FESTIVAL DI ROMA 2014 – "Dal fumetto al film: Marvel e Guardiani della Galassia"

In occasione della proiezione dell’attesissimo Guardiani della Galassia di James Gunn, si è tenuto a Casa Alice un convegno sul film per svelare le curiosità dell’universo Marvel e l’evoluzione dei personaggi dal fumetto al grande schermo

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In occasione della proiezione dell’attesissimo Guardiani della Galassia di James Gunn, si è tenuto a Casa Alice un convegno sul film per svelare le curiosità dell’universo Marvel e l’evoluzione dei personaggi dal fumetto al grande schermo. All’incontro sono intervenuti il caporedattore di Screenweek.it Daniele Massironi, il disegnatore Stefano Caselli, la direttrice artistica del Romics Sabrina Perrucca e l’esperto di effetti visivi e animazione in CG Pasquale Di Viccaro.


Cosa ci dobbiamo aspettare dal film?

Daniele Massironi: Guardiani della Galassia all’inizio doveva essere un film cuscinetto e alla fine si è rivelato un film a sé stante. Negli Stati Uniti è stato il maggiore incasso dell’anno, fino a oggi ha ottenuto 320 milioni di dollari, è stato il terzo incasso nell’universo Marvel dopo The Avengers e Iron Man. Guardiani della Galassia fa parte della fase due, che inizia con Iron Man 3 e finirà con The Avengers 2. La regia e la sceneggiatura sono state affidate a James Gunn che ha presentato un progetto solido con personaggi sconosciuti, da molti paragonato a Star Wars. I personaggi in effetti sono il punto di forza del film, hanno un’ironia pazzesca che diverte adulti e bambini.

Ci puoi descrivere i vari personaggi?
Massironi: Drax il Distruttore è un guerriero triste e solitario a cui è stata uccisa la famiglia dal cattivo Thanos. È un uomo mosso dalla vendetta. Drax però regalerà anche risate perché non ha il senso dell’umorismo.
Gamora, interpretata da Zoe Saldaña, la protagonista di Avatar, la odiano tutti perché è un’orfana allevata da Thanos e che quindi ha ucciso molte persone. Cercherà di redimersi grazie ai Guardiani della Galassia.

Groot è un personaggio assurdo, dice solo tre parole: “Io sono Groot”. L’unico che lo capisce è Rocket. Sembra che non fa niente ma avrà un ruolo chiave nel film.
Rocket è un procione spaziale nato da esperimenti di laboratorio. È un esperto di armi e di tecnologia. È la mente del gruppo.
Peter Quill è il vero protagonista dei Guardiani. Da piccolo è stato rapito dai mercenari, ma è ancora affezionato ai ricordi da terrestre. L’attore che lo interpreta, Chris Pratt, era tra i personaggi della serie Everwood. Quill ricorda il primo Harrison Ford, molte scene rievocano Star Wars e Indiana Jones.

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Ci puoi spiegare perché la figura del reietto e dell’antieroe è sempre più forte nella Marvel?
Stefano Caselli: Questo cambiamento è avvenuto dopo l’11 settembre, quando tutti i newyorkesi hanno alzato gli occhi al cielo e non hanno trovato nessuno a difenderli. L’eroe ora è pieno di sfumature, ma allo stesso tempo si cerca di trovare un buon sentimento. A questa complessità corrisponde un tono più serioso delle storie, dove si dà meno spazio all’avventura.

C’è qualche caso di fumettisti che vengono chiamati dalla Marvel per fare gli storyboard?
Caselli: Finora no, però la Marvel ultimamente sta chiamando i disegnatori a lavorare alle loro produzioni, perché noi sappiamo cosa può funzionare nella realtà come nella carta. Non sempre quello che si disegna trova nella realtà un’applicazione pratica. Anche noi che disegniamo dobbiamo rendere sempre più verosimili i costumi, mentre prima si faceva un semplice body painting. Ora si ragiona pensando al passaggio dal fumetto al grande schermo.

 

Che livello hanno raggiunto oggi gli effetti speciali?
Pasquale Di Viccaro: Da un punto di vista tecnologico non abbiamo limiti. Le produzioni e i registi hanno capito l’importanza degli effetti speciali digitali anche per quanto riguarda la narrazione, e questo dà al risultato finale una qualità maggiore. Non per questo l’effetto meccanico è meno importante. Anzi si rivela indispensabile, e non credo che morirà mai sia per un fatto di costi ma anche di resa: avere sul set un attore già trasformato aiuta il contesto generale del film. Il digitale interviene laddove i costi per realizzare gli effetti meccanici sarebbero proibitivi o laddove è inevitabile, come nel caso di creare una galassia.


La complessità dei personaggi è figlia di logiche drammaturgiche?

Sabrina Perucca: Sì, nel senso che siamo in un periodo non solo storico ma anche tecnologico in cui si può fare tutto. In questo senso la Marvel ha fatto una scelta importante nel passaggio dal fumetto al film, perché i personaggi sono supereroi ma anche persone concrete, pensiamo a Iron Man 3. Guardiani della Galassia è un progetto ambizioso e sicuramente vincente in quanto il fumetto nasce nel 1969 ed è stato rinnovato nel 2008, rilanciando diversi personaggi dimenticati o addirittura accantonati dal pubblico e dagli stessi autori.

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