FantaFestival 2019 – Isabelle – L’Ultima Evocazione, di Robert Heydon

I mostri sono ovunque attorno a noi. Si nascondono, non visti, negli anfratti più bui delle nostre case e del nostro cervello, e restano in silenzio, assopiti, fino a che un evento traumatico non li risveglia. Si nutrono del dolore e si fortificano grazie alla paura, fino a che l’equilibrio mentale non si spezza e la follia prende il sopravvento. Ed è proprio un grande dolore che sconvolge la vita di Larissa (Amanda Crew) e Matt (Adam Brody) che con un matrimonio felice, un bambino in arrivo e un recente trasferimento in una graziosa villetta nel New England, sono l’incarnazione perfetta del sogno americano. Nulla potrebbe andare storto con delle premesse del genere ma la vita, nella sua imprevedibilità, li mette di fronte alla prova più difficile che gli sia mai capitata: il confronto con la morte.
Larissa si trova tra la vita e la morte, entra nell’oscurità, sente per un istante le fiamme dell’inferno che le bruciano i piedi, ma poi torna alla luce. Purtroppo però non torna la stessa di prima. Incubi terribili, allucinazioni e urla strazianti la perseguitano giorno e notte, mettendo a repentaglio la sua sanità mentale e il rapporto con Matt. Uno spirito malvagio lotta con tutte le sue forze per entrare nel suo corpo e prendersi la sua vita. E a nulla servono preghiere, antidepressivi ed esorcismi di ogni genere, il male è pressante, onnipresente, e non accenna ad arrendersi. 

Con queste premesse Isabelle – L’Ultima Evocazione sembra mettere insieme tutti gli elementi del genere, inquadrando la vicenda in uno schema quasi preconfezionato, che lascia poco spazio allo stupore, e di conseguenza alla paura. Tutto è scritto e girato a regola d’arte, costruito sapientemente per richiamare alla mente opere di culto come Rosemary’s Baby o L’Esorcista, ma ciò nonostante Robert Heydon non riesce a trasformare la sua opera in qualcosa in più che una semplice storia di fantasmi e possessioni demoniache. Heydon non ha il coraggio di addentrasi davvero nei meandri più oscuri dell’orrore, là dove si nascondono le paure più profonde e rimane in superficie, Isabelle spaventa per qualche attimo ma non è abbastanza potente per trasformarsi in incubo.