Human Nature, di Michael Gondry

Privo di una vera e propria ricerca speculativa, “Human nature” sembra piuttosto voler mettere a nudo la difficoltà contemporanea di vivere la propria appartenenza sociale.

“Human Nature” mette sullo stesso livello la riflessione sul legame tra uomo e scimmia e sulla possibilità di vivere al di fuori di quella che comunemente viene definita “civiltà”. Lo fa con un approccio sostanzialmente grottesco (la sceneggiatura è di Charlie Kaufman, già autore di “Essere John Malkovich”) ma pienamente in grado di mostrare con una buona dose di cinismo un’analisi dei rapporti umani nella società attuale.
Il film è una mescolanza azzeccata di registri differenti: oltre all’ispirazione paradossale di Kaufman, non va dimenticato l’apporto in fase di regia di Michel Gondry (già autore di videoclip musicali), che riesce a far coesistere le immagini tradizionali con quelle elaborate al computer. È evidente la ricerca di una tipizzazione di personaggi surreali, che pure risultano pienamente legittimati dal loro ruolo nella storia e trovano un rispecchiamento nella diversità dei loro comportamenti; in questo senso, la dolcezza mascolina di Patricia Arquette fa da contrappunto alla spigolosa rigidità di Tim Robbins e all’“animalità” compassata di Rhys Ifans.
Tutti i personaggi hanno un rapporto particolare con le scimmie: il corpo della Arquette è completamente ricoperto da una fitta peluria (novella “donna scimmia” di stampo ferreriano), Robbins, vittima di una famiglia autoritaria e inflessibile, fin da piccolo è incuriosito dagli scimpanzé, infine Ifans è cresciuto nella foresta ed è rimasto allo stadio primitivo.
Il tentativo di Robbins di renderlo un perfetto gentleman (tentativo che non può non ricordare gli sforzi di Truffaut ne “Il ragazzo selvaggio”) si scontra con il desiderio della donna di riportarlo allo stadio primitivo dopo il suo inserimento in società, che fa pensare a una sorta di ritorno al primitivismo settecentesco e al mito del “buon selvaggio” di Rousseau. Ma il film, privo di una vera e propria ricerca speculativa, sembra piuttosto voler mettere a nudo la difficoltà contemporanea di vivere la propria appartenenza sociale.
Titolo originale: Human Nature
Regia: Michel Gondry
Sceneggiatura: Charlie Kaufman
Fotografia: Tim Maurice-Jones
Montaggio: Russell Icke
Musiche: Graeme Revell
Scenografia: Peter Andrus
Costumi: Nancy Steiner
Interpreti: Patricia Arquette (Lila Jute), Rhys Ifans (Puff), Tim Robbins (Nathan Bronfman), Miranda Otto (Gabrielle), Rosie Perez (Louise), Mary Kay Place (madre di Nathan), Robert Forster (padre di Nathan), Toby Huss (padre di Puff)
Produzione: Anthony Bregman, Ted Hope, Spike Jonze, Charlie Kaufman
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 96’
Origine: Usa/Francia, 2001

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