e un finale pieno di tenerezza.

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