FILM IN TV – "Da Morire" di Gus Van Sant

Parabola contro la televisione, ma anche contro l’immagine femminile anni ’90, contro il cinema hollywoodiano di ieri e di oggi, contro l’incompiutezza non-tragica del precedente e necessario Cowgirl. Un film fondamentale per recuperare il “primo” Van sant, quello probabilmente più sincero, ma anche più fragile e prevedibile. Sabato 5 aprile, ore 03.20 Rai1

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da_morirePrima che facesse saltare il banco del cinema contemporaneo tutto con le dilatazioni temporali postcubiste della trilogia esistenzialista (Gerry, Elephant, Last Days), a cui in parte deve essere aggiunto l’ultimo, magnifico, racconto morale sospeso Paranoyd Park, Gus Van Sant inseguiva un cinema beatnik – nelle influenze drammaturgiche e visive – che fondeva surrealismo a critica sociale, apologo etico con l’acidità pop e un amore per i personaggi  innegabile.

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Da morire – To Die For è la prova successiva a Cowgirl – Il nuovo sesso (discusso e discutibile film tratto dal romanzo di Tom Robbins). Suzanne Stone (N. Kidman) sposa l’italoamericano Larry Maretto (M. Dillon), eppure la sua vera ambizione è diventare una diva del piccolo schermo. La voglia di emergere senza alcuno scrupolo morale finirà con il distruggere il marito e un gruppo di liceali squinternati.

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E’ strano vedere le immagini vansantiane supportate dalla partitura musicale dell’eternamente fiabesco (e ovviamente burtoniano) Danny Elfman. Non sempre la collaborazione tra i due sembra funzionare in questa pellicola, eppure To Die For è in tutto e per tutto una favola dark, con le sue vittime sacrificali e le vendette, la struttura classica divisa per atti e lo sguardo fanciullescamente cupo verso un mondo sottratto alla ragione perché inginocchiato all’icona. Ed è proprio l’icona Kidman a governare fotogrammi e pixel, come nella didascalica e allo stesso tempo geniale scena della protagonista che guardando la mdp illustra lo spettatore sulla fragranza dell’immagine, con tanto di blow-up che destruttura la superficie (e il supporto) del testo. To Die For è una parabola contro la televisione, ma anche contro l’immagine femminile anni ’90, contro il cinema hollywoodiano di ieri e di oggi, contro l’incompiutezza non-tragica del precedente e necessario Cowgirl. Un film fondamentale per recuperare il “primo” Van sant, quello probabilmente più sincero, ma anche più fragile e prevedibile.


Titolo originale: To Die For 
Regia: Gus Van Sant
Interpreti: Nicole Kidman, Matt Dillon, Joaquin Phoenix, Casey Affleck
Durata: 95'
Origine: USA, 1995
Sabato 5 aprile ore 03.20 RAI1

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