FILM IN TV – “C’eravamo tanto amati”, di Ettore Scola

C'eravamo tanto amatiÈ notizia di questi giorni l’annuncio del possibile ritorno di Ettore Scola alla regia. Il suo nuovo progetto è quello di realizzare un film su Fellini che forse è il suo personale “amarcord” del regista riminese. In realtà un cinema della memoria il regista avellinese l’ha sempre praticato, a partire da quel Trevico-Torino, viaggio nel Fiat-nam (1973) che oltre a costituire un manifesto politico sul suo futuro lavoro da regista, è un film che appartiene alla sua storia ed esperienza personale di emigrato.

 

Il percorso dentro la propria storia e quella che ha marcato il nostro Paese è stata una costante del suo cinema e se Una giornata particolare (1977) è un film in cui egli guarda alla storia d’Italia da un piccolo appartamento della Roma popolare, C’eravamo tanto amati (1974) è un film in cui trent’anni di passato italiano, preludono malinconicamente ai futuri trenta e oltre che verranno. Un film profetico, quanto ad evoluzione e trasformismo, un telescopio gettato con lo sguardo al futuro.

L’amicizia di Antonio (Nino Manfredi), Nicola (Stefano Satta Flores) e Gianni (Vittorio Gassman), ruota attorno al loro passato partigiano e all’amore di Luciana (Stefania Sandrelli) e si modifica dentro un presente greve di mutamenti, fino a che la loro amicizia non potrà che essere declinata al passato come suggerisce il malinconico titolo.

Ettore Scola ha avuto il merito di tenere i piedi sempre ben piantati per terra e diventare un regista/cronista del mondo, a volte questa sua dote indiscutibile l’ha trascinato a realizzare dei film a “scadenza”, sorta di istant-movie dal sapore cronachistico ed eccessivo (La terrazza – 1979) oppure in un sovraccarico di eventi che fa perdere il baricentro dei fatti (La famiglia – 1987).

Scola ha sempre immerso i suoi protagonisti in un ambiente ricco di eventi storici, il suo cinema, compreso C’eravamo tanto amati, sembra essere sempre stato un pretesto per raccontare la controversa storia dell’Italia post fascista e post resistenza attraverso le vicende di questi tre amici le cui vite sono specchio delle metamorfosi del Paese. I suoi film, inscritti in un preciso e programmatico progetto politico, ci hanno sempre stimolato ad una riflessione sui progressivi mutamenti della nostra società. con una ricerca dello spessore del profilo psicologico dei suoi personaggi che tradisce la sua origine di sceneggiatore. Le trasformazioni le leggiamo nel purissimo ed astratto Ballando ballando (1983) che riaccende, dentro i passi del ballo, trent’anni di eventi europei a Il mondo nuovo (1982). Dalla commedia al pamphlet politico, dal dramma all’intimismo della sua ultima produzione, Scola ha cercato sempre un osservatorio che lo legasse agli eventi dentro i quali il suo cinema prende linfa e nell’attesa che realizzi questa nuova idea su Fellini, C’eravamo tanto amati ci fa assaporare il preludio della sconfitta, vista con gli occhi di oggi, senza la speranza di quegli anni.


Titolo originale: C’eravamo tanto amati

Regia: Ettore Scola

Interpreti: Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefano Satta Flores, Stefania Sandrelli, Giovanna Ralli, Aldo Fabrizi.

Origine: Italia, 1974

Durata: 125’

Venerdì 22 marzo 11,55 Rai Movie