FAR EAST FILM 11 – "Yatterman" di Miike Takashi


Yatterman di Takashi Miike

Dopo Departures, il FEFF mette a segno un altro colpo, aggiudicandosi l'anteprima europea dell'attesissimo live action targato Nikkatsu: visionario e irriverente, lo Yatterman di Takashi Miike chiude l'undicesima edizione del festival.

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Yatterman di Takashi Miike

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A quattro anni dalla proiezione veneziana di Yokai Daisenso e dopo aver portato Crows – Episode 0 alla scorsa edizione del FEFF, Miike rinnova l'ormai tradizionale presenza al festival di Udine riconfermandosi regista dei generi, attingendo anche stavolta al caleidoscopico mondo del fantastico nipponico, per portare in scena il live action più atteso dell'anno. Fedelissimo all'anime originale, lanciato in Giappone nel 1977 e trasmesso in Italia dall'83, il film porta sul grande schermo tutta la verve della serie animata, riproponendone gag, interludi musicali, robot e gadget visionari. Dalle mise succinte di miss Doronjo, alle punizioni inflitte allo sgangherato trio di malfattori, al mecha no moto (l'osso che permette a Yatter Wan – Yatta Can nella versione italiana – di ricaricarsi e tornare a combattere quando tutto sembra perduto) ogni elemento conserva il fascino di un tempo, guadagnando in appeal grazie alla resa spettacolare che ne dà il cineasta.Miike fonde comicità splapstick ed umorismo ammiccante, concretizzando la carica erotica dell'avvenente miss Doronjo (che sogna di vestire un giorno i panni della perfetta mogliettina) in un' attrazione fatale per l'odiato nemico. Al di là di questa digressione romantica, la trama segue fedelmente l'originale: Takada Gan e la fidanzata Kaminari Ai, sono due adolescenti che vestono all'occorrenza i panni di Yatterman 1 e 2, combattendo, grazie all'aiuto del fedele cane robot Yatta Wan e del piccolo Omochama, il “terribile” trio Doronbo, costituito dalla conturbante miss Doronjo e dai suoi maldestri tirapiedi Boyacky e Tonzra. Le due squadre rivali si sfidano alla ricerca dei quattro frammenti della mitica Dokuro stone, una pietra a forma di teschio che, una volta riunita, sarebbe in grado di esaudire qualsiasi desiderio e di cui Dokurobee, capo supremo del trio, vuole impossessarsi per dominare il mondo. La lettura squisitamente pop di Miike, che si avvale per il ruolo di ganchan dell'aidoru Sakurai Sho, è un mix esplosivo di computer graphic ed azione "in carne e ossa" che rende pienamente giustizia all'originale di Yoshida: la resa perfetta delle ambientazioni dell'anime e la genialità delle leggendarie macchine da combattimento, tengono lo spettatore incollato allo schermo. Dando vita ad un'opera dall'appeal sfacciatamente commerciale, che non rinuncia alla giusta dose di visionarietà, tensione sessuale e violenza (declinata in stile cartoon), Miike non manca di affascinare il grande pubblico, compiendo un'incursione nel mondo dei sentimenti attraverso temi come amore, gelosia e tradimento, e mostrando come, più forte dei supereroi, sia la propria capacità di guardarsi dentro.

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