Encerrados: para volver a pasarla bien? Il viaggio (rinchiuso)

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Valerio Bispuri, Caracas, Venezuela, febbraio 2009, Rodeo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco il video di presentazione di Encerrados, fotoreportage sulla vita nelle carceri del Sud America, realizzato dal fotogiornalista e reporter romano, Valerio Bispuri (qui il portfolio)

E' da sempre autodidatta pur essendo grato a Francesco Zizola di cui dice: "mi ha insegnato molto solamente osservandolo come si compone un'immagine e come si costruisce un reportage". Dal 2001 lavora come fotoreporter professionista collaborando per varie testate, quelle che ancora oggi consentono, come per Encerrados, una mole di lavoro e una dedizione specifiche, ma soprattutto tempistiche mastodontiche.

Encerrados è il risultato di un viaggio durato circa 9 anni che ha condotto Bispuri in 74 prigioni maschili e femminili collocate in lungo ed in largo per tutto il Sud America (Ecuador, Perù, Bolivia, Argentina, Cile, Uruguay, Brasile, Colombia e Venezuela).

 

 

Carceri del Sud America nel progetto Encerrados di Valerio BispuriCirca le motivazioni che lo hanno mosso il fotoreporter dichiara a Sguardi: "il progetto è nato per caso nel 2002. Da oltre un anno vivevo in Argentina e stavo cercando un reportage che mi permettesse di raccontare il continente Sudamericano, un qualcosa che legasse tutti i paesi, un unico filo conduttore. Poi una sera a cena a Quito, in Ecuador ho incontrato uno scrittore che aveva appena pubblicato un libro sul nuovo sistema carcerario dell'Ecuador. Parlando mi ha invitato a visitare un carcere del paese. Ho subito accettato, spinto sempre da una grande curiosità, ma ho preso la cosa molto alla leggera. Il mio "primo" carcere è stata un'esperienza traumatizzante, difficile, non sapevo nulla e i detenuti hanno reagito in maniera molto aggressiva. Con il tempo ho poi capito che è fondamentale avere un rapporto con i detenuti, parlare loro di quello che stavo facendo e perché li fotografavo. In ogni caso uscito dal carcere di Quito ho cominciato a riflettere e si è formata l'idea del lavoro: raccontare il Sud America attraverso le carceri. Mi sembrava un lavoro immenso, impossibile quasi, ma anche unico al mondo, una testimonianza forte di quello che succedeva in questo continente, oltre che a denunciare la situazione drammatica che molto spesso non lascia scampo. La scoperta iniziando questo lavoro è stata che il carcere rappresenta fedelmente lo specchio del paese e che i detenuti dopo un primo momento di smarrimento e rabbia riproducono le loro abitudini anche quando sono Encerrados (rinchiusi)".

 

 

I detenuti hanno mantenuto e consolidato ritmi e tempistiche esterni, hanno ricostruito le proprie abitudini, per difendere Encerrados di Valerio Bispurila propria umanità in questi spazi tagliati al millimetro. Una realtà sovraffollatamente inumana, in cui alla fine, e paradossalmente, le regole non sono altro che esaustivamente confezionate allo stesso modo che all'esterno: chi ha più soldi gestisce, chi ha più potere comanda. Un continente raccontato da 'dentro' in cui ogni fievole barlume di speranza in un ovunque, altrove, sarebbe spento, e dove, invece, la vitalità ardua si contrappone – come il bianco al nero, e viceversa, intensi delle  fotografie (nella nostra galleria fotografica) – alla tragedia per ristabilire l'equilibrio: ognuno di noi ha un posto nel mondo che lo rappresenta, che sente più vicino al proprio modo di essere e il Sud America è un continente che sento nel cuore. La rabbia e la felicità mischiata alla nostalgia sono le caratteristiche della gente. Ogni paese è diverso dall'altro, ma sono accomunati da una grande forza e amore per la vita nel bene e nel male. Io chiamo l'America Latina, il Secondo Mondo, perché hanno sempre la forza di reagire e ricominciare dopo dittature e crisi economiche e questo gli permette di sopravvivere…hanno un così grande amore per la vita in tutti i suoi aspetti che non vivono per lavorare, per produrre, per arricchirsi, gli basta quel poco per pasarla bien.

Encerrados nel 2009 è stato esposto al Centro Cultural Recoleta di Buenos Aires durante il Festival dei Diritti Umani e poi al Visa pour l’Image a Perpignan nel 2011, al Palazzo delle Esposizioni a Roma, all’Università di Ginevra e al festival di fotografia di Berlino.

Il fotografo si è lanciato alla ricerca di fondi in crowdfunding sul sito kisskissbankbank.com per riuscire a fare di questa esperienza un libro.