Era giovane e aveva gli occhi chiari, di Giovanni Mazzitelli

Ricordo nostalgico di un amore e surreale realtà nell’etichetta del caos: dove trovare il senso alla propria esistenza? Dal regista di Solving

Un giovane regista alle prese con un difficile esordio si trova a far fronte ai propri drammi esistenziali, perseguitato da figure femminili di passaggio e ricordi che spezzano l’ordinario. La nostalgia e una vita sentimentale di frammenti abituali lo portano all’incontro con Alessandra, algida ragazza con una missione da compiere che trascina il protagonista in un ulteriore caos di vicende, in perenne ricerca di una risposta al senso della vita.

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Dopo il documentario Solving del 2013, Giovanni Mazzitelli torna sul set nel racconto favolistico di una storia sentimentale persa nei meandri dell’esistenza, come un corollario infinito di eventi che si incastrano tra loro senza apparente motivo, in un costante cibarsi dell’essenza stessa delle situazioni, quasi come spettatori e mai protagonisti delle circostanze.
Scritto con il protagonista Mario Di Fonzo, il sogno che si schiude in Era giovane e aveva gli occhi chiari è incentrato su un continuo perdersi tra eccessi ed equilibri di cui non si conoscono le ragioni, un susseguirsi di piccole storie che compongono la quotidianità del personaggio sempre immerso nelle stesse pur non godendo in alcun modo di una reale capacità decisionale, pronto a vivere non avendo idea di come poterlo davvero fare.
Privo di una tattica nell’approccio agli eventi, il trentenne si perde continuamente in congetture filosofiche approssimate e banali circa la vita, trovando nel ricordo di un amore passato l’unica fonte di una realtà dolce e disperatamente desiderata.
La natura di quegli occhi chiari rimasti nell’alba di ogni sguardo al mondo è il filo che tiene la disordinata vita del regista, alla perenne ricerca di un senso che si accosta ad incontri lascivi, problematici e il più delle volte surreali, nell’equilibrio caduto di contingenze potenzialmente infinite di appuntamenti precari.
Così realtà e sogno si fondono, gli eventi si incastrano senza equilibrio e un senso tra loro, dando sfondo ad un racconto confuso come il protagonista stesso.
Il contatto con la pellicola risulta allora tormentato e monotono, trovando una certa dose di empatia con il personaggio principale che, smarrito in una catena episodica inverosimile e sprovvista di coscienza, ricalca il sentimento di chi nell’approcciarsi al film non riesce a trovare un concreto stimolo meno erratico nella visione.

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Regia: Giovanni Mazzitelli
Interpreti: Mario Di Fonzo, Carola Santopaolo, Federica De Benedittis, Iole Casalini, Orazio Cerino
Origine: Italia, 2016
Distribuzione: Evo Films

Durata: 87′

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