FESTIVAL DI ROMA 2012 – " Cosimo e Nicole", di Francesco Amato (Prospettive Italia)

 

---------------------------------------------------------------------
APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

---------------------------------------------------------------------

riccardo scamarcio e clara ponsot in cosimo e nicoleLui è Riccardo Scamarcio. Quell’aria di chi è stato tuffato al mondo, e cerca di galleggiarci con stupore, come meglio può. Lei è Clara Ponsot, la stessa bellezza diafana e assoluta della Laetitia Casta ventenne. S’incontrano al G8 di Genova, tra le botte e i lacrimogeni. Lui la porta via dalle manganellate della polizia, trovano rifugio nel furgoncio di un tipo che organizza concerti: un Paolo Sassanelli che odora di gioventù sfiorita, di rivoluzione sgualcita, diventata altro. I due ragazzi si amano, scomposti e voraci, stupefatti e felici. Genova, i concerti, il palco da montare, il rock, le sigarette, il sesso, la libertà. Tutto insieme. Lui impara a stare al mixer. Vivono su una palafitta rimessa a posto come fosse la casa ideale dell’Ikea bohèmienne. Si godono i corpi, e la sensazione di avere un posto nella vita. Qualcosa di mai provato prima.

Lui fa amicizia con un immigrato africano, uno dei mille clandestini, fuggito da una rivoluzione. Quando Scamarcio lo vede cadere come un fagotto dalle impalcature, non capisce subito che questo fatto sta per cambiare la sua vita. C’è da decidere in fretta: quel fagotto caduto può far crollare le vite di tutti. Inizia un altro film, dove il senso della sopravvivenza e quello della giustizia si scontrano. Un ragazzo nero senza vita diventa qualcosa da far sparire, un tumore ella coscienza. Una bomba che può far scoppiare l’amore tra i due ragazzi. Inizia un altro film, dove per arrivare al bene bisogna passare dal male. Dove la cosa giusta da fare è quella legalmente sbagliata…

--------------------------------------------------------------------
LE BORSE DI STUDIO PER CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

-----------------------------------------------------

Tra un romanticismo un po’ di maniera, e un ritratto sociale – dell’immigrazione, di varie emarginazioni – altrettanto di maniera, si snoda un film che ha i suoi momenti di verità. E che, mentre accarezza ed esplora la bellezza e la sensualità dei suoi protagonisti, trova anche paesaggi non banali, e attimi di toccante sincerità. Sassanelli è convincente, con la sua paura che si tinge di rabbia, con la vita che sembra esserglisi accumulata, sporca e ribelle, nei capelli, cinquant’anni a galleggiare tra il fallimento e un qualcosa. Scamarcio ha quell’aria da animale braccato che è perfetta per il suo personaggio. Sarebbe stato ancora più efficace, fosse stato un attore sconosciuto. Ma non è colpa sua. Lei, Clara Ponsot, è insostenibilmente bella anche quando fuma, beve, volta le spalle, si fa medicare una ferita.

Nella colonna sonora un manifesto del migliore ultimo rock italiano, da Afterhours a Verdena. Ma la cosa più bella del film è il sentimento di necessità del rapporto tra i due protagonisti: il loro bisogno reciproco per non disintegrarsi, per non polverizzarsi. L’aspetto sociale, a partire dai riferimenti al G8 per arrivare al dramma dei clandestini, è la parte più debole. Prodotto da Cattleya e Raicinema, il film è diretto da Francesco Amato, 34 anni, torinese, diplomatosi al Centro sperimentale, vincitore di vari premi – Annecy, Nice film festival – col suo precedente film, Ma che ci faccio qui?. Cosimo e Nicole esce il 29 novembre.