È morto Buck Henry

Ha scritto la sceneggiatura di Il laureato (1967), la pellicola che la lanciato Dustin Hoffman ed è stato co-regista, assieme a Warren Beatty, di Il Paradiso può attendere (1978) e per entrambi i film ha avuto la nomination all’Oscar. Lo sceneggiatore e attore Buck Henry si è spento ieri a Los Angeles a 89 anni per un attacco cardiaco. Figlio di un agente di borsa di Wall Street e dell’attrice del muto Ruth Taylor, ha iniziato a lavorare per la tv dall’inizio degli anni ’60 prima di occuparsi dello script del film Nichols, tratto dall’omonimo romanzo di Charles Webb, dove ha dovuto scrivere il soggetto daccapo perché il regista e il produttore Lawrence Turman erano insoddisfatti delle precedente versione. Ha collaborato ancora con Nichols in Comma 22 (1970) e Il giorno del delfino (1973) e, in seguito ha lavorato anche con Gus Van Sant in Da morire (1995) e Peter Chelsom in Amori in città…e tradimenti in campagna (2001).

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In Il laureato ha avuto anche una piccola parte come receptionist mentre in Comma 22 ha interpretato il tenente colonnello Korn. È stato poi, come protagonista, uno dei membri della famiglia Tyne in Taking off (1971) di Miloš Forman, l’avvocato specialista in brevetti industriali in L’uomo che cadde sulla terra (1976) di Nicolas Roeg, il mafioso su cui c’è una taglia perché diventato informatore dell’FBI in Gloria. Una notte d’estate (1980) di John Cassavetes. E, sempre come attore, è stato diretto da Robert Altman (America oggi, 1993), Gus Van Sant (Cowgirl. Il nuovo sesso, 1993) e Alan Rudolph (La colazione dei campioni, 1999).

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