FIABE ITALIANE – Incontro con John Turturro


john turturro torino teatro fiabe italiane italo calvinoPotrebbe essere una sorta di Buena Vista Social Club in salsa partenopea il nuovo film a cui sta lavorando come regista John Turturro. Ma queste sono supposizioni, perché Turturro, in questi giorni a Torino per presentare la sua ultima fatica teatrale, è parco di dettagli sul suo nuovo progetto cinematografico. E’ solo dato sapere che il suo nuovo film si chiamerà Passioni, che è dedicato alla canzone napoletana e che è girato a Napoli. Per il resto l’attore prediletto dai fratelli Coen e da Spike Lee è ntutto concentrato sul suo nuovo debutto teatrale, che è avvenuto a Torino in prima assoluta il 19 gennaio 2009 al Teatro Carignano. Si tratta di "Fiabe Italiane", liberamente tratto dall’omonima raccolta di novelle di Italo Calvino, scritto a sei mani da Turturro, da sua moglie Katherine Borowitz (attrice di teatro e televisiva, da Miami Vice a Law and Order) e da Carl Capotorto. Per una produzione targata Teatro Stabile di Torino, che attualmente è diretto da un altro regista cinematografico, Mario Martone.
“La grande sfida di portare a teatro Calvino – dice Turturro – è stata quella di scegliere e tradurre drammaturgicamente le fiabe, in modo da far stare il pubblico sveglio. E’ stato molto interessante lavorare su un incrocio di lingue, culture e continenti. Altra cosa difficile è stato trovare un equilibrio tra gli elementi di incanto e quelli feroci che esistono nelle favole, senza cadere nel folkloristico, cercando solo di catturare l’anima delle fiabe per metterla nello spettacolo”. Una sfida non da poco in cui voleva cimentarsi al cinema Federico Fellini. “Negli anni Settanta lui e Calvino si erano incontrati più volte per discutere del progetto, mai andato in porto”.
Un lavoro particolarmente impegnativo per gli autori, “visto che non siamo cresciuti con queste fiabe e questa cultura”. “Mia madre è sempre stata una straordinaria affabulatrice – scherza Turturro – ma non mi ha mai raccontato fiabe. I miei genitori preferivano piuttosto raccontarmi storie esagerate riguardanti la loro vita”.
Al testo di Calvino infatti l’autore si è accostato nel 1981. Fu proprio "Fiabe italiane” il primo regalo della moglie quando si fidanzarono. Ma allora neanche immaginava che un giorno le avrebbe rappresentate in un teatro italiano. Teatro italiano a cui Turturro si è già accostato nel 2006, quando diresse una versione di “Questi Fantasmi” di De Filippo al Teatro Mercadante di Napoli. “Fu Francesco Rosi, con cui oltre dieci anni fa lavorai per La Tregua a farmi conoscere Eduardo De Filippo, che non conoscevo” spiega Turturro, il cui esordio nel mondo dello spettacolo è legato al teatro. Dopo un Master conseguito alla School of Drama di Yale, Turturro ha iniziato a calcare le scene dell’off Broadway. Solo più tardi inizia la sua carriera cinematografica, interpretando oltre sessanta film e dirigendo ben tre lungometraggi (Mac, Illuminata e Romance & Cigarettes).
Tornando a Calvino, l’autore dice di aver apprezzato particolarmente il messaggio universale delle fiabe. “Non c’è dubbio – conclude Turturro – la tradizione orale delle favole lega paesi e continenti diversi”. Del resto tra Italia e Stati Uniti, come ha sottolineato Mario Martone, direttore del Teatro Stabile torinese, c’è sempre stato un rapporto privilegiato. E Martone cita un altro collega regista. Rosi ama sempre dire che “la grande tradizione del cinema italiano del dopoguerra non è mai finita, è solo passata al di là dell’Atlantico, con Coppola, Scorsese e De Palma e io aggiungo anche John Turturro che è uno degli esponenti più appassionati del rapporto culturale tra America e Italia” ha sottolineato Martone.
Turturro ha un vero talento istrionico e in conferenza stampa gioca con i fotografi. Ad uno di loro ruba la macchina fotografica e dice agli altri che le vere persone da fotografare sono i suoi attori.
Alcuni se li è portati da New York, come la cugina Aida Turturro, già vista in diversi film e ne “I sopranos”, ma ajohn turturro aida turturro fiabe italiane italo calvino teatro stabile torino mario martoneltri li ha selezionati proprio qui a Torino, come è capitato a: Erika La Ragione e Giuliano Scarpinato, freschi di studi alla Scuola dello Stabile torinese e pronti ora a debuttare con un grande autore e attore d’oltreoceano. C’è poi l’attrice Aurora Quattrocchi (già apprezzata al cinema ne I Cento Passi di Giordana e in Nuovo Mondo di Crialese). Ma anche costumi e musiche sono “made in Turin”. Queste ultime modellate su studi etnomusicografici, dalla compagnia emergente “La paranza del Geco”, a cui Turturro ha concesso un siparietto dal vivo nel corso dell’incontro con i giornalisti.
In scena a Torino fino al 31 gennaio, per poi partire in tournée alla volta di Napoli (2-7 febbraio, Teatro San Ferdinando) e Milano (9-14 febbraio, Piccolo Teatro), la produzione del Teatro Stabile torinese potrebbe anche approdare a New York. Ma le trattative sono ancora in corso. Di certo per ora c’è che John Turturro la prossima settimana è atteso all’Università di Torino, per una lezione agli allievi del Dams e al Museo Nazionale del Cinema. Alla Mole infatti terrà a battesimo la retrospettiva  a lui dedicata dal Museo (23-26 gennaio) intitolata "Tra Palermo e Brooklyn, omaggio a John Turturro".

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    alcuni piccoli refusi:<br />"…Teatro Stabile di Torino di Mario Martone" sarebbe più corretto dire "Teatro Stabile di Torino sotto la direzione di Mario Martone", ma soprattutto " sorella Aida Turturro" è scorretto, Aida è la cugina.

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    segnalazioni puntuali. sviste corrette. grazie!