#FEFF21 – Innocent Witness, Ip Man Legacy e il Perfetti Sconosciuti sudcoreano

La 21esima edizione del Far East Film Festival ha proposto, come al solito, una grande varietà di generi. Dal thriller alla commedia, dal poliziesco al dramma sentimentale, dall’action allo zombie movie. Ha inoltre saputo proporre film di grande impatto sociale, come il film di apertura Birthday, che tratta della ferita non ancora rimarginata che ha provocato la tragedia di un traghetto affondato con centinaia di vittime. È invece l’autismo il tema al centro di un altro film, Innocent Witness, diretto dal sudcoreano Lee Han. Il protagonista è Soon-ho, un giovane e talentuoso avvocato che sta cercando di farsi una carriera, ma come dice il suo capo deve sporcarsi le mani. La sua professione, infatti, richiede il dover scendere a compromessi mettendo spesso da parte la ricerca della verità se si vuole raggiungere il successo. Non sarà facile per lui affrontare il nuovo caso che gli è stato affidato. Egli deve rappresentare in tribunale la governante di un uomo trovato morto soffocato da un sacchetto di plastica. La donna è accusata dell’omicidio. Una ragazza autistica di 16 anni l’ha vista aggredire la vittima dalla casa di fronte. L’avvocato cerca di farsi amica la ragazza cercando di informarsi di più sull’autismo per entrare nel suo mondo. Si accorgerà presto che la donna che deve difendere non ha raccontato tutta la verità e dovrà scegliere da quale parte stare, perché in fondo Soon-ho ha scelto questo lavoro per amore della giustizia e della verità. Innocent Witness è un dramma giudiziario incentrato su quanto sia attendibile la testimonianza di persone autistiche e su quanto siano incomprese a causa dell’ignoranza riguardo alle caratteristiche di un tale disturbo.

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Una delle intenzioni del FEFF è quella di mettere a confronto il cinema occidentale con quello orientale. Serve proprio a questo l’iniziativa “strane coppie” che accosta due film hongkonghesi e due film statunitensi. In concorso invece c’è un altro film che vuole mettersi in confronto con un recente successo occidentale, per la precisione italiano. Intimate Strangers, diretto da Lee Jae-kyoo, è la storia di sette amici di vecchia data che si incontrano per una cena in una serata in cui si prevede un’eclissi di luna. Durante una conversazione alcuni sostengono di non avere niente da nascondere. Allora una di loro, psicologa di professione, propone un gioco: durante la cena ognuno metterà il proprio cellulare in vista e condividerà con gli altri messaggi e chiamate. Remake sudcoreano di Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, questo film non presenta differenze sostanziali con l’originale. Tutto si svolge esattamente come il film italiano. La tensione che si crea fra i personaggi dall’eccesso di trasparenza sale fino a sciogliersi in un finale agrodolce capace di lasciare allo spettatore sensazioni non ben definite. Risulta molto azzeccata la scelta degli attori, che sono convincenti sia nelle scene più divertenti sia in quelle più drammatiche. Una commedia che, come l’originale, ci mostra quanto sia diventato importante l’uso dello smartphone ai giorni nostri, evidenziandone la funzione di contenitore di dati e di informazioni più delicate di quanto possiamo pensare. Ormai la nostra vita è divisa in tre parti: una pubblica, una privata e una segreta.

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Non mancano film che presentano una mescolanza di generi tanto da essere indefinibili, come Jam di Sabu, e non manca, infine, il cinema d’azione. The Great Battle di Kim Kwang-sik ha saputo regalare al pubblico momenti di epica spettacolarità. Gli amanti delle arti marziali, invece, non possono perdersi Master Z: The Ip Man Legacy, il mirabolante spin-off della saga di Ip Man che ha per protagonista Zhang Jin nei panni di Cheung Tin Chi, personaggio che abbiamo già conosciuto in Ip Man 3, ex maestro della tecnica del wing chun. Egli viene coinvolto in un combattimento per strada in cui mette in salvo due donne. I criminali che ha battuto si vendicano bruciandogli la casa ed egli è accolto da una delle due donne che gli offre il lavoro di cameriere nel bar del fratello. Dopo che Ip lo ha battuto molti anni prima, Cheung si è ritirato e non ha più intenzione di combattere, ma verrà coinvolto in una storia di corruzione, contrabbando e violenza che lo costringerà a tornare in campo. Il film è pieno di scene spettacolari di combattimenti per strada, in casa, sulle insegne luminose della città e nel bar. Il regista Yuen Woo-Ping (coreografo di film come Matrix, The Grandmaster, Kill Bill, La tigre e il dragone) utilizza tutta la sua maestria realizzando un film coinvolgente in grado esaltare l’eleganza della tecnica del wing chun. Nel cast troviamo anche Tony Jaa in un cameo e Dave Bautista nel ruolo del muscolare e travolgente proprietario del bar.