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Ellroy vs L.A., di Francesco Zippel

Ellroy a ruota libera con l’irresistibile spacconeria che i fan gli conoscono: un videoessay sulla forza immaginifica di Los Angeles. I Calibro 35 ritmano il tutto. #RoFF20. Freestyle

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“Anche se non ho mai letto Dostoevskij, posso comunque affermare di essere il Dostoevskij americano”: è piena di affermazioni ad effetto di questo tipo, la conversazione tra Francesco Zippel e James Ellroy, di battute parossistiche, contraddizioni sornione, frasi shock (“io sono il mastino letale dal morso fatale della letteratura americana, il grifo brutale dal grido mortale”), portate avanti con ghigno impassibile e millantatore dal grande romanziere di Dalia Nera e L.A. Confidential con il piglio di chi ha tutta l’intenzione di trollare, come si direbbe oggi, i fan e gli intellettuali all’ascolto.
Per chi conosce le uscite pubbliche dello scrittore, non è una novità: negli anni Ellroy le ha sparate grosse su O.J. Simpson e la pena di morte, su Donald Trump e Barack Obama, quasi come se fosse lui ad essere una controparte in carne ed ossa dei più disturbanti tra i suoi personaggi, e non viceversa – Zippel lo incontra che Ellroy ha appena pubblicato lo straordinario Gli incantatori, ed è in procinto di rimettersi al lavoro sulla nuova avventura di Freddy Otash, il paparazzo maneggione delle star degli anni ’50 e ’60, e sembra quasi che lo scrittore voglia interpretare una versione in live action proprio di quella ripugnante-ma-umanissima figura (ri)nata tra le sue pagine (Ellroy dichiara anche che la sua creazione migliore, a sua detta, sia la Kay Lake recentemente rediviva in Perfidia e Questa tempesta, ma io voto senza ombra di dubbio per il mastodontico Pete Bondurant di American Tabloid e Sei pezzi da mille – fallo ritornare James, ti prego!).

Il gioco per l’autore è da sempre questo, nascondere l’abisso di disperazione e malinconia dei suoi romanzi con la stessa attitudine da spaccone mitomane e agent provocateur che i suoi modelli hard boiled gli hanno tramandato (sul noir, Ellroy dice alcune tra le cose più preziose di tutto il documentario, sia sul protagonista che indaga su se stesso più che sul caso da risolvere, che sulla differenza tra Chandler e Hammett: “il primo ha descritto l’uomo che avrebbe voluto essere, il secondo quello che lui stesso temeva di essere”).

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Se anche la rievocazione della lavorazione del più dolente e intimo dei suoi romanzi, I miei luoghi oscuri, dedicato alla riapertura del fascicolo sull’omicidio della madre di Ellroy, caso mai risolto, diventa il pretesto per una battuta (“io e il detective giravamo a vuoto per la città discutendo soprattutto di dove andare a pranzo o a cena”), è evidente che Zippel ha bisogno di un appiglio più trasversale per far sbottonare realmente l’arcigno interlocutore: ed è qui che viene in soccorso Los Angeles, la città che di cui Ellroy rievoca il periodo tra gli anni ’40 e gli anni ’60 in tutta la sua opera, reinventandone costantemente la Storia ma tenendosene geograficamente a distanza, dalla sua casa di Denver.

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“Io vivo interamente nella memoria della Los Angeles del passato”, dice Ellroy, e così il furibondo montaggio di Michele Castelli ricostruisce una mappa immaginifica della metropoli californiana attingendo a strati di repertorio di cinegiornali, documentari d’epoca, soprattutto spezzoni di film dello stesso tempo in cui Ellroy immerge i suoi personaggi – un vero e proprio videoessay su Los Angeles (e le donne, gli sbirri corrotti, Marilyn e i Kennedy…) attraverso il cinema e la televisione che viene portato all’ebollizione dalla colonna sonora funky-psichedelica dei Calibro 35, di cui Zippel mostra frammenti delle session di registrazione come parte integrante dell’ossatura del film. Il risultato assomiglia ad alcuni dei momenti più free e lisergici di opere come Il sangue è randagio, con il dubbio costante (ma in fin dei conti ininfluente…) se quello che Ellroy abbia raccontato sia frutto di ricordi reali o invenzioni assolute: “la verità fattuale”, dice d’altronde lo scrittore, “non mi smuove di un millimetro”.

La valutazione di Sentieri Selvaggi
3.5
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