È morto Flavio Bucci

Si è spento oggi nella sua abitazione a Passoscuro, nei pressi di Fiumicino, Flavio Bucci. Aveva 72 anni e aveva raggiunto la grande notorietà con Ligabue, sceneggiato in tre puntate firmato da Salvatore Nocita e andato in onda su Rai 1 dal 22 novembre al 6 dicembre 1977.

Nato a Torino il 25 maggio 1947, si è formato presso il Teatro Stabile della città prima di essere scoperto da Elio Petri che prima gli ha offerto un piccolo ruolo in La classe operaia va in Paradiso (1970) – è un collega del protagonista Lulù – e poi la parte da protagonista in La proprietà non è poù un furto (1973) in cui ha interpretato un giovane impiegato di banca allergico al denaro che deruba lentamente un macellaio che rappresenta per lui il simbolo del capitalismo. È stato poi diretto, tra gli altri, da Aldo Lado (L’ultimo treno della notte, 1974), Giuliano Montaldo (L’Agnese va a morire, 1976, il televisivo Circuito chiuso, 1978 e il thriller Il giorno prima, 1987) prima di mettersi di nuovo in mostra con il personaggio del pianista cieco dell’Accademia in Suspiria (1977) di Dario Argento. È stato poi un reduce del ’68 che torna in Italia dopo aver trascorso cinque anni in Venezuela in Maledetti vi amerò (1980) di Marco Tullio Giordana, il comandante gappista Enne 2 in Uomini e no (1980) di Valentino Orsini,il capo brigante Don Bastiano in Il marchese del grillo (1981) di Mario Monicelli con cui ha lavorato anche in Le due vite di Mattia Pascal, Kanas in Tex e il signore degli abissi (1985) di Duccio Tessari ed Erode in Secondo Ponzio Pilato (1987) di Luigi Magni. Sempre negli anni ’80 ha fatto parte del cast di Sogno di una notte d’estate (1983) di Gabriele Salvatores. Negli anni ’90 la sua attività cinematografica è più saltuaria. Si fa notare comunque nei panni del botanico in I miei più cari amici (1998) di Alessandro Benvenuti e il padre del protagonista Lucio, interpretato da Massimo Ceccherini (anche regista) in Lucignolo (1998). Nel decennio successivo ha lasciato il segno con i ruoli del padre di Margherita, la ragazza di sinistra che abita a Piazza Farnese in Caterina va in città (2003) di Paolo Virzì e del diciottenne Pollo in Lezioni di volo (2007) di Francesca Archibugi e soprattutto di Franco Evangelisti in Il divo (2008) di Paolo Sorrentino.

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Oltre al pittore Antonio Ligabue, in tv vanno ricordati anche le figure del coraggioso parroco antimafia Don Manfredi in La Piovra (1984) di Damiano Damiani, il poliziotto Luna Piena in I promessi sposi (1989) di Salvatore Nocita e il dottor Nicotera nelle prime due stagioni di La dottoressa Giò (1997-98) di Filippo De Luigi, È stato molto attivo anche in teatro dove ha recitato in numerose opere come Il fu Mattia Pascal, Chi ha paura di Virginia Woolf, Riccardo III, I quaderni di Serafino Gubbio operatore e I giganti della montagna.

Ha doppiato, tra gli altri, John Travolta in La febbre del sabato sera (1977) di John Badham e Grease (1978) di Randal Kleiser e Gérard Depardieu in L’ultima donna (1976) di Marco Ferreri.

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Nel 2018 è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma il documentario FLAVIOH – Tributo a Flavio Bucci di Riccardo Zinna dove emergono alcuni momenti salienti della sua carriera ma soprattutto la sua dimensione privata.

 

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