FESTIVAL DI ROMA 2013 – Incontro con Isabel Coixet e Sophie Turner per "Another me"


Isabel Coixet
incontra il pubblico del Festival Del Cinema di Roma per presentare Another me, il thriller psicologico presentato in Concorso che vede protagonista la giovane Sophie Turner, star della serie tv Game of Thrones. "Questo film parla della convivenza tra noi e i nostri fantasmi"

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Isabel Coixet incontra il pubblico del Festival Del Cinema di Roma per presentare Another me, il thriller psicologico che vede protagonista la giovane Sophie Turner, star della serie tv Game of Thrones

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Perché volevi raccontare questa storia?

Isabel Coixet: Questo progetto è iniziato quattro anni fa quando ho letto il libro da cui è stato tratto Another me. Ero sul volo da Londra a Barcellona e c’è stato subito qualcosa che mi ha toccato, perché anche io sono madre di un adolescente. Così mi sono messa subito a lavoro.

Il noir è un genere tradizionalmente è maschile, invece in questo caso la produzione è tutta al femminile, dagli attori, alla regia, ai produttori. Questo ha influenzato le vostre scelte?

Isabel Coixet: Da quando ho iniziato la mia carriera, si è sempre presentata questa questione. Il fatto di essere una donna mi ha dato una forza diversa, uno spirito diverso. Un film dopo tutto comprende la storia personale, chi siamo, l'età che abbiamo. Lavoro benissimo con le donne, mi trovo bene con loro, ma anche con gli uomini intelligenti e ironici.

Spesso nel thriller psicologico le carte si scoprono poco alla volta, magari con un colpo di scena finale, mentre qui una voce fuori campo svela tutto sin dall'inizio. A cosa è dovuta questa scelta?

Isabel Coixet: Questo film parla della convivenza tra noi e i nostri fantasmi, e si svolge in un luogo chiuso in cui siamo obbligati ad affrontare il passato. Di solito quando vedo un thriller, dopo due minuti so già cosa accadrà, forse fa parte del mio carattere, ma secondo me la vera sfida non è lo sviluppo finale, ma capure come si può vivere in una situazione chiusa con il peso del passato.

Dopo Il Trono Di Spade, questo è il suo debutto nel lungometraggio. Come ha vissuto quest'esperienza?

Sophie Turner: L'esperienza del lungometraggio è stata entusiasmante. Questa è una storia contemporanea con una regista fantastica, ed è stato importante per me passare da una troupe enorme a un gruppo più piccolo, in cui si può avere un rapporto più stretto. è stato un grande cambiamento e un grande sollievo poter vestire abiti contemporanei e senza dubbio è stata l'esperienza più entusiasmante che abbia mai vissuto nel campo lavorativo. Questo personaggio è molto diverso da quello del Trono di Spade, è una ragazza cattiva. In generale metto sempre me stessa in ogni personaggio che interpreto, ma di sicuro mi sento più vicino a Fay che a Sansa Stark. 

 Questa storia di fantasmi mi fa pensare alle storie di fantasmi giapponesi. È stata influenzata da questo genere cinematografico?

Isabel Coixet: Amo il Giappone, ho anche fatto un film lì, e mi piacciono i film giapponesi. Però più che dal cinema credo di essere stata influenzata dalla lettteratura giapponese, da autori come Banana Yoshimoto e Haruki Murakami. Noi tutti conviviamo con i fantasmi di chi amiamo o delle persone con cui non ci siamo comportati bene. Sono i morti che vivono con noi.

Il film ricorda Black Swan, Sisters di Brian De Palma o William Wilson di Edgar Allan Poe. Quale di queste suggestioni è stata più importante?

Isabel Coixet: Ho avuto la possibilità di parlare con De Palma e lui mi ha detto che gli ricordava il suo film, ma era più moderno. La mia protagonista non è pazza come quella di Black Swan, è un’adolescente normale la cui vita viene sconvolta da un evento soprannaturale.  Ciò che amo di questa storia è che un adolescente normale si trova in questo tipo di situazione, rappresentando il realismo in un mondo non realistico.

 

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