Easy – Un viaggio facile facile. Incontro con Andrea Magnani e Nicola Nocella

21 agosto, mezzogiorno particolarmente caldo – anche per Roma -, Casa del Cinema. La stampa italiana incontra gli autori di Easy –un viaggio facile facile, esordio alla regia del regista e sceneggiatore Andrea Magnani e co-produzione ucraina-italiana di TuckerFilm. C’è una certa ironia nell’aria: dal titolo del film che, si capisce dall’inizio, vuol dire il contrario; da Easy, il soprannome del protagonista (interpretato da Nicola Nocella), la cui presenza dal primo fotogramma rivela quanto la sua vita sia lontana da un’esistenza leggera; dal primo intervento da Nocella: “Io sono stato convinto a fare una commedia, invece mi sono trovato a fare Revenant”, scatenando le risate e un istantaneo senso di empatia tra i presenti.

Ed è vero, Easy non è un film facile e non lo è neanche il suo percorso; come racconta Chiara Barbo, produttrice del film: “Quest’avventura è cominciata sette anni fa e c’è stata anche la guerra in Ucraina che ha fermato il progetto per quasi due anni”. Poi, il viaggio filmico del protagonista (Isidoro detto Easy, ex-ragazzo prodigio delle corse automobilistiche, sovrappeso, depresso, farmaco-dipendente e senza nessuna abilità sociale o linguistica, che all’improvviso si trova a portare la bara di un operaio morto sul lavoro fino in Ucraina) è così pieno di scontri, ostacoli, difficoltà, neve e gradi sotto zero che l’allegoria che l’attore fa col personaggio di DiCaprio non sembra affatto fuori luogo.

A differenza del suo personaggio – per cui ha vinto il premio Miglior Attore a Locarno 70 – Nicola Nocella non ha problemi di comunicazione. Anzi, sin dall’inizio diventa il protagonista assoluto dell’incontro, dopo aver chiarito che, per speciale richiesta del regista, questa volta avrebbe provato a essere “conciso”. Naturalmente, non ci riesce. Mentre si riferisce all’esperienza di girare in Ucraina, al percorso del suo personaggio, ai suoi collegi di lavoro – Libero De Rienzo (un grande, ha fatto due passi in dietro e si è messo al servizio della storia”), Barbara Bouchet e gli attori ucraini – si commuove più di una volta. Finché arriva il momento culmine, quando qualcuno menziona John Belushi e Nicola rimane per un attimo senza parole. Poi si riprende: “Eh sì, mi è successo che mi abbiano offerto dei film tipo questo è il nuovo Blues Brothers, questo è L’Animal House all’italiana… per me Easy è il mio Chiamami Aquila… È vero! Se mai una volta nella vita ho fatto qualcosa che poteva ricordare vagamente quello che ha fatto Belushi, è questo… l’unica cosa che ho fatto meglio di lui è arrivare a 34 anni!”

Quando qualcuno chiede dei riferimenti, è il regista a prendere la parola: “Sono molto legato a un certo cinema western e secondo me Easy è anche un western. Forse c’è qualcosa di Leningrad Cowboys Go America, della commedia scandinava e anche della commedia italiana”. Magnani, però, non nasconde quello che lo interessa di più: “L’attenzione la volevo mantenere sul personaggio di Nicola. Cercare il più possibile di renderlo profondo, indagare su di lui. Forse rilancia anche alle esperienze che ho avuto in televisione, tutto in quel campo è in qualche modo dialogo, legato all’azione, invece la mia voglia adesso era proprio l’opposto, indagare nel personaggio. Aveva tutta la mia attenzione.”

Easy- un viaggio facile facile è nelle sale italiane dal 31 agosto.

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