ENDGAME – I giochi scelti di Novembre 2021

I consigli della rubrica Endgame sui giochi da tavolo di questo mese: Banditi di Sherwood di Luca Ricci, edito Ludus Magnus Studio e Pendragon Game e Nidavellir, in Italia grazie a Studio Supernova

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BANDITI DI SHERWOOD

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Da secoli, il mito di Robin Hood ha sempre avuto un fascino particolare per il pubblico di molte generazioni. L’immagine idealizzata dell’arciere formidabile, pronto a tutto pur di ribellarsi contro le angherie dell’avido e crudele Principe Giovanni e dei suoi sgherri, ha sempre avuto una forza ambivalente. Da un lato c’è il carico emotivo delle avventure spericolate tra gli ameni boschi del Nottinghamshire, scenari affascinanti per un intrattenimento irresistibile. Dall’altro, invece, abbiamo la ben più interessante lettura ideologica su un personaggio che toglie a ricchi per dare ai poveri, immagine politica anche oggi, al di là delle strumentalizzazioni libertarie-destrorse, quanto mai attuale e urgente.  L’industria mass-mediale ha cercato di reinventarsi questa mitologia attraverso tentativi di storicizzazione e/o drammatizzazione (il più riuscito il sottovalutato film di Ridley Scott con Russell Crowe nei panni dell’eroe) ma il successo del personaggio Robin Hood, e la sua presa su generazioni di giovani si deve soprattutto all’eredità di quelle riuscite reincarnazioni letterarie-cinematografiche che, dal capolavoro disneyano all’exploit comico di Mel Brooks, continuano a nutrire milioni di spettatori.

Tra i tanti adattamenti della storia di Robin Hood, nel mondo dei giochi da tavolo, negli ultimi mesi è apparso un titolo che ha cercato di raccontare, a suo modo, le avventure dell’eroe in calzamaglia, con uno spirito genuinamente anti-epico ma coinvolgente. Come una serie tv (chi non si ricorda l’anime su Robin Hood la cui sigla era cantata da Cristina D’Avena?) Banditi di Sherwood di Luca Ricci e portato in Italia da Ludus Magnus Studio e Pendragon Game, inserisce i giocatori nella quotidianità della Foresta di Sherwood, accanto a Robin e ai suoi Merry Men. Il gioco di Ricci, infatti, anche attraverso una riuscita estetica cartoonesca e infantile, cerca di regalare ai gamer un’esperienza di gioco leggera ma non per questo frivola. Ogni giocatore, infatti, è chiamato ad assalire, tra appostamenti e imboscate, i carri degli uomini dello Sceriffo di Nottingham, al fine di rubare più risorse possibili ai forzieri del vile Principe Giovanni. La componentistica, i meeple colorati e l’uso dei dadi, meccanica ludica che dà a Banditi di Sherwood freschezza e imprevedibilità, davvero, fanno respirare la spassosa confusione di una festa al lume di falò tra gli alberi di Sherwood, con Robin e la sua banda.

Editore: Ludus Magnus Studio e Pendragon Game Studio
Autore: Luca Ricci
Complessità: Facile
Durata: 30 – 40 Min
Numero Giocatori: 2 -4 
Anno: 2021
Costo consigliato:  € 34,99

NIDAVELLIR

Grazie al successo globale dei Marvel movie con protagonista Thor, il Dio del Tuono, e l’affermazione videoludica del clamoroso quarto capitolo di God of War, i riferimenti “geografici” della mitologia norrena sono diventati parte integrante dell’immaginario comune. Anche in Italia, i miti nordici hanno praticamente soppiantato i nostri riferimenti classici, accrescendo (o stravolgendo) il nostro orizzonte mitologico. Non più eroi grechi o divinità latine, nessuno spazio per titani, amazzoni o centauri. Solo troll, valchirie, elfi e altre creature scandinave. È abbastanza facile, quindi, trovare chi, senza dover aver letto il bel I miti nordici della compianta Professoressa Gianna Chiesa Isnardi, sa benissimo narrare le gesta di Loki o di Odino, o distinguere senza errori i vari regni, da Asgard a Niflheimr, passando per Vanaheimr.  Tra gli spazi di questa fortunata cosmologia c’è un luogo che è diventato lo scenario, ed il titolo, di un gioco da tavolo arrivato nel mercato italiano negli ultimi mesi.

Nidavellir, boardgame di Serge Laget ed edito in Italia da Studio Supernova, è il titolo che, negli ultimi tempi, ha portato il lontano Nord sui tavoli da gioco eurogame. Se è estremamente comune, per i motivi citati prima, trovare grandi titoli ludici dalla forte ambientazione (e dalla componentistica scenografica e ingombrante) riferirsi a un contesto fantasy-nordico, è straniante imbattersi in un gioco essenziale che sfrutta i nomi e i richiami di un mondo così facile da espandere con storie immaginifiche e avventure coinvolgenti. La trovata “narrativa” così potrebbe sembrare, sulla carta, una furba intuizione commerciale, la volontà di inserirsi in un filone produttivamente vantaggioso per sfruttare la lunga scia di entusiasmo dell’appassionato consumatore. Nidavellir, invece, è un gioco che rende bene onore al titolo altisonante che porta. Ambientato nel regno dei Nani, popolo fiero e ingegnoso, il gioco di Laget racconta la minaccia che questi mitici guerrieri devono affrontare nel momento che un antico e dimenticato pericolo si risveglia mettendo a repentaglio le loro vite e il futuro dell’intero popolo. I giocatori vestono dunque i panni di inviati speciali, comandati dal Re dei Nani a viaggiare attraverso le taverne del regno per arruolare i migliori eroi per formare un’invincibile armata. Ogni risorsa o uomo, infatti, è utile per sconfiggere il terribile Fanfir, il drago avido e crudele che ispirò a Tolkien il mostruoso Smaug. I gamers, attraverso aste, sono chiamati a selezionare carte-nano e carte-eroe, studiando caratteristiche e poteri e cercando di mettere insieme la più grande ed efficace armata. Con meccanismi ludici semplici e ben oliati (le aste hanno sempre il loro agguerrito pubblico di riferimento) Nidavellir è un gioco che sa muoversi attraverso l’ambientazione che si è scelto, aggiungendo un elemento di urgenza narrativa (la minaccia che incombe) che dà al titolo una dimensione interessante e coinvolgente.

Editore: Studio Supernova
Autore: Serge Laget
Complessità: Facile
Durata: 45 Min
Numero Giocatori: 2 -5 
Anno: 2021
Costo consigliato:  € 37,90

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