E se mi comprassi una sedia?, di Pasquale Falcone

L’intelligenza dell’operazione sta nella continua autoironia e in uno sguardo disilluso sul mondo cinematografico italiano arenato in un circolo vizioso tra mancanza di budget e carenza di idee

Lo straordinario successo di Quo Vado? di Gennaro Nunziante e Checco Zalone, campione incontrastato di incassi (nel 2016 65.341.588 di Euro con oltre nove milioni di spettatori) ha scatenato una serie infinita di polemiche tra gli addetti ai lavori sul destino della commedia all’italiana e sui gusti del pubblico. Pasquale Falcone, già autore del riuscito Io Non Ci casco del 2008, prende spunto da questa querelle per imbastire la storia di due fratelli sgangherati che cercano attori, soldi e protezioni per ottenere il successo con la formula “Made in Naples”. L’intelligenza dell’operazione sta nella continua autoironia e in uno sguardo disilluso sul mondo cinematografico italiano che sembra arenato in un circolo vizioso in cui alla mancanza di budget si associa una cronica carenza di idee.
I fratelli Tavani (senza la “i”), Gaetano (Gianni Ferreri) e Gennaro (Pasquale Falcone) indebitati fino al collo, sono divorziati e costretti a vivere in una roulotte. Una notte Gaetano sogna il grande Eduardo De Filippo che gli dà la dritta giusta per sbancare nel mondo del cinema: la versione cavese del Quo Vado? di Nunziante & Zalone. La banda che si viene a formare sulla base di questo progetto sembra provenire direttamente dai fumetti di Max Bunker: un gruppo TNT di dilettanti e imbranati che vive alla giornata tra mille espedienti. Alex, fotografo di compleanni e matrimoni, l’attore protagonista Chicco Resina (Tano Mongelli) che è fondamentalmente un cantante depresso, Salvatore (Fabio Massa) l’arrangiatore che cerca l’aiuto del fratello gemello per un aggancio con i cinesi, Gaetano e Gennaro che vivono all’ombra dei numi tutelari del cinema partenopeo e sognano una nuova Cinecittà nella Cilento-hollywood.

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Falcone si muove tra Jacques Lacan e Luciano De Crescenzo, Eduardo De Filippo (sua la frase del titolo del film) e il Totò di Miseria e Nobiltà (la scena degli spaghetti divorati dai famelici politici), cita Massimo Troisi nella richiesta di benedizione al Santo (con l’agiografia burlesca di Toni Servillo) e poi utilizza le canzoni di Sandro Di Stefano per un contrappunto satirico del modello nazional-popolare. Sono i momenti più spassosi del film, quelli della deriva surreale con il coro gospel in chiesa che canta “Samantha con l’acca” e il finale dissacratorio che in “Checco pensaci tu” riesce a smantellare il modello che intende ricopiare, svelandone la solenne presa per i fondelli.
Lo sguardo di Falcone non è né complice né accondiscendente e non risparmia stilettate ai poteri forti: siano le banche (Pietro De Silva), i politici (assimilati a animali famelici), i produttori che non intendono sborsare soldi (Sergio Solli dichiara placidamente “oggi per fare un film ci vogliono almeno un milione di euro….e chi li caccia?”) e sacerdoti che chiedono il pizzo (trenta per cento per il “Donc” Salvatore Cantalupo). Una frecciata anche alla mania della clonazione da parte dei cinesi che sponsorizzerebbero il film con la copia artificiale di Totò.
Falcone convince maggiormente quando da Piazza del Plebiscito o dalle strade di Cava dei Tirreni trasporta la sua satira negli spazi chiusi di un cinema vuoto o di una chiesa. In un paese che esibisce orgogliosamente il trash dei filmati amatoriali (il pre-diciottesimo di Samantha) all’inseguimento dei 15 minuti di celebrità televisiva, è ancora possibile fare del buon Cinema? Pasquale Falcone dimostra di si, in maniera indipendente e riflettendo sarcasticamente sul senso del proprio mestiere.

Regia: Pasquale Falcone
Interpreti: Pasquale Falcone, Gianni Ferreri, Fabio Massa, Rosaria De Cicco, Benedetto Casillo, Sergio Solli, Elena Baldi
Origine: Italia, 2017
Distribuzione: Pragma Distribuzione
Durata: 90′

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