“Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo”, di Hideaki Anno, Mahiro Maeda, Masayuki, Kazuya Tsurumaki

evangelion 3.0Il progetto di reinvenzione ha avuto una lunga gestazione, seguendo il successo al cinema di Evangelion: Death and Rebirth e End of Evangelion (entrambi del 1997): i due film proponevano una lettura alternativa degli ultimi episodi della serie, quelli che avevano più disorientato il pubblico per il loro stile di disegno sperimentale e la narrazione astratta. La conclusione dell'arco narrativo di Evangelion è diventata una sorta di ossessione per il suo geniale creatore, Hideaki Anno, che dal 2002 si mette al lavoro su una ulteriore versione.

 

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Il primo film della nuova saga, Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, è arrivato nelle sale nel 2007, sfruttando i nuovi effetti speciali in cgi per raccontare con poche variazioni i primi episodi della serie. Già dal secondo film, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, uscito nel 2009, introduceva però nuovi personaggi e pronosticava cambiamenti di rotta. Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, porta a compimento la trasformazione, traghettando l'arco narrativo a quattordici anni di distanza dal film precedente.

 

Shinji Ikari, il giovane pilota di EVA protagonista, viene estratto dal cuore dell'Unità 01, in cui era rimasto isolato dopo il tentativo naufragato di salvare l'amica Rei Ayanami. Quelli che un tempo erano suoi amici, ora lo trattano con freddezza: è proprio a causa della perdita di controllo sul robot gigante che pilotava, infatti, se si è avverato l'apocalittico Third Impact che ha sostanzialmente distrutto la Terra. Shinji scopre che, nel periodo in cui è rimasto incosciente, è nato uno scontro tra le macerie della NERV, l'organizzazione che si poneva a difesa dell'umanità contro l'invasione degli Angeli, e la neonata WILLE, che vuole mettere fuori gioco i robot rimasti. Suo malgrado, il ragazzo svolge ancora un ruolo fondamentale, e dovrà decidere se tentare di annullare gli effetti del Third Impact, affidandosi alla NERV, o sabotarne i piani, rimanendo insieme ai ribelli di WILLE.

evangelion 3.0Rispetto al secondo film, Evangelion: 3.0 ha un incedere più riflessivo. Le poche scene d'azione sono alternate a lunghe pause contemplative in cui Shinji cerca di rinsaldare i cocci del passato. Aumenta il tono funesto, da catarsi incombente, mentre lo snodo nevralgico diventa il ritorno di Shinji nella base devastata della NERV, dove incontra un clone di Rei e il pilota Kaworu Nagisa. Proprio con quest'ultimo si instaura un legame particolare, al sapore di shonen ai, che causa la deflagrazione finale del conflitto.

Nonostante le iniziali intenzioni, questa nuova rilettura del mito ha un approccio fortemente esoterico: allo spettatore è chiesta una conoscenza pregressa della cosmologia di Evangelion, senza la quale c'è il rischio, nel primo quarto d'ora, di rimanere storditi da quello che può venir percepito come tecno-bla-bla fine a sé stesso. Per gli iniziati, d'altro canto, Evangelion: 3.0 è uno spettacolo imprescindibile, capace di rinsaldare il legame emotivo con i personaggi e dare nuove cataclismatiche sfumature al contesto di disperazione.

L'operazione di Hideaki Anno, scopertamente nostalgica, può essere letta anche come parte del suo personale conflitto con il demone creativo, legato all'universo di Evangelion: ma a parte questo, rimane un esempio dell'unione che si può compiere grazie all'animazione tra finzione escapista, spleen esistenziale, psicoanalisi e metafisica pura, con spolverate di gnosticismo apocalittico qui e là. Come da tradizione, bisogna rimanere fino alla fine dei titoli di coda per avere una preview sul prossimo capitolo, quello finale.

 

 

Titolo originale: Evangerion shin gekijôban: Q

Regia: Hideaki Anno, Mahiro Maeda, Masayuki, Kazuya Tsurumaki

Interpreti: –

Origine: Giappone, 2012

Distribuzione: Nexo

Durata: 96'