Ellie e la città di smeraldo, di Igor Voloshin
Dal romanzo di Volkov, basato su Il Mago di Oz, un fantasy stanco e un po’ spento, sempre in cerca dell’idea giusta ma che raramente coglie le potenzialità di un racconto sempre col fiato corto
Arriva con un leggero ritardo da noi Ellie e la città di smeraldo (uscito in patria nel 2024), ma in realtà quello che si propone di fare il film di Igor Voloshin è chiaramente una rincorsa. Per affiancarsi al Wicked di Jon M. Chu, magari approfittare della sua lunga scia e tornare al racconto “canonico” di quel mondo per offrirne, al contempo, una versione complementare.
Certo il punto di partenza è interessante. Perché la base del film è Il mago della città di smeraldo, romanzo per ragazzi russo del 1939 scritto da Aleksandr Volkov che di fatto è una riscrittura di Il mago di Oz di Frank L. Baum, che riprende quasi identica la storyline dell’originale salvo modificarne alcuni dettagli di contorno.
In fondo è ciò che accade nel film di Voloshin, che riparte da quel tentativo di deviare da un percorso noto e pare volerne approfondire i presupposti. Ecco allora che la storia inizia col solito tornado, che stavolta però colpirà l’auto su cui sta viaggiando la piccola Ellie/Dorothy, la separerà dai genitori e la trasporterà in questo mondo fiabesco che la bambina sarà costretta ad attraversare insieme al cane (stavolta parlante) Toto e a tre compagni di viaggio, uno spaventapasseri che vorrebbe avere un cervello, un leone codardo ed un robot che vorrebbe avere un cuore. I tre si metteranno alla ricerca del mago James Goodwin, che vive nella Città di Smeraldo e che potrebbe aiutare la protagonista a tornare a casa. Ma sulle sue tracce c’è la strega malvagia Gingema, che rivuole le scarpette d’argento che la protagonista ha trovato al suo arrivo nella Terra Magica.
E in fondo questa aderenza al testo di Volkov fa buon gioco al film, che diviene, almeno potenzialmente, una sorta di variante distorta, quasi sognata del mondo di Baum, percorsa da una ragazzina insistentemente contemporanea, sempre con lo smartphone in mano. Tende forse al lezioso la Ellie di Ekaterina Cerkova ma forse, a ben vedere, è l’unica impronta davvero forte di un film che, preso nel suo insieme, sembra desideroso di essere moderno, accattivante, al passo coi tempi ma al contempo è incapace di esserlo davvero.
Piuttosto Ellie e la città di smeraldo si incastra in un passo sempre più opaco, ma soprattutto vuoto, come gli altipiani brulli che fanno da sfondo alla vicenda.
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Perché non sa bene cosa farsene di questa storia Voloshin, che sembra raccogliere idee man mano che procede, annusando l’aria di una narrazione che convenientemente cerca di prendere tempo appena può, facendo girare a vuoto il racconto, disperdendolo nelle digressioni sui piani della strega cattiva o spesso limitandosi a seguire stancamente il viaggio dei protagonisti.
Ma così manca, prevedibilmente, al film, il cinema, il gusto del costruire per immagini, il piacere del dinamismo e dell’azione, elementi che entrano in gioco quasi per caso, sconquassando gli ingranaggi di un sistema che pare faticare a reggere tali exploit.
Ellie e la città di smeraldo parte con una rincorsa, continua a muoversi a passo svelto, ma forse ha soprattutto bisogno di fermarsi, di guardarsi attorno per capire qual è lo spazio in cui si muove, quali sono le sue potenzialità e i suoi limiti. Per un attimo sembra farlo nell’ultimo atto, quando il racconto esplode nello scontro sul ponte con le tigri dai denti a sciabola, una sequenza semplice ma felicemente essenziale, stilizzata, una sorta di grado espressivo di quell’espressività da cui poter ricominciare.
Peccato che forse non se ne accorga e riparta quasi subito.
Titolo originale: Volshebnik Izumrudnogo goroda. Doroga iz zhyoltogo kirpicha
Regia: Igor Voloshin
Interpreti: Sofia Lebedeva, Svetlana Khodchenkova, Yuri Kolokolnikov, Ekaterina Chervova, Dmitriy Chebotaryov, Egor Koreshkov, Denis Vlasenko, Yana Sekste, Vasilina Makovtseva, Sergei Epishev
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 120′
Origine: Russia, 2024


























