El olvido que seremos, di Fernando Trueba

El olvido que seremos è una lunga narrazione personale e familiare ambientata a Medellín nelle decadi ’70 e ’80 del secolo scorso. Dal regista di Two Much. #RomaFF15

Basato sulla storia vera di Héctor Abad Gómez, narrata nell’omonimo libro scritto da suo figlio Héctor Abad Faciolince nel 2006 e divenuto in poco tempo uno dei libri più venduti in Colombia nel XXI secolo, El olvido que seremos è una lunga narrazione personale e familiare ambientata a Medellín nelle decadi ’70 e ’80 del secolo scorso.

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La narrazione è infatti scissa in due tempi, il passato, che ha inizio nel 1971, e il presente, che va dal 1983 in poi, fino al 1987, anno della morte di Gómez. Interessantissima ed originale è la scelta di dare al presente i toni di uno spento bianco e nero e al passato quelli di una brillante fotografia sui toni caldi del verde, del marrone e del giallo, a rappresentare un passato florido e “colorato” rispetto a quel futuro che piano piano porterà all’uccisione dell’uomo.

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Héctor Abad Gómez, interpretato da un Javier Cámara (visto in Italia soprattutto in The Young Pope e The New Pope di Sorrentino) perfettamente nella parte, è un medico impegnato politicamente, padre di una numerosa famiglia composta da sole figlie femmine fatta eccezione per il piccolo maschietto di casa, che porta il nome di suo padre, Héctor. Ed è proprio attraverso questa relazione padre-figlio che la storia prende vita, dividendosi tra la vita pubblica e privata di un uomo schierato in prima linea nelle questioni sociali del suo paese. E come si sa, esponendosi, Héctor andrà incontro ai rischi di tutti coloro i quali devono sacrificare se stessi per la propria causa.

El olvido que seremos, come ha sottolineato lo stesso Trueba, parte dal concetto di voler rendere “cinematografico” il percorso di un uomo buono, puro, senza scheletri nell’armadio. Con lo scorrere dei suoi 136 minuti, ci si aspetta dal protagonista una falla, un qualcosa che possa farcelo odiare un po’. E invece quello che ci troviamo davanti è semplicemente un uomo comune, con una grande determinazione e animato dai più onesti sentimenti. Ed è proprio questo che deve essere reso cinematografico secondo Trueba, poiché sembra non esserci nulla di interessante in uomo esemplare, sembra essere noioso per il cinema. E non è forse un caso che nella scena iniziale del film, il giovane Héctor Abad Faciolince è a Torino, al cinema con la sua compagna d’università e davanti agli occhi dello spettatore scorrono proprio i fotogrammi di Scarface in italiano, con l’indimenticabile voce di Ferruccio Amendola. Uno degli inni cinematografici all’eroismo ottenuto attraverso la violenza, il coraggio fisico, proprio in contrapposizione alla stoffa pacifica ma guerriera di Gómez.

E’ un film colombiano che vede però regista e attore principale spagnoli. Pur essendo un film estremamente valido sotto molti punti di vista, El olvido que seremos manca forse di un di un taglio registico che lo affranchi dalla semplice narrazione, che oltre al gioco fra passato e presente, resta comunque sotto molti aspetti piatta. Sicuramente toccante è il racconto della vita di un uomo che ne può rappresentare altri mille, i quali però sono stati, o saranno presto dimenticati, come sottolinea il titolo. Una testimonianza cinematografica importante e malinconica, che ha rischiato di essere un ottimo film, ma che può comunque contare su un’ottima interpretazione e su una storia solida e potente.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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