“Everest”: un inferno di ghiaccio nella Val Senales

Nel 1996 la guida alpina Rob Hall condusse la sua squadra verso un' incredibile sfida: arrivare fin sulla cima dell'Everest, la montagna più alta del mondo. La scalata però subisce vari rallentamenti (data la presenza di nomerosi turisti), tanto che Rob convince alcuni dei suoi a tornare verso il campo base. L’idea di rinunciare all’impresa non suona affatto bene a Doug e Beck, due dei componenti della squadra che avevano già tentato di scalare il colosso di pietra, e  decidono di proseguire. Proprio quando la vetta è ormai vicina, una violenta tempesta si abbatterà su di loro all’improvviso, scatenano un vero e proprio inferno di ghiaccio. Questa l’incredibile storia vera che ha ispirato la sceneggiatura di Everest (titolo provvisorio), le cui riprese, iniziate lo scorso 28 gennaio nel ghiacciaio della Val Senales, sono da poco terminate in Alto Adige. A dirigere il film è il regista islandese Baltasar Kormákur, noto per il recente successo di 2 Guns, e prima ancora per aver diretto Contraband. Nato da un’importante produzione internazionale anglo-americana che coinvolge la Working Title Films Ltd., Walden Media e Cross Creek Pictures, Everest ha ricevuto dalla BLS – Film Fund & Commission dell’Alto Adige – un sostegno per la produzione di 700.000,00 Euro al III call del 2013. Sul set sono coinvolti circa 60 professionisti locali, responsabili dei diversi reparti tecnici. Nel cast del film spiccano volti noti della compagine hollywoodiana: Jake Gyllenhaal (Brokeback Mountain), Josh Brolin (Men in Black 3) e Jason Clarke (Il grande Gatsby).

(s.p.)