ENDGAME. MARACAIBO

Con un salto esagerato ma coerente, Alexander Pfister con il suo ultimo titolo Maracaibo, arrivato in Italia grazie a Uplay.it Edizioni, dà l’esempio più chiaro di una concezione salgariana dei gdt

Quantunque non avesse una popolazione superiore alle diecimila anime, in quell’epoca era una delle più importanti città che la Spagna possedesse sulle coste del Golfo del Messico. Situata in una splendida posizione, all’estremità meridionale del Golfo di Maracaibo, dinanzi allo stretto che mette nell’ampio lago omonimo, che internasi per molte leghe nel continente, era diventata rapidamente importantissima e serviva da emporio a tutte le produzioni del Venezuela”. Ne Il Corsaro Nero Emilio Salgari, con il suo stile sempre in bilico tra descrizione accademica e racconto visionario, descrive la città di Maracaibo come un tesoro da conquistare, la grande “metropoli” coloniale, simbolo dell’opulento potere spagnolo, che ogni corsaro o pirata sognava di far cadere nelle proprie mani. La città venezuelana, in realtà, è ben diversa da come la descrive Salgari che, come sappiamo tutti, costruisce le sue trame attraverso ricerche bibliografiche e racconti indiretti. Maracaibo, infatti, non è sul Golfo del Messico e la sua popolazione di allora era molto superiore a quella indicata nel romanzo. Eppure, ali di là dei suoi piccoli “refusi” da ricercatore, lo scrittore veronese, ben più di molti altri, è riuscito a trasportare su carta il peso simbolico e l’importanza concettuale che Maracaibo riveste per i pirati dell’epoca. Pur inseriti nella triste e avventurosa storia di Emilio di Roccabruna, signore di Ventimiglia diventato corsaro nero per vendicare i suoi amati fratelli e vendicarsi dell’infido Wan Guld, Maracaibo e il suo terribile saccheggio conservano la tragica epicità degli eventi reali, confermandosi anche nella storia salgariana evento epocale e massimo apice dell’era della pirateria di cui, il Corsaro Nero, forse neanche consapevolmente, è uno dei riferimenti più amati per il pubblico occidentale.

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I pirati e il loro anarchico stile di vita, tra criminalità efferata e idealismo puro, hanno da sempre conservato un fascino irresistibile per generazioni di giovani lettori/spettatori dalla inestinguibile sete d’avventura. Emilio Salgari, da genio illuminato della narrativa d’intrattenimento, si è cimentato per primo in una sistematica serializzazione e miticizzazione del “mestiere” del Pirata/Corsaro, immagine ben lontana dalla realtà storica ma decisamente efficace (anche dal punto di vista commerciale) per conquistare i cuori di milioni di sognatori. Nell’ultimo secolo la pirateria, anche per merito di Salgari, è diventata parte integrante dell’immaginario collettivo, gettando le basi a grandi epopee e narrazioni, alcune volte più farsesche e rumorose (la saga dei Pirati dei Caraibi), altre più crude e “realistiche” (la serie Black Sails). Salgari, anche se sempre attento al lato spettacolare delle sue vicende, forse in una sorta di desiderio di accademia, ha guardato spesso all’elemento storicizzante/divulgativo, cercando di inserire il suo racconto sempre in un contesto il più possibile verosimile e storicamente credibile. Con un salto concettuale esagerato ma, pensiamo, coerente, questa concezione salgariana del divertimento è ben rappresentata, nel mondo del gioco da tavolo dal designer Alexander Pfister che, con il suo ultimo titolo Maracaibo (un caso?), arrivato in Italia grazie a Uplay.it Edizioni, ne dà l’esempio più chiaro.

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Pfister, nei suoi giochi precedenti si è mosso in scenari esotici e ambientazioni avventurose, dalle ferrovie del Selvaggio West del magnifico Great Western Trails all’Africa Coloniale del massiccio Mombasa (anche qui seguendo una traccia decisamente salgariana), confezionando giochi implacabili per meccaniche ludiche e per competitività. I suoi titoli, infatti, mettono i giocatori all’interno di un sistema complesso di regole ma subito avvolgente, un intrattenimento intelligente e profondo che lascia una grande soddisfazione a chi gioca, consapevole di aver vissuto partite decise da strategie mai intentante o superficiali. Pfister è un designer che pretende dai propri giocatori uno sforzo intellettivo che, forse disturbante nei primi turni (troppe cose da ricordare, cartelloni troppo “vasti” da seguire), diventa nel corso del gioco performante e immersivo, spingendo la capacita dei gamers a un nuovo livello di concentrazione e pianificazione. I suoi titoli, così precisi nella costruzione e così affascinanti per ambientazioni, fino ad oggi mancavano di un elemento narrativo compiuto, un passo successivo che avrebbe spinto l’arte ludica di Pfister verso una definitiva affermazione. Maracaibo è il gioco che supera questo livello definitivo. Il gioco, ambientato appunto nell’era della pirateria, conserva tutti gli elementi deterministici dei suoi predecessori, con un solidissimo impianto di meccaniche che, anche nella versione in solitario, non sembra rivelare difetti. A questo già corposo sistema, talmente “tosto” da garantire un livello di difficoltà ludica intrigante e imperdibile, Maracaibo riserva anche una natura narrativa che non può non appassionare. Seguendo la modalità campagna e inserendo gli elementi “legacy” appositamente creati Maracaibo diventa una non-scontata avventura tra i mari, un’esperienza dal sapore romanzesco che non solo conferma il talento di Alexander Pfister ma indica una nuova strada narrativa-ludica nella sua produzione.

Editore: Uplay.it Edizioni
Autore: Alexander Pfister
Complessità: Medio/Difficile
Durata: 30-120 Min
Numero Giocatori: 1 – 4
Anno: 2020
Costo consigliato:  € 69,99

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