Festival dei Popoli 61: le prime anticipazioni

“Un faro con un fascio di luce che guarda lontano, come quello di una cabina di proiezione, che si allarga in prospettiva e si spande su un mondo nuovo, quello dell’emergenza sanitaria, con occhi diversi ma con un modo unico di guardare la realtà.”

L’affascinante manifesto che introduce alla 61esima edizione del Festival dei Popoli di Firenze viene chiarito dai due direttori del festival Alessandro Stellino e Claudia Maci:

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“In occasione della 61a edizione abbiamo pensato di guardare al mondo con occhi diversi, dove il faro del cinema documentario getta una nuova luce per tutti, nella speranza di una ripresa che passi anche attraverso il potere di (ri)creare immaginari proprio dell’arte cinematografica”. 

L’annuncio sancisce i primi contenuti della manifestazione con una retrospettiva su Rainer Frimmel e Tizza Covi. I due cineasti sono tra le voci più originali del cinema documentarista, particolarmente apprezzati nei numerosi festival dove sono passati sin dal loro debutto ufficiale, proprio al Festival dei Popoli, con Babooska nel 2006. Poi un passaggio alla Quinzaine des Rèlisateurs di Cannes e alla Mostra del cinema di Pesaro con La Pivellina che gli valse una nomination agli Oscar come miglior film straniero. Nell’ultimo decennio titoli come The Shine of Day e Mister Universo si dedicano soprattutto a esplorare la Germania, l’Austria e l’Italia interconnessi alla loro storia. E nel loro ultimo film, Notes From the Underworld, presentato durante l’ultimo festival di Berlino, si indaga la Vienna del dopoguerra in piena ricostruzione sociale con le leggende del gioco d’azzardo dell’epoca d’oro della criminalità.

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Daniela Persico, selezionatrice e curatrice del festival, spiega con questi termini i motivi della scelta: “Il loro lavoro profondamente originale indaga la dimensione del “cinema del reale” e si abbandona liberamente ad esso, con uno sguardo umano nei confronti dei protagonisti e la capacità di raccontare le loro vite marginali in modo empatico e coinvolgente”.

Malgrado il festival non abbia ancora svelato tutte le sue carte con il programma completo, si ramifica grazie al concorso internazionale che prevede un totale di 18 film tra lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi, e al concorso italiano basato su pellicole esclusivamente provenienti dall’Italia. La programmazione di espande con ulteriori sezioni parallele tra cui: eventi speciali che hanno come focus il pubblico, Let the Music Play che si concentra sulla musica, e Habitat una sezione legata all’ambiente che sarà usufruibile sulla piattaforma online di Mymovies. Il festival conclude le sue sezioni con Doc Explorer, una prospettiva sul cinema che incontra le innovazioni tecnologiche, in collaborazione con la fondazione Giacomo Brodolini. Uno spazio incentrato sui ragazzi più piccoli e le loro famiglie dal nome Popoli for Kids and Teens, e infine Doc at Work – Future Campus con un occhio di riguardo verso i registi del futuro provenienti da diverse scuole di cinema.

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