FILM IN TV – "Atto di forza", di Paul Verhoeven

Il purpureo e sanguigno cielo di Marte e la sua atmosfera rarefatta sono lo scenario onirico con cui si apre Atto di Forza; mano nella mano, un uomo e una donna innamorati camminano insieme, fino a quando la terra che sorregge i loro passi improvvisamente si sgretola. Il sogno, la sua natura mendace ed il suo ricordo reale, la memoria e l’illusione, il rapporto tra realtà e finzione, l’esondazione dell’immaginario e la conseguente incapacità di discernere il vero dalla simulazione di esso; queste sono le tematiche su cui verte la maggior parte dell’opera di Philip Dick, stessi semi che ritroviamo nella cinematografia che prende spunto dai suoi romanzi o dai suoi racconti, così in Atto di Forza di Paul Verhoeven, come, ad esempio, in Blade Runner di Ridley Scott. Derivato da We can remember it for you wholesale, racconto arrivato in Italia come Ricordiamo per voi, Memoria totale o Chi se lo ricorda, il film dell’autore olandese è più un adattamento che una fedele trasposizione, ma contiene tutti gli elementi della poetica e della visionarietà di Dick, considerato, a ragione, tra i precursori del Transrealismo, teorizzato dallo scrittore Rudy Rucker; uno dei primi dettami del Transrealism Manifesto è il transrealista scrive sulle immediate percezioni in un modo fantastico.

Così in Atto di Forza, divertente action-movie ambientato in un futuro distopico, tutto contribuisce a mescolare la materia onirica a quella reale; gli scenari grotteschi e surreali, come gli strani taxi guidati da omini simil-lego, rendono la visione fuorviante, al punto da indurre lo spettatore a sentirsi parte del sogno del protagonista, Douglas Quaid (Arnold Schwarzenegger), ed a confondere i piani della narrazione. Tra le tematiche ossessive che ricorrono nelle opere di Dick ci sono l’incapacità da parte degli uomini di comprendere la loro reale natura e l’esistenza di gruppi di potere in grado di manipolare gli uomini e le masse; entrambi tali temi si ritrovano sia in questa opera di Verhoeven, che nel Blade Runner di Ridley Scott, ma il modo di rappresentarli è profondamente diverso. L’eleganza stilistica di Blade Runner, le atmosfere sospese ed il gusto romanticamente vintage di Scott si contrappongono alla materialità ed allo stile grottesco e surreale della rappresentazione scenica fatta dall’olandese. Volendo esemplificare, Blade Runner è l’elegante sogno di un raffinato androide che si pone elevati quesiti esistenziali, mentre Total Recall è il tumultuoso incubo di un rozzo culturista che rincorre la sua identità con grazia elefantiaca. Il corpo trivellato e sanguinante del nemico riverso al suolo viene calpestato senza cura, innocenti passanti sono usati come scudi umani, sottolineando una totale noncuranza nei confronti della vita, conseguenza dell’incapacità di distinguere tra realtà e finzione. La carnalità, elemento caratterizzante della cinematografia di Verhoeven, è una presenza tangibile anche in quest’opera; il corpo, alieno o umano che sia, viene mostrato anche nelle sue deformità, ma sempre venato di erotismo. La pulsione erotica è sottolineata da subito, il film si apre con un rovente rapporto sessuale tra i protagonisti e scorre sottilmente nel corso di tutto lo svolgersi dell’opera. In Atto di forza, la stessa carne, simbolo per eccellenza della realtà, è materia indefinibile, decostruita ed esasperata, appare deforme, mutevole, si gonfia in modo bizzarro fino ad esplodere.

Atto di Forza fa parte della tetralogia di Veroheven dedicata alla fantascienza, insieme a RoboCop, Starship Troopers e L’uomo senza ombra, in cui il tema protagonista è la mutazione della carne, in un gioco di architetture fantastiche, grottesche e di identità ambigu
e. Verhoeven condensa in questo film il tema della contrapposizione tra corpo e mente, ma anche tra corpo e corpo, corpo umano e corpo mutante, confondendo i margini dell’identità umana, ora in un unicum ora come due entità separate; l’identità di Douglas Quaid è instabile, attraverso ricordi veri o fasulli rincorre le sue origini e Hauser, il suo doppio o il suo autentico sé stesso.

Arnold Schwarzenegger, scelto dal regista per interpretare il ruolo del protagonista, è ben lontano dai personaggi dickiani, il più delle volte fragili e spaesati, ma la sua iconicità testosteronica e muscolare ben si concilia con la materialità tipica della poetica filmica dell’autore olandese. Alla statuaria presenza di Schwarzy fa da contraltare una Sharon Stone giovanissima e dispotica, che qualche anno più tardi sarebbe assurta a sex simbol nel ruolo torbido della femme fatale in Basic Instinct, diretta ancora da Paul Verhoeven.

Titolo originale: Total Recall

Regia: Paul Verhoeven

Interpreti: rnold Schwarzenegger, Sharon Stone, Rachel Ticotin

Durata: 109 min

Origine: USA, 199o

Martedì 25 giugno ore 8.55  Premium Energy