“Fare film è quello che sono”: Oscar alla carriera a Tom Cruise

Nella notte del 16 novembre l’attore americano ha ricevuto il prestigioso premio alla carriera e ha omaggiato il cinema, ricordandone il valore comunitario e la forza culturale

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Nella notte tra il 16 e il 17 novembre Hollywood si è riunita per i Governors Awards, ovvero gli Oscar alla carriera, che celebrano quegli artisti che, in qualche modo, hanno segnato il mondo del cinema cambiandolo per sempre.

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Quest’anno l’Academy ha deciso di premiare Debbie Allen (Ragtime, Saranno Famosi, Grey’s Anatomy), lo scenografo Wynn Thomas (Malcolm X, Bronx, Cinderella Man – Una ragione per lottare) e Tom Cruise.

Presentato dal regista Alejandro G. Iñarritu, che lo ha diretto in un film in uscita ad ottobre dell’anno prossimo, l’attore è stato portato in trionfo sulle note del tema di Mission Impossible.

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Nel suo discorso, Cruise ha messo al centro il suo amore per il cinema sin dall’inizio. Le sue prime parole sono state infatti di lode nei confronti di Debbie Allen e Wynn Thomas, il cui lavoro “ha definito l’aspetto, il sentimento di film che hanno modellato la cultura statunitense.“.

Ha poi omaggiato tutte le persone presenti in sala. “Guardo tutti i vostri lavori. Credetemi, mi siete d’ispirazione. Mi sfidate e espandete nella mia mente quello che credo sia possibile. Siete tutti miei amici ed è un onore essere qui con voi stasera.“.

Esattamente come Ethan Hunt, Tom Cruise ha quindi scelto di mettersi da parte e usare la sua voce e il suo premio per celebrare chi ha lavorato con lui nel corso degli anni rendendolo quello che è oggi.

Il mio amore per il cinema è cominciato quando ero molto piccolo. Ero solo un bambino in questa sala buia e ricordo quel fascio di luce. Attraversava la stanza e ricordo che guardai in alto e mi sembrò fosse esploso sullo schermo. E all’improvviso il mondo fu più grande di quello che conoscevo. Intere culture, vite, paesaggi si rivelavano di fronte a me.” ha raccontato. Quella esperienza da bambino gli aprì gli occhi. “Ha spalancato la mia immaginazione alla possibilità che la vita possa espandersi oltre i limiti che allora percepivo.“.

Quei limiti Tom Cruise li ha superati per tutta la sua carriera. Non è un mistero, infatti, che nei suoi film d’azione sia egli stesso autore dei propri stunt. Proprio quest’anno ha stabilito il Guinnes World Record per aver saltato con il paracadute in fiamme ben sedici volte in Mission Impossible 8.

La sua passione per le scene d’azione più pericolose l’ha portato, nel corso degli anni, ad essere sempre più attento, oltre alla comunità cinematografica, a quella degli stuntman. Non a caso, uno dei motivi per cui è stato insignito dell’Oscar alla carriera risiede proprio nella sua dedizione verso le cause di quest’ultimi, categoria spesso bistrattata, ma vitale per il cinema.

Il cinema non è fatto di una sola persona, di una singola performance, di una singola voce. È fatto di comunità, di artigiani, di artisti che trasmettono la propria conoscenza di mano in mano, da un set all’altro, di generazione in generazione.“. Cruise ricorda quindi il valore comunitario del cinema, non solo come strumento di aggregazione, ma soprattutto culturale. Una forma d’arte personale, in cui individui diversi mettono a disposizione del prodotto finale il proprio sapere, per poi tramandarlo a chi hanno vicino. Per l’attore, quindi, il mondo del cinema è fatto non di egoismo e individualismo, ma di condivisione di esperienze e conoscenze, grazie a cui gli artisti e le maestranze crescono professionalmente e come persone.

Senza di voi, nulla di questo ha senso per me.” ha reiterato, per poi concludere il suo discorso lanciando un applauso per chiunque abbia lavorato con lui. Il messaggio è chiarissimo: celebrare la sua carriera equivale a celebrare la carriera di chi gli ha permesso di diventare Tom Cruise.

Da Nato il quattro luglio, passando per Jerry Maguire fino a Magnolia, l’attore statunitense in quasi quarantacinque anni ha collezionato ben tre nomination agli Oscar. Tuttavia, zero sono le statuette portate a casa, nonostante l’innegabile impatto che i suoi film e le sue performance anche estreme hanno avuto sull’arte cinematografica.

Non che questo lo abbia fermato dal fare ciò che ama. “Fare film non è quello che faccio. È quello che sono.“. Ed è innegabile che separare Tom Cruise dal cinema è impossibile. La totale abnegazione nei confronti del mondo cinematografico è semplice conseguenza di questa consapevolezza. “Farò sempre tutto quello che posso per aiutare questa forma d’arte, per sostenere e supportare nuove voci, per proteggere quello che rende il cinema potente.“. Come un Ethan Hunt qualunque.

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