È morto Jean-Louis Trintignant

Il grande attore francese si è spento ieri a 91 anni dopo una lunga malattia. Lo ricordiamo con un omaggio alla sua straordinaria ed eclettica carriera, seguito dalla nostra personale top 10

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È morto ieri l’attore francese Jean-Louis Trintignant, scomparso a 91 anni nella sua villa nel Gard, nel sud della Francia. Lo ha annunciato la moglie Mariane Hoepfner all’Afp in un comunicato stampa inviato dal suo agente. Figura centrale del cinema e del teatro francese, era noto in Italia non solo per le sue straordinarie doti attoriali, ma anche (e soprattutto) per il ruolo chiave avuto in alcuni dei film più importanti della storia del nostro paese, da Estate violenta a Il sorpasso, fino ad arrivare a Il conformista e a La donna della domenica. “Un formidabile talento artistico” come dichiarato dal Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron “che ha accompagnato le nostre vite attraverso il cinema”, vincendo nel corso della sua carriera decine di premi, dal Grand Prix a Cannes nel ’69 per Z- L’orgia del potere, al César per Amour nel 2012.

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Ed è dal “formidabile talento artistico” che bisogna partire per ricordare l’arte e la figura di Jean-Louis Trintignant, un uomo che ha scavato un solco indelebile nella storia del cinema francese, e insieme nell’immaginario collettivo di tutti coloro che amano (e che hanno amato) il cinema. Perché omaggiare l’arte di Trintignant significa ripercorrere la storia di un attore esemplare, sempre originale, che come tutti i grandi pionieri delle arti novecentesche ha fatto parlare di sé perlopiù attraverso le proprie opere. Il suo era un carattere schivo, mai appariscente, ma quando la sua figura appariva sullo schermo era impossibile staccarle gli occhi di dosso. In linea con i suoi celebrati colleghi, da Belmondo a Jeanne Moreau, aveva quella capacità innata di catalizzare su di sé l’attenzione dello spettatore, anche (e soprattutto) quando recitava in coppia. Più condivideva lo schermo con attori di talento cristallino, più era in grado di bucarlo, agendo in piena simbiosi con gli spazi, gli artisti e le visioni più eclettiche e disparate.

Se per il pubblico italiano Jean-Louis Trintignant sarà sempre il timido e tragico Roberto de Il sorpasso, per quello internazionale è stato il carismatico e magnetico pilota di Un uomo, una donna a rappresentarne lo specchio dei suoi tratti divistici. Un ruolo a lui molto caro, insieme simbolo e testamento della sua carriera, che riprenderà più volte fino a I migliori anni della nostra vita, ultima apparizione dell’attore sul grande schermo. E sarà proprio il binomio con Anouk Aimée a lanciarlo definitivamente nel novero delle grandi star mondiali, con il Guardian che nel 1966 definisce la coppia “la più grande dai tempi di William Powell e Myrna Loy”. Non male per un uomo che voleva diventare un pilota professionista, ma destinato ad iniziare la sua carriera sotto il segno di Molière e Racine. Di lui, del resto, resterà sempre impresso lo sguardo inflessibile e glaciale stampato sul volto del suo Clerici ne Il conformista, nella celebre scena in cui ri-legge il mito della caverna platoniana alla luce dei neo-ideali fascisti. Lì è così freddo, spaventoso, esaltante. E ogni volta che inforcava (letteralmente) gli occhiali, trasformava sé stesso in un mostro scenico, integerrimo nel perseguire la corruzione politica di Z – L’orgia del potere, passionale nel sedurre Romy Schneider in Noi due senza domani. Il testamento di un talento imprevedibile e allo stesso tempo rassicurante, che restituiva una forza trascinante anche nei ruoli più scontrosi e burberi (come in La mia notte con Maud e Tre colori – Film rosso). E a conti fatti, è stata forse questa passione latente a spingerlo sul confine del pericolo, realizzando per Lelouch tutti gli stunt più rischiosi, in un epoca pre-Jackie Chan/Tom Cruise in cui la star protagonista doveva limitarsi alla “mera” recitazione. Un’originalità a cui dobbiamo solo dire grazie.

La nostra top 10

Estate violenta (1959)

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Il sorpasso (1962)

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Un uomo, una donna (1966)

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Il grande silenzio (1968)

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Les biches – Le cerbiatte (1968)

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Z – L’orgia del potere (1969)

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La mia notte con Maud (1969)

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Il conformista (1970)

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Finalmente domenica! (1983)

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Tre colori – Film rosso (1994)

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