FESTIVAL DI ROMA 2013 – Incontro con Alex de la Iglesia

las brujas
Fuori Concorso il nuovo film del regista spagnolo, Las brujas de Zugarramundi, ancora una volta un'opera capace di combinare diversi stili. Per dare una svolta alle loro miserabili esistenze e sfuggire alle loro insopportabili mogli, José e i suoi amici rubano 25.000 fedi nuziali da un monte dei pegni. Presto però si ritrovano con un intero covo di streghe assatanate alle calcagna

Fuori Concorso il nuovo film del regista spagnolo, Las brujas de Zugarramundi, dopo aver vinto nel 2010 il Leone d'Argento a Venezia con Balada Triste de Trompeta. Ancora una volta un'opera capace di combinare diversi stili registici e di genere. Nel tentativo di dare finalmente una svolta alle loro miserabili esistenze e di sfuggire alle loro insopportabili mogli, José, padre disperato, e i suoi amici rubano ben 25.000 fedi nuziali da un monte dei pegni. Presto però si ritrovano con un intero covo di streghe assatanate alle calcagna, fermamente intenzionate a prendersi sia gli anelli che le loro anime. Girato nel Nord della Spagna.

 
 
Ci racconta la genesi del film e la leggenda legata alla storia raccontata?
Prima o poi avrei fatto questo film. Non poteva sfuggire alla mia curiosità. La storia ha voluto che la memoria di Zugarramurdi resti unita per sempre processo dell'Inquisizione in seguito al quale nel Medioevo una trentina di persone del posto furono condannate a morte o punite in modo spietato. Per invidia oppure per contrasti culturali o politici? Sono diversi i fattori in causa per cercare di chiarire quei fatti. Da un lato, l'isolamento del nord della Navarra favorì la conservazione di dottrine o di sette che adoravano il diavolo, ma soprattutto l'impiego di rimedi naturali che forse furono confusi con la stregoneria. D'altro canto, le lotte tra gli agramonteses e i beaumonteses favoriranno l'insorgere di invidie tra queste fazioni di nobili che diedero luogo a numerose accuse false. La grotta di Zugarramurdi ospitava quei riti e quelle feste sfrenate. Quelle celebrazioni rivivono ogni anno il 18 agosto, giorno in cui si svolge il zikiro-jate, un pranzo popolare a base di agnello arrostito allo spiedo.
 
Riguardo la scena finale. Quanto tempo è stato necessario per girarla?
5 giorni. Non ho mai lavorato tanto in vita mia. È stato però tutto molto appassionante. Sono molto orgoglioso di come sia venuta.
 
Pensa sia possibile risolvere il problema della distribuzione dei suoi film in Italia?
È un problema insormontabile. Non sono contro i distributori, perchè sanno sicuramente come svolgere il loro mestiere, ma ci vorrebbe un po' più di coraggio.
 
Ci parla del rapporto difficile tra i protagonisti che sembra essere una caratteristica ricorrente nei suoi film. Questa volta si tratta il rapporto di coppia e la visione della donna…
Il film innanzitutto vuole essere una farsa e credo sia fondamentale comunque la dipendenza tra uomo e donna. Le donne dovrebbero comandare il mondo. Nel nord della Spagna la donna ha un ruolo centrale nella società che per certi aspetti sembra costituirsi come matriarcale. Chi conosce bene i luoghi dove è girato il film, tutto ciò può capirlo meglio.
 
Dove si collocherebbe nel panorama del cinema spagnolo?
Non lo so. Vorrei essere considerato semplicemente un tipo che intrattiene e diverte.
 
Ancora una volta ha giocato con i generi…
Voglio sempre sorprendere, in ogni sequenza. Per me è essenziale, come il gusto in cucina, un po' salato, un po' speziato…
---------------------------------------------------------------
UNICINEMA – UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSITÀ

---------------------------------------------------------------

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative