FaceApp: l’applicazione russa con problemi di sicurezza è tornata di moda

L’applicazione russa FaceApp continua a far parlare di sé, diventando ancora una volta virale, grazie a una funzione che permette di trasformare il proprio volto da uomo a donna e viceversa. L’app aveva già conquistato numerosi utenti grazie alla possibilità di invecchiare o ringiovanire i propri selfie e ancora prima per filtri che consentivano di deformare il viso in modi divertenti.

I vip di tutto il mondo stanno utilizzando l’app per vedere come apparirebbero se fossero nati del sesso opposto. Molte persone si stanno registrando e stanno utilizzando l’app in modo incauto, perché pare che la protezione della privacy non sia proprio l’interesse principale della società di sviluppo con sede a San Pietroburgo.

Nello specifico, l’app presenta una politica sulla privacy a prima vista standard come quelle si trovano su siti come Facebook, casinò dal vivo Unibet, Amazon, Google e tanti altri, se non fosse che viene richiesto agli utenti di accettare l’archiviazione delle foto sui sistemi esterni di FaceApp, conferendogli “licenza perpetua, irrevocabile, non esclusiva e trasferibile per utilizzare, riprodurre, modificare, adattare, pubblicare, distribuire ed eseguire pubblicamente i contenuti del sottoscrivente in tutti i formati e canali multimediali conosciuti e successivi senza alcun compenso”.

Perché FaceApp è pericolosa?

Il punto della politica sulla privacy presentato sopra rappresenta un problema per svariati motivi. Innanzitutto, FaceApp diventa letteralmente titolare dei contenuti multimediali inseriti sulla piattaforma, quindi i volti delle persone. Inoltre, l’utilizzatore accetta che il proprio volto possa essere pubblicato, salvato e trasferito su canali multimediali per sempre.

Il CEO della società ha affermato che le foto in realtà vengono cancellate dopo alcuni giorni. Nonostante ciò, la politica sulla privacy non indica chiaramente ciò e anzi va proprio contro le nuove leggi a protezione della privacy emesse dall’Unione Europea con il GDPR, dato che non permette un controllo da parte dell’utente delle sue informazioni personali. Non è indicato dove vengono salvate le foto e neanche come richiedere la cancellazione, se possibile, delle stesse.

Il fatto che la sede di sviluppo sia in Russia rende le cose ancora più complicate. Tecnicamente, l’app non è realmente tenuta a sottostare alle leggi rigide che stanno nascendo sia in America sia in Europa, motivo per cui gli utenti dovrebbero considerare con attenzione i contenuti a cui consentono l’accesso.

Oltre a questo, l’app è stata accusata di accedere a molto più che le semplici foto scattate sul momento dagli utenti. Apparentemente, FaceApp potrebbe archiviare l’intera galleria di foto degli utenti, senza che questi se ne accorgono. Ancora una volta, gli sviluppatori così come l’amministratore delegato rassicurano sulla sicurezza dei loro sistemi, ma i dubbi sono tanti.

I filtri dell’app vengono applicati da un server esterno e le trasformazioni sono rese possibili solo dopo un trasferimento delle foto su questi stessi server, motivo per cui dovrebbero essere indicate chiaramente le modalità di trasferimento, in modo da sapere in quale località va a finire il proprio volto.

Ricapitolando, la questione è particolarmente intricata e fino a quando non verrà presa un’azione seria da parte delle autorità l’unico modo per proteggersi è quello di evitare di utilizzarla.