FantaFestival 2019 – Black Circle, di Adrián García Bogliano

Quando Celeste (Felice Jankell) va a trovare sua sorella maggiore nel suo ufficio riceve in regalo un disco in vinile di psichedelia e magnetismo che contiene una strana traccia incisa sul lato B. Una voce parla all’ascoltatore e lo induce in uno stato di trance tramite un esperimento di magnetismo. Celeste avrà visioni terribili che la indurranno a tornare dalla sorella per cercare spiegazioni. Quello che all’inizio sembrava un ascolto terapeutico si rivelerà essere un incubo ad occhi aperti che porta le persone alla paranoia e al delirio di persecuzione. Il cerchio nero del titolo è il cerchio che si vede durante le visioni indotte dal vinile. Anche il vinile stesso è un cerchio nero, oggetto maledetto che rimane il principale polo di attrazione per la maggior parte del film.

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La sorella Isa (Erika Midfjäll) da quando è casualmente entrata in contatto con il disco ha subito sentito l’impulso di condividere l’esperienza con la sorella. È proprio Isa che si torva nelle condizioni peggiori. Crede costantemente di essere osservata e seguita da qualcuno che guida la sua automobile. In realtà non si tratta di un delirio privo di fondamento. L’ascolto del disco ha realmente generato dei doppelgänger delle due sorelle che credono di essere gli originali e che acquisiscono con il passare del tempo sempre più forza. Black Circle propone un interessante revival degli anni ’70 sia attraverso il fascino del vinile, oggetto che  amato da una cerchia di appassionati, sia attraverso degli inserti nello stile di un vecchio documentario televisivo che spiega le differenze fra ipnosi e magnetismo.

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Ma soprattutto attraverso Christina Lindberg, attrice svedese che gli appassionati dei film d’exploitation ricorderanno per pellicole degli anni ’70 come Thriller: A Cruel Picture e Maid in Sweden. Dopo essersi ritirata all’inizio degli anni ’80 Christina Lindberg torna quindi sul grande schermo nel ruolo di Lena Carlsson, la direttrice dell’istituto di Ricerca sul Magnetismo a cui Isa e Celeste si rivolgono. Il rito che bisogna eseguire è come un esorcismo, ma al contrario: non si tratta di cacciare un demone dal corpo bensì il doppio deve ricongiungersi con l’originale. L’atmosfera creata dal regista Adrián García Bogliano è sospesa e ipnotica. Black Circle non vuole essere un semplice thriller horror, vuole essere un’esperienza onirica rivolta agli amanti del genere, a coloro che apprezzano la regia sporca e imprecisa degli horror “di serie B” .