Fellini e l’ombra, di Catherine McGilvray

Riapre il dibattito felliniano e suggerisce una più profonda interpretazione anche della vita del regista che si arricchisce di un pezzo mancante oppure rimasto opaco.

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Con Fellini e l’ombra  – documentarista, traduttrice e già collaboratrice nella compagna di Barberio Corsetti Catherine McGilvray – la biografia del regista si arricchisce di quel pezzo mancante o forse opaco, di quel segreto profilo che, per la sua suggestiva natura, sa gettare una luce nuova non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua produzione artistica.
La sua attrazione per la psicoanalisi junghiana volta alla ricerca dell’archetipico della cultura, concetto che trovava corrispondenza anche nell’elaborazione artistica di Fellini, si sarebbe completata con l’incontro con lo psicanalista Ernst Bernhard di scuola junghiana. Un incontro che ebbe origine durante il periodo in cui Fellini soffrì di una grave depressione psichica quando si avviava alla conclusione delle riprese di La strada.  Con Bernhard si instaurò da subito un rapporto di totale affidamento e Fellini, che lo scelse come guida spirituale in quell’epoca di mezzo del suo lavoro artistico, ebbe con l’analista un rapporto profondo e proficuo, tanto da diventare evento rivelatore per la sua fase artistica successiva. Un rapporto che condivise con molti esponenti della cultura italiana, tra i quali Giorgio Manganelli, Natalia Ginzburg, Adriano Olivetti, Luciano Emmer e Vittorio De Seta.
Il cinema di Fellini, già disponibile a diventare un luogo affidabile per l’elaborazione del mondo fantastico e dei sogni, risulterà ancora più definitivamente influenzato dallo svelamento del mondo onirico come forma di veggenza e di alternativa esistenza ultraterrena e il riferimento a quel mondo junghiano non smetterà mai di influenzare il corso della sua vita e la direzione del suo cinema.
Con Fellini e l’ombra McGilvray dà ottima prova della sua ricerca e il film contribuisce in parte a riscrivere le riflessioni sul cinema del regista. La nuova luce che investono le sue immagini si riflette anche nella rivalutazione del bellissimo e labirintico Libro dei sogni nato proprio su impulso dell’analista, che aveva chiesto all’artista di raccontare i suoi sogni e Fellini, invece di narrarli, cominciò a disegnarli.
Catherine McGilvray adotta un suo alter ego nel film e l’indagine viene condotta dalla giovane Cláudia Teixeira che dà il volto ad una regista che vuole girare un film sulla vicenda. È un ennesimo gioco di immagini riflesse, di indirette autobiografie, sulla scia di una sedimentata forma espressiva felliniana in cui l’autobiografia assume le forme del fantastico, di un immaginario che resiste anche alla veglia. In questa forma la regista trova il giusto ritmo per lavorare sulla parte segreta e personale del grande regista e il suo lavoro è arricchito dalle testimonianze di amici e conoscenti di Fellini, dall’amico fidato Gianfranco Angelucci alla stessa Caterina Cardona che insieme alla regista e a Bruno Roberti firma la sceneggiatura, che svelano con le loro parole tratti ed eventi sfuggiti ad ogni biografia.

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Fellini e l’ombra, passato anche al Festival di Venezia 2021 nelle Notti Veneziane de Le giornate degli Autori, riapre il dibattito felliniano e suggerisce una più profonda interpretazione anche della vita del regista, se si vuole anche in relazione ad una concezione e visione quasi irrazionale del mondo affidata al Bernhard anche astrologo oltre che medico dell’anima. Il film vive su un testo ricercato e un attento lavoro d’archivio sulle immagini che sembrano, sotto questa luce, vivere di nuova vita. Le animazioni di Gisella Penazzi sostituiscono l’immagine mancante e sanno aprire un varco nel mondo fantastico dell’anima felliniana facendo balenare, improvviso, il desiderio di rientrare in quel cinema irripetibile.

Regia: Catherine McGilvray
Interpreti: Cláudia Teixeira, Peter Ammann, Christian Gaillard, Gianfranco Angelucci, Diletta Laezza, Caterina Cardona
Distribuzione: Cinecittà Luce
Durata: 64’
Origine: Italia, Svizzera 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
4.5 (4 voti)
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