È morto il fotografo inglese Martin Parr
Si spegne a 73 anni il fotografo noto per i suoi scatti dai colori sgargianti e le prospettive inusuali: con i suoi lavori rifletteva sul consumismo e la propaganda delle immagini
È morto a Bristol lo scorso 6 dicembre Martin Parr. Con le sue fotografie vivide, multi-prospettiche e sopra le righe, è stato un cronista dell’epoca contemporanea. A prima vista esagerate e grottesche, le sue immagini volevano essere in realtà una riflessione sul potere propagandistico delle immagini pubbliche, contrastato dall’autore e dalla sua lente con lo spirito critico ed ironico che lo caratterizzava. Della sua estetica ha detto infatti in Parr by Parr: Discussions with a promiscuous photographer, scritto da Quentin Bajac con Parr stesso: “Realizzo fotografie serie mascherate da intrattenimento. Rendo le immagini accettabili per trovare il pubblico, ma in realtà sotto sotto ci sono molte cose che non sono scritte in modo esplicito.“.
L’estetica di Parr, coi suoi primi piani, le lenti macro e i colori saturi, ottenuti con la pellicola e l’uso del flash, sapeva suscitare negli spettatori reazioni emotive ambigue.
Nella sua carriera ha sempre ricercato scatti che esaminassero gli oggetti familiari con una prospettiva nuova, creando immagini che ponevano lo spettatore di fronte alla contraddizione del mondo, generando nel pubblico interrogativi e riflessioni sulla propria cultura e sul rapporto tra essa e la globalizzazione.
Parr nasce il 23 Maggio 1952 a Epsom, nel Surrey, e fin da ragazzo si appassiona alla fotografia: già dai quattordici anni dice di voler diventare un fotoreporter documentarista, influenzato dal nonno, George Parr, fotografo amatore e membro della Royal Photographic Society. Si forma tra il 1970 e il 1973 al Manchester Polytechnic, all’interno della nuova ondata documentaristica britannica, al fianco di altri fotografi come Daniel Meadows e Brian Griffin. Poiché il colore veniva considerato “meno serio” soprattutto nell’ambito della fotografia documentaristica, all’inizio si fa conoscere con i suoi scatti in bianco e nero, dedicati alle comunità rurali del West Yorkshire e dell’Irlanda, a cui dedica cinque anni della sua vita, concentrandosi sulle comunità agricole metodiste non conformiste, inseriti nella serie The Non-Conformists.
Corso online PRODUZIONE del DOCUMENTARIO con Raffaele Brunetti dal 5 febbraio

-----------------------------------------------------------------
Negli anni ’80 si trasferisce a Wallasey con la moglie e inizia a fotografare a colori, sotto l’influenza di fotografi statunitensi come Joel Meyerowitz, William Eggleston e Stephen Shore, ma anche di britannici come Peter Fraser e Peter Mitchell.
Tra il 1983 e il 1985 realizza The Last Resort, in cui ritrae la classe operaia in vacanza a New Brighton. Questa prima pubblicazione a colori, caratterizzata da immagini crude che mostrano la realtà senza filtri, ha consacrato Parr, contribuendo allo sviluppo di una nuova fotografia documentaria a colori nel Regno Unito.
Negli anni successivi si dedica invece alla classe medio-borghese inglese dopo dieci anni di Thatcherismo, con The Cost of Living (1989), un quadro di quelle che Parr definiva “le classi agiate”.
Tra il 1987 e il 1994 sviluppa il progetto Small World, una satira pungente in cui osserva il turismo globale e le culture che la turistificazione ha contribuito a distruggere.
Dal 1995 al 1999 crea Common Sense, raccolta dedicata al consumismo globale, con fotografie vivide che sfociano nel grottesco e a tratti nel disgustoso, dai vestiti di cattivo gusto, al cibo spazzatura. Scatti allo stesso tempo divertenti e tristi, che offrono uno sguardo analitico sugli oggetti di uso quotidiano.
Il cinema in Timeline – Corso online dal 26 gennaio 2026

-----------------------------------------------------------------
Sebbene il suo nome sia legato indissolubilmente alla fotografia, Martin Parr non era solo un fotografo: nel 2006 è stato operatore di camera e direttore della fotografia per It’s Nice Up North, documentario comedy realizzato per esplorare l’idea del comico Graham David Fellows che più ci si sposta verso il nord della Gran Bretagna e più le persone diventano amichevoli; il comico nel film interpretava il suo alter ego John Shuttleworth. Dal 2006 in poi girerà anche alcuni mini documentari in collaborazione con Multistory, una piccola organizzazione artistica comunitaria a West Bromwich, nata per reinventare il territorio locale, dare voce ai margini della società e stimolare un cambiamento sociale.
Lo stesso Parr sarà poi protagonista del documentario I am Martin Parr, documentario biografico di Lee Shulman.
Da sempre interessato a porre l’attenzione verso le categorie più sotto-rappresentate e a stimolare il pensiero critico del suo pubblico, Parr, nella sua lunga carriera, ha pubblicato più di 120 raccolte fotografiche, lasciando un’eredità fotografica vasta e importante al mondo contemporaneo sul piano artistico e culturale.























