È morto James Senese
Storico fondatore degli Showmen e Napoli Centrale, sassofonista per Pino Daniele, è stato il nero a metà della musica partenopea tra i primi a ibridare jazz, soul, blues e la musicalità del napoletano
Dopo l’uscita del suo ultimo album lo scorso maggio Chest nun è ‘a terra mia, è morto all’età di 80 anni, il musicista “nero a metà” James Senese, fondatore degli Showmen e dei Napoli Centrale, che con il suo sax ha dedicato inni di amore a Napoli, con fiato e anima rivolti al lungomare in una vita fatta di musica fino all’ultimo concerto live di inizio agosto a Marina di Camerota. “Non bastano parole per un dolore così grande ma solo un grazie! Grazie per il tuo talento, la dedizione, la passione, la ricerca” ha scritto il collega e amico di una vita Enzo Avitabile, mentre dava notizia della morte di Senese dopo un mese di ricovero all’ospedale Cardarelli di Napoli per una polmonite.
Corso Laboratorio di RIPRESA VIDEO e Fotografia, dall 18 marzo

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“Io sono figlio della guerra” aveva confessato il nero a metà dalle radici meticce tra Napoli e l’America. Classe ’45, nato da madre italiana e padre afroamericano, nel 1961 assieme a Mario Musella – altro nero a metà a cui Pino Daniele dedicò il suo omonimo album – fondò il complesso di Gigi e i suoi Aster, redivivo poi nella antesignano gruppo degli Showmen: forse il primo a esplorare soul, rhythm & blues e la musicalità dello slang napoletano.
La musica degli Showmen è libera e raffinatissima, tanto leggiadra quanto intima, mentre suscitava la nostalgia di tempi mai vissuti (Un’ora Sola Ti Vorrei, Tu sei bella come sei); la rivoluzione dei suoni che sarà sempre più vivida dal ’75 con i Napoli Centrale. Senese fonda il gruppo portandosi con sé dagli Showmen il batterista Franco Del Prete, a cui si aggiungono Mark Harris (piano) e Tony Walmsley (basso e chitarra).
È questa l’alba del Jazz partenopeo che incuriosirà un certo Pino Daniele: per un periodo bassista dei Napoli Centrale ancora prima di diventare autore della sua musica senza tempo o confini. E chissà se Yes I Know My Way o Quanno Chiove sarebbero stati gli stessi senza quei vibranti assoli di sax di James Senese.
Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dal 18 marzo

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Senese è stato uno di quegli artisti che sembravano non poter far altro che suonare, quasi per spirito di sopravvivenza o una necessità corporale. Come nel siparietto in No, grazie, il caffè mi rende nervoso di Lodovico Gasparini, dove Lello Arena è un giornalista goffo (e improvvisato) che spera solo di strappargli un’intervista. “Si si pero facimm ambress, perché non tenimm temp’ a pèrde…amm a’ provà!” gli risponde Senese burbero, con l’aria del musicista a cui interessa il palco, la band, le prove e poco altro.

























