È morto Shinji Aoyama

Il cineasta giapponese si è spento a Tokyo a 57 anni ed è stato tra i nomi di punta del cinema giapponese d’inizio anni 2000. Tra i suoi titoli più importanti, Eureka e Sad Vacation.

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Ci ha lasciato lo scorso 21 marzo a 57 anni a Tokyo il cineasta giapponese Shinji Aoyama. Si è fatto conoscere già a meta degli anni ’90 con il suo primo lungometraggio, l’anomalo gangster-movie Helpless (1996) dove entrano in gioco alcuni elementi ricorrenti del suo cinema: il viaggio, la solitudine, la ricerca dei grandi spazi. Dopo il thriller Wild Life (1997) su un ex-pugile incastrato tra due boss della yakuza, ha firmato uno dei suoi titoli più noti, Eureka (2000), uno dei film migliori dell’edizione di Cannes di quell’anno che avrebbe meritato uno dei premi principali. È ancora una vicenda di desolazione umana, di fuga alla ricerca di sé stessi nelle figure dei tre sopravvissuti miracolosamente scampati al massacro di un omicida che ha ucciso quasi tutti i passeggeri di un bus ma che si portano addosso il trauma di quel tragico evento. Torna in competizione sulla Croisette l’anno successivo con Desert Moon (2001) dove ha diretto la moglie Maho Toyota. Nel corso della sua carriera ha poi affrontato il fantasy con Eli, Eli, lema sabachthani (2005), sempre a Cannes a Un certain regard, su un virus mortale che si sta diffondendo nel 2015, torna al dramma intimo con Crickets (2006) su una donna ricca che abbandona la città per trasferirsi in un cottage ad ovest del Giappone e si prende cura di un uomo anziano e cieco e Sad Vacation (2007) un intenso dramma familiare sospeso tra passato e presente con protagonista Tadanobu Asano. Questi ultimi due film sono stati presentati alla Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti. Tra i suoi titoli recenti più ispirati c’è Backwater (2013), presentato in concorso al Festival di Locarno e tratto da un romanzo di Shin’ya Tanaka, sospeso tra presente e passato, il 1988 e la Storia del Giappone con le cicatrici della Seconda guerra mondiale. L’ultimo film di Aoyama è stato Living in the Sky del 2020. Nessuno dei titoli diretti dal cineasta giapponese è stato mai distribuito in Italia.

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