"ESP – Fenomeni paranormali", di The Vicious Brothers

espUno dei pochi meriti di Esp- Fenomeni paranormali (Grave Encounters in originale) è, senza dubbio, quello di suscitare una riflessione sullo stato di salute del cinema horror attuale. Se si pensa alle grandi pellicole del genere  si riscontra che una volta l’obiettivo di molti registi era principalmente quello di raggiungere il proprio pubblico e terrorizzarlo. Eredi del concetto di paura di Poe o Lovercraft si ricercava, attraverso temi, storie e personaggi potenti, quell’orrore che arriva fino alle viscere per destabilizzare. Questa svalutazione dall’orrore al semplice spavento (quello utile per far passare il singhiozzo) potrebbe essere attribuibile all’abuso dell’espediente del mockumentary, ma si commetterebbe un errore grossolano visto che sia Cloverfield che il primo Rec sono, nel bene e nel male, due film intelligenti. Qual è il problema di ESP- Fenomeni paranormali allora? Innanzitutto oggi molti produttori si comportano come alcune squadre di calcio della serie A (ci si passi il paragone calcistico): invece di costruire un vivaio e guardare al futuro, si lavora per l’immediato, senza sforzi, senza azzardare mai nulla. Ed è questo che alla fine l'opera dei fratelli Vicious, nonostante diversi spunti intelligenti, rappresenta, riducendosi all’ennesimo film-spavento che punta esclusivamerte allo startle effect per far saltare lo spettatore sulla sedia.
Eppure, come si è detto, di idee intelligenti o volenterose, almeno in partenza ce n'erano. Nella prima mezz'ora, per esempio, il film si camuffa in una di quelle tante trasmissioni sulle case infestate che imperversano sulla tv satellitare (il titolo originale ne è un chiaro riferimento), e ci mostra con efficacia questo gruppo di ragazzi un po’ cialtroni alle prese con la puntata che li potrebbe proiettare nella storia della televisione. Con il passare del tempo, poi, sembra sempre di più che la coppia di registi cerchi di svincolarsi da soluzioni convenzionali, per creare elementi originali. Se l’idea dei fantasmi è per forza di cose banale, l’aver scelto di inserirli in un ospedale psichiatrico terrificante la riscatta abbinandola alla pazzia, una delle paure più ancestrali dell’uomo. La pellicola dunque inizialmente colpisce duro e spiazza. Dal minare le certezze elementari come lo spazio ed il tempo (corridoi claustrofobici che cambiano in continuazione, una notte che non culminerà mai in un’alba) si arriva al climax attraverso un elemento tanto piccolo quanto scioccante, un “Hello” inciso sulla pelle che da semplice saluto diventa la più atroce delle minacce. Purtroppo, però, quando tutto fa pensare che si stia assistendo a una pellicola coraggiosa,  ecco che i due registi decidono radicalmente di ritornare subito sui binari del già visto, riempiendo il resto del film di sangue, effetti speciali grossolani (fantasmi realizzati con non troppa fantasia) e  ruggiti spettrali (topos recente abusato e discutibile). Troppa incertezza quindi nella coppia di registi/sceneggiatori che, pur pieni di ottime intenzioni, a causa della mancanza di esperienza non sono riusciti ad azzardare e a rimanere compatti e coerenti per tutto il loro lavoro, e si veda a tal proposito anche la scena finale, dove traspare un’ironia talmente improvvisa da risultare stonata.

Titolo originale: Grave Encounters
Regia: The Vicious Brothers
Interpreti:
Sean Rogerson, Juan Riedinger, Mackenzie Gray, Merwin Mondesir, Ashleigh Gryzko
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 92'
Origine: Canada/USA, 2010

 

 

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    ciao! vi segnalo un documentario appena uscito in dvd, si chiama Something Unknown ed è stato girato dalla regista olandese Renée Scheltema. un viaggio alla scoperta dei fenomeni psichici e paranormali che interroga la scienza su una serie di circostanze del tutto 'particolari'. qui il trailer: http://www.youtube.com/watch?v=cVoIyb_wHFk