È morto Pasquale Squitieri

Lottava da due anni contro un cancro ai polmoni. Nato a Napoli nel 1938, il regista, sceneggiatore e uomo politico Pasquale Squitieri, è morto oggi all’età di 78 anni nella Villa San Pietro di Roma. Laureato in Giurisprudenza, Squitieri debuttò nel cinema come regista e sceneggiatore con Io e Dio (1969), prodotto da Vittorio De Sica, per poi firmarsi con lo pseudonimo William Redford nei due spaghetti western Django sfida Sartana (1970) e La vendetta è un piatto che si serve freddo (1971), pellicole sulla falsariga di registi come Sergio Leone. Comincerà ben presto ad affrontare tematiche di forte impatto politico, con film come L’ambizioso (1975), Il prefetto di ferro (1977) e Corleone (1978), Viaggia, ragazza, Gli invisibili (1988), L’avvocato de Gregorio (2003), Razza selvaggia (1980), I guappi (1974), Claretta (1984) e Li chiamarono… briganti! (1999). Molti dei suoi film gli valsero numerose critiche, anche di revisionismo storico.

Uomo pertinace, polemico, dalla volontà spesso brutale, la sua vita (così come la sua arte) è sempre stata caratterizzata da una forte commistione e sovrapposizione di elementi politici e polemici, spesso in accesa contraddizione e in aperta disputa con il mondo politico-intellettuale circostante. Il suo ultimo film, L’altro Adamo, thriller fantascientifico ambientato in un futuro vicino, era stato presentato durante la Festa del Cinema di Roma del 2014. Di lui Claudia Cardinale, sua compagna per oltre vent’anni, aveva detto: “Per me ha rappresentato, e rappresenta, la libertà. […] È la sua libertà totale che mi ha affascinato“.