Endless, di Scott Speer

Dopo una perdita, nel vuoto dell’assenza da colmare, restano i fantasmi, le scorie ectoplasmatiche, parti invisibili della mente e pezzi nostalgici di un ricordo incombente. L’elaborazione del lutto è il centro della storia raccontata da Scott Speer in Endless, seguito logico di Sei ancora qui, e conferma l’interesse del regista per quella linea di confine eterea dove si aggirano le anime inquiete, il passaggio inaspettato, un istante arrivato sempre e comunque in anticipo rispetto ai tempi desiderati, l’appuntamento con la morte.

Riley (Alexandra Shipp) è una ragazza brillante, appena diplomata, nel suo futuro immediato c’è l’ingresso nella prestigiosa facoltà di giurisprudenza di Georgetown, fidanzata con Chris (Nicholas Hamilton), un ragazzo meno incline allo studio, convinto si nasconda nelle passioni la soluzione per ottenere soddisfazione nella vita. Neanche il tempo sufficiente di considerare il distacco, Chris resta ucciso in un incidente d’auto. Viene aperta un’inchiesta, restano da verificare le circostanze e la posizione di Riley, circondata dal sospetto perché in quel momento era alla guida della macchina.

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L’ambito di sviluppo resta il teen movie e le tracce della storia d’amore portano direttamente alle atmosfere di Il sole a mezzanotte, capitolo dedicato alla nascita di un sentimento importante, per lasciare qui il posto ad un lacerante caso di rinuncia forzata, con l’evento traumatico come principio di un periodo di dolore e sofferenza, ed un rapporto destinato a risolversi nel limbo di incontri fugaci in un mondo immaginario ed esclusivo. La connessione tra i due innamorati avviene attraverso i disegni realizzati da Riley, ed il volto tratteggiato dell’amato, l’immagine replicata della memoria, diventa la porta d’entrata per una realtà riservata a loro consumo. Ma tutto ha un prezzo, e questo potrebbe essere troppo grande da pagare.

Di fianco ai protagonisti Speer dispone la ricca famiglia della ragazza, preoccupata della carriera compromessa della figlia, la madre single di lui, di origini modeste, gli amici adolescenti della coppia, ed un ragazzo che Chris incontra appena deceduto, nella zona abitata dagli spiriti rimasti in sospeso. Posizionati i tasselli, il film riflette sull’ambizione, condizionata a volte da desideri altrui, ma soprattutto insiste dal lato metaforico, sul necessario percorso da seguire per accarezzare un sogno, fatto di rinunce, quasi che il dolore sia l’indicazione del giusto itinerario, un dolore inconcepibile, inaccettabile. L’esplorazione tematica perde forza nei mille rivoli e tra amicizie, problemi familiari, ancora attinenti, lascia perplessi un accenno crime con funzione imprecisata ed eccedente lo scopo di ulteriore chiave narrativa. Lo stile cromatico è molto classico, pulito, per un’aldilà sempre molto complicato da scrutare con lenti normali.

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Titolo originale: Endless
Regia: Scoot Speer
Interpreti: Alexandra Shipp, Nicholas Hamilton, DeRon Horton
Distribuzione: Eagle Picture
Durata: 95′
Origine: USA, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.8

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
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