FESTIVAL DI ROMA 2014 – Doraemon – Il Film, di Takashi Yamazachi e Ry?ichi Yagi (Alice nella città)

Doraemon - Il Film

Scoppiando, a forza di ramanzine e buffi moniti, la bolla al naso della pigrizia, Doraemon riesce ancora una volta a dare voce a quella volontà celata che spinge a rialzarsi dopo l’ennesima, brutta, caduta, perché nell’universo le possibilità (di ognuno) sono infinite. Proprio come le stelle.

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Doraemon - Il Film“Papà anche io voglio un Doraemon è bellissimo. E voglio pure le pozioni” “Ma le pozioni non durano in eterno Tommaso” “Però io le voglio lo stesso”. Parla il pubblico dei piccoli spettatori.

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15 BORSE DI STUDIO DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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Una folla di bambini eccitati, scortati da genitori ancor più eccitati hanno assalito la Sala Santa Cecilia dove oggi si è tenuta l’anteprima internazionale dell’atteso Doraemon – Il Film (STAND BY ME ?????)per l’XI edizione di Alice nella città. Il ritorno del gatto robot più amato di tutti i tempi, rinnovato dall’animazione CGI, è stato accolto con calore nella sua “seconda casa” italiana, dopo il successo riscosso in madrepatria con incassi di oltre 60 milioni di dollari. La nascita del suo papà Fujiko F. Fujio, che in tutta la carriera ha continuato a prendersi cura del longevo gattone robot (fin dalla prima edizione del manga, pubblicata in Giappone nel 1969), viene così omaggiata dopo 80 anni, grazie all’intervento dei registi Takashi Yamazachi e Ry?ichi Yagi. Il protagonista è sempre lui, il pigrone, scansafatiche, buono a nulla, sconclusionato, maltrattato, ingenuo – in una parola – Adorabile Nobita che si ritrova faccia a faccia col pro-pro-pro nipote Sewashi, venuto dal futuro del XXII secolo insieme a Doraemon per aiutarlo a conquistare quell’irraggiungibile chimera chiamata felicità.

 

Servendosi prima degli ingegnosi chusky, tenuti in caldo nella pancia senza fondo di Doraemon, e poi, lentamente, con le sue sole forze, Nobita scoprirà che l’avere fiducia in se stessi è la regola fondamentale da seguire tanto nel presente, quanto nel futuro. Certo, nel suo viaggiare avanti e indietro nel tempo, di pasticci ne combina numerosi, a partire dai perenni ritardi fino alla svogliatezza con la quale affronta i doveri scolastici, ma dopo tanto penare, soprattutto in campo sentimentale con la bella innamorata Shizuka, Nobita imparerà ad essere finalmente sicuro di sé e dunque indipendente. O quasi. Sì perché la tentazione di rifugiarsi tra le braccia del gatto compagno d’avventure è forte quando a minare ogni sforzo si contano i rinnovati dispetti dei due bulletti Gian e Suneo, assieme alla sfortuna, però l’impegno autentico e sincero funziona sempre. Anche se alimentato da qualche piccola bugia e miracolose pozioni.

 

Ciò che ha reso Doraemon l’ambasciatore degli anime nel mondo (nominato nel marzo 2008 dal Ministro degli Esteri giapponese Masahiko Komura per promuovere la cultura e l'industria dell'animazione fuori dal Giappone) è la sua capacità di riuscire a educare con coscienza ogni bambino che almeno una volta nella vita si è sentito un “perdente” esattamente come il piccolo protagonista. Scoppiando, a forza di ramanzine e buffi moniti, la bolla al naso della pigrizia, Doraemon riesce ancora una volta a dare voce a quella volontà celata che spinge a rialzarsi dopo l’ennesima, brutta, caduta. Il film in tre dimensioni uscirà nelle sale italiane il 6 novembre per far scoprire che nell’universo le possibilità (di ognuno) sono infinite. Proprio come le stelle.

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