FILM IN TV – "Fragole e sangue" di Stuart Hagmann

Simon (Bruce Davison) è uno studente universitario di San Francisco, biondino, sbarbato e dall’aria scanzonata che ha ben poche passioni a cui dedicare attenzione: il canottaggio e soprattutto le donne. Con il suo amico Elliot (Bud Cort) osserva distaccato l’ancora timida fiammella rivoluzionaria che si accende dentro e fuori le aule universitarie, studenti e studentesse armati di cartelli e megafoni urlano la loro riluttanza nei confronti dell’imminente decisione di concedere il campo da gioco all’esercito americano, pronto per allenarsi e poi partire alla volta del Vietnam. Quello stesso campo da gioco che era stato destinato a bambini e ragazzi della comunità afroamericana, la martire della prima ora. Non ancora fedele alla causa, Simon si avvicina con curiosità ai compagni impegnati nei collettivi, finché non si accorge di Linda (Kim Darby), una dolce e graziosa creatura completamente immersa nell’impegno politico del movimento studentesco, sostenitrice della sorellanza femminista. Ancor prima di capire cosa sta accadendo intorno a lui, Simon si finge attivista e addirittura eroe della contestazione, col solo fine di portarsi a letto la bella rivoluzionaria. Tra i due nasce un sentimento sincero, nutrito dalla nuova consapevolezza del giovane protagonista: quando la pacifica protesta sarà messa a tacere dal braccio armato, Simon arriverà all’apice del suo percorso di crescita, toccando con mano le conseguenze di un amore extra e intra rivoluzionario. Fragole e sangue (Strawberry Statement) è il primo film per il grande schermo realizzato nel 1970 dal regista Stuart Hagmann, ispirato al romanzo The strawberry statement: notes of a college revolutionary di James Kunen. Divenuto presto un cult movie anche in Europa, dove ha ottenuto col Premio della Giuria al 23º Festival di Cannes, il film ha il grande pregio di aver contribuito a richiamare l’attenzione pubblica nei confronti della rivoluzione culturale in atto in quegli anni, seguendo l’onda lunga del successo di Easy Rider, uscito l’anno prima per la regia di Dennis Hopper. Prodotto dalla MGM, a sua volta ispirata dalla Hollywood del denaro e degli affari comodi, Fragole e sangue sembra non nascere da parto naturale: l’ingenuità della sua natura fa procedere a tentoni il climax che riesce a trovare la via di fuga solo nel finale. A fare da sfondo non è infatti la storia d’amore tra i due giovani protagonisti, che al contrario è raccontata diligentemente dallo sguardo di Hagmann, accompagnando senza pudore la leggerezza con la quale Simon approccia al movimento: «che effetto avrà lo sciopero sull’allenamento?» si domanda perplesso mentre i porci preparano la violenta repressione finale. Lo stile dinamico della regia si sposa al linguaggio giovanile e senza mezzi termini tanto dei protagonisti quanto delle “comparse” (meravigliosamente spudorata è la scena del commerciante che inscena una rapina per frodare l’assicurazione) di cui il regista regala dettagliati primi piani. La scorrevolezza del tempo dell’amore si contrappone alla frenesia delle riprese circolari e vorticose che immortalano gli studenti in rivolta, creando un effetto disturbante che a sua volta dipinge la rivoluzione con ampie campiture di zoom. L’entrata/uscita dalla cornice che compone il dittico filmico amore/rivoluzione avviene altrettanto velocemente, e le cause dell’occupazione tornano a nascondersi come fantasmi impalliditi di fronte al romanticismo spensierato dei due giovani amanti. Nell'ultima parte l’arrovellamento silenzioso diviene speranza rabbiosa e gli studenti, come un unico corpo rotante, battono le mani sulla loro terra dissacrata, intonando "Give peace a chance”. La polizia irrompe, travolge e sconquassa le anime ordinate e affamate dentro all’università, distruggendo l’illusione della libera scelta. Una lunga sequenza questa entrata nella storia del cinema, tanto da aver ispirato numerosi film da Hair di Miloš Forman, a The Dreamers di Bernardo Bertolucci fino al più recente Across The Universe di Julie Taymor. Nell’anno di grazia 1970 l’altra America passa sul grande schermo sviluppandosi nella trilogia Fragole e sangue, Il rivoluzionario (di Paul Williams)  e L’impossibilità di essere normale (di Richard Rush) che ricalca nella singolarità di ogni scelta registica, le fasi di sviluppo dell’essere umano: da una consapevolezza parziale e infantile ad una più matura e profondamente dolorosa.

 

 

Titolo originale: The Strawberry Statement

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Regia: Stuart Hagmann

Interpreti: Bruce Davison, Kim Darby, Bud Cort, Bob Balaban, Murray MacLeod

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Durata: 103'

Origine: Usa 1970