Elon Musk e il Dogecoin: da padre a becchino?

Il creatore della Tesla, durante il suo intervento al Saturday Night Live, affossa il valore della criptovaluta con una battuta. Che sia l’inizio della fine del progetto o una perdita fisiologica?

Tanto tuonò che alla fine non piovvero (monete digitali). La puntata di Sabato scorso del Saturday Night Live, il celebre programma comico statunitense, era molto attesa dai vari commentatori in giro per il globo perché vedeva per la prima volta la conduzione e la partecipazione di Elon Musk, il fondatore della macchina elettrica Tesla e di SpaceX. Ma ad aspettare con maggior ed interessata trepidazione l’evento erano gli analisti finanziari, desiderosi di vedere come le annunciate parole del sedicente “Padre del Dogecoin” proprio sulla moneta virtuale, avrebbero influenzato le quotazioni della criptovaluta sponsorizzata da tempo dall’eccentrico miliardario. Ed invece le due battute, esclamate in diversi momenti – nel suo monologo di apertura e in “Weekend Update“, il notiziario satirico della trasmissione – hanno fatto perdere al Dogecoin quasi il 30%, facendo cadere il prezzo fino a fargli toccare quota 49 centesimi dai 69 di inizio serata, e mandando inoltre in crisi la piattaforma di trading Robinhood a causa dell’elevato volume di scambi di investitori che, andati presto nel panico, cercavano di arginare le perdite. In realtà questa défaillance potrebbe essere un calcolato incidente di percorso nel rapporto sempre più stretto che da tempo lega Elon Musk alle monete virtuali. A ben vedere l’altissima aspettativa dei giorni scorsi che uno degli uomini più ricchi del pianeta aveva, con grande senso del business e poca innocente stravaganza, creata era già sintomatica della volatilità di un settore che radicalizza in maniera ancora più selvaggia i deleteri effetti della finanza globale. Non è casuale che gli stessi traders di Wall Street guardino ancora adesso con circospezione ad una moneta virtuale nata nel 2013 come uno scherzo e che continua ad essere basata sullo scambio del meme “doge” che all’epoca era ovunque su Internet. Dogecoin per qualche anno ha continuato ad avere questa connotazione ludica per infine avere un’esplosione in questo 2021 che l’ha fatta diventare la quinta criptovaluta più grande al mondo, con un valore di mercato quantificato sui 70 miliardi di dollari. Il merito di questo rialzo record è dovuto in larghissima parte proprio alla vera e propria adozione operata da Elon Musk delle monete virtuali. Già l’anno scorso il patron della Tesla aveva infatti annunciato su Twitter che per il pagamento delle sue auto elettriche avrebbe accettato anche i Bitcoin. Ma l’entusiasmo che da qualche mese ha riversato per i Dogecoin ha in larga parte spostato l’attenzione mediatica verso la valuta dei meme. All’inizio Musk è sembrato appoggiarne il lato goliardico, rispetto ai più tradizionali bitcoin ed ethereum, twittando due laconici messaggi: “Doge” e “Dogecoin è la criptovaluta del popolo“. Soltanto che sono bastati quei due semplici tweet a dare inizio a quello che gli esperti definiscono un “rally” in dogecoin, tanto da fargli aumentare il valore di mercato da gennaio di quest’anno di un incredibile 12.000%! Così, forse spinto dall’ebbrezza del suo potere, il miliardario la settimana scorsa aveva scaldato gli animi anticipando sui social il suo debutto nelle vesti di conduttore della puntata del programma comico SNL scrivendo: “The Dogefather SNL May 8”.

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L’escalation di annunci era appena cominciata: nella prima serata di venerdì Musk ha ancora postato una foto di se stesso e delle altre due guest star della SNL – The Kid Laroi e Miley Cyrus – aggiungendo tra i protagonisti della serata (con un volutamente raffazzonato uso di Photoshop) anche la mascotte del Dogecoin, la razza di cani giapponese Shibu Ina. Il prezzo è così schizzato fino ai 72 centesimi di dollaro ad azione e tutto sembrava pronto affinché nella serata dell’8 Maggio si riuscisse a portare “doge sulla luna”, che è la frase in codice con cui si indica la quotazione di un dollaro tondo. Tanti speculatori durante lo show, aiutati dal fatto che per la prima volta nella sua longeva storia era trasmesso in live streaming su Youtube, tenevano conto in tempo reale su Twitter delle fluttuazioni proprio in base alle parole pronunciate da Musk. Il primo siparietto con sua madre Maye, avvenuto a chiusura del monologo, sul regalo per la Festa della mamma elargito in Dogecoin sembrava aver funzionato. Ma è stata la successiva gag con i conduttori Michael Che e Colin Jost a causare lo sconcerto degli investitori. Alla domanda “Cos’è il dogecoin?”, Elon Musk ha dapprima risposto che è “il futuro della moneta. È un veicolo finanziario inarrestabile che conquisterà il mondo“. Tuttavia, quando il conduttore ha riformulato più cinicamente la domanda con un: “Quindi, è un imbroglio?“, il Ceo di SpaceX ha risposto: “Sì, lo è“, causando l’ovvia ilarità tra gli spettatori. Non però tra i compratori di Dogecoin che, ulteriormente spaventati dalla rivelazione iniziale di Musk di avere la Sindrome di Asperger, hanno probabilmente ritenuto l’imprenditore non più un patron serio dei loro investimenti. Eppure la perdita dell’8 Maggio potrebbe inserirsi in un andamento oscillatorio già previsto dal diabolico Musk. Come ricordava infatti Yosef Adelman, daily trader di Dogecoin dal 2019, il forte rialzo dei giorni precedenti già quotava “più di ogni altra cosa l’anticipazione che Musk dirà qualcosa al SNL. Non importa quello che dice, deluderà perché non c’è niente che sia abbastanza buono rispetto all’anticipazione”. Anche la virtualità segue le regole del marketing.

 

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