FILM IN TV – Eva contro Eva, di Joseph Leo Mankiewicz

Un film dolcemente spietato, ma non del tutto. La forma della commedia non restituisce il ribollire delle passioni. Le sequenze mancano di una vera esplosione visiva. Stasera, ore 21.30, LA 7

Eva contro Eva è un film dolcemente spietato, ma non fino in fondo. Un atto d’accusa nei confronti del divismo arrivista che Joseph L. Mankiewicz ha confezionato con una buona dose di sottile velenosa essenza e il visino pulito di Anne Baxter, che veste il perfido ruolo della protagonista Eva Harrington, ne riflette, in controcanto, l’acrimonia.
Eva contro Eva assomiglia ad un anticorpo dal virus hollywoodiano di quell’arrivismo spietato che regnava nello star system. Di scalate al successo e sprofondamenti nei gironi inferiori della gloria ne abbiamo immaginati seguendo le curve narrative del cinema ed è su queste storie che Mankiewicz fonda l’impianto narrativo ambientando, però, abilmente la vicenda nel mondo del teatro e giocando di rimando con il cinema servendosi delle caustiche battute dei suoi personaggi.eva-contro-eva-mankiewicz-1950 Il teatro (Il teatro è il luogo sacro e noi attori siamo gli dei, dirà più o meno Margo, Bette Davis in una battuta del film) diviene così idealizzato luogo di purezza che guarda alla ormai affermata Hollywood come ad un angolo di corruzione dove sembra albergare la perduta gente. Una ironia fin troppo evidente, utile a smentirne un approccio troppo semplificato, accompagna il senso di queste battute.
Eva Harrington è una giovane e indifesa ragazza raccolta sotto la pioggia in una sera d’ottobre, da Karen amica della grande attrice Margo Channig (Bette Davis). La giovane viene presentata alla diva e diviene sua fedele collaboratrice e confidente. Conquistata la sua fiducia, un anno dopo l’avrà scalzata da ogni palcoscenico con il suo ricattatorio arrivismo e le sue sottili falsità. La finta sprovveduta Eva è una mentitrice che verrà smascherata, ma il successo per lei arriverà lo stesso e Hollywood la chiamerà per fare il cinema, ma c’è già eva-contro-evachi, dietro la sua porta, è pronta a prendere il suo posto.
Mankiewicz è stato un regista considerato per la sua forza nella scrittura, per la sua innata capacità di scrivere un cinema sempre molto colto, come accade nel caso di Eva contro Eva, ricco di dialoghi fitti, incisivi e perfino corrosivi. Un film così tanto scritto e non particolarmente originale per la sua messa in scena, sicuramente nei canoni di una consolidata professionalità hollywoodiana, ma senza forza inventiva (non parliamo di visionarietà), è già un miracolo che non debba essere definito verboso e infatti verboso non lo è. Mankiewicz è molto abile nel gestire una materia assai delicata, tenuto conto che in fondo sta disturbando il mondo degli affari, ed Hollywood era ed è ancora oggi (più di ieri), un posto dove essenzialmente si fanno affari, cioè soldi, e dove il perdono, dopo un eventuale errore è difficilmente ottenibile.
Il film si sviluppa dentro questo scenario di intrigo psicologico tra due personaggi in pieno scontro antagonista, ma senza alcuna enfatizzazione, in un clima in cui si sente crescere l’arrivismo di Eva, eva-contro-eva-1950scontato sin dalle prime battute, dapprima fomentato e poi stigmatizzato da Addison De Witt (George Sanders) il critico senza scrupoli di cinica ferocia. Un film che di errori quindi, non ne fa, ma neppure sembra incidere e tirare fuori con la necessaria cattiveria, il bene e il male, la perfidia e la disperazione. Nonostante il ribollire delle passioni, con Margo-Bette Davis sull’orlo di una crisi di nervi e prima che il silenzio della stampa cali per sempre sulla sua arte per lo sfiorire della sua bellezza e la poca credibilità ad interpretare ruoli giovanili ormai appannaggio di una giovane attrice come Eva, il film di Mankiewicz sembra navigare nell’aria tranquilla di una ennesima commedia hollywoodiana. Va riconosciuta in questo aplomb così poco passionale, la capacità da demiurgo di sopire le trame inquiete delle passioni e di ridurle ad una ordinaria vicenda del quotidiano. Sta forse qui la misconosciuta arte di eva-contro-eva-baxter-e-daviesMankiewicz, due volte premio Oscar per questo film e per il precedente Lettera a tre mogli, che resta un autore poco o pochissimo valutato, nonostante questo film abbia ancora il record di nomination all’Oscar (14, ne vinse solo 6, che non è poco) e soprattutto di candidature per i ruoli femminili (ne ebbe 3). Eva contro Eva che sarebbe più adeguato chiamare con il suo titolo originale All about Eve, così tanto più vicino al reale del racconto, resta un film in cui non tutto sembra sempre quadrare, forse perché manca la cattiveria necessaria (di Wilder o di Welles), o forse perché non opera a fondo quel cinismo che guarda al passato con i flashback “vendicativi” cui il cinema ci ha abituati. Mankiewicz continua a consolidare i dialoghi, vivaci e complicati, articolando anche un ricatto da parte di Eva che resta intuibile, più che evidente e in questo si specifica la sua capacità di scrittura, ma è come se questa intuizione, eva-contro-eva-davis-e-baxtertutta razionale, riversata nei dialoghi e nella costruzione psicologica dei personaggi, non sempre riesca ad essere restituita nelle immagini. Le sequenze sembrano aspirare sempre a qualcos’altro, a qualcosa di più, ad una specie di esplosione visiva che non c’è e non riusciamo a vedere neppure nella disperazione di Margo. In questa trattenuta forma della commedia, per esprimere i sentimenti forti dell’invidia e lo scrupolo inveterato dell’arrivismo, vi è la distanza di questo cinema, per fare un esempio, con quello rabbiosamente cinico di Billy Wilder, già stretto discendente di Ernst Lubitsch.
Anne Baxter sembra entrare in scena in punta di piedi, come la vediamo per la prima volta uscire dal buio verso la luce, ma alla fine impone la sua figura esile che non cerca riscatto, che si offre così com’è, con tutto il suo carico di desiderio di fama senza vergognarsi dei suoi comportamenti. Compare nel film Marilyn Monroe, ma la scena se la prendono ancora tutta, gli occhi fulminei di Bette Davis.

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Titolo originale: All About Eve

Regia: Joseph L. Mankiewicz

Interpreti: Bette Davis, Anne Baxter, George Sanders, Marilyn Monroe

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Durata: 130′

Origine: Usa 1950

Genere: drammatico

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